Kushner cerca l'appoggio dei leader in Medio Oriente per il piano di pace Usa

Il genero di Trump presenterà gli aspetti economici del piano, che includeranno vari incentivi per i palestinesi, alle autorità di diversi Paesi

Jared Kushner ha in programma, alla fine del mese, un viaggio in Medio Oriente per cercare di ottenere il sostegno dei leader della regione per il suo piano di pace. Il genero e consigliere del presidente statunitense, Donald Trump, condividerà importanti dettagli, per la prima volta, della parte economica del piano su cui sta lavorando da quasi due anni, secondo un articolo di Politico. "Jared presenterà il piano economico per la regione" ha detto un funzionario dell'amministrazione statunitense. "Il piano economico funzionerà solo se la regione lo sostiene. Comprendiamo che, se la parte politica non è consistente, quella economica non avrà senso. Ma, allo stesso tempo, la parte politica non potrà avere successo senza un appropriato piano economico".

La Casa Bianca si sta preparando a presentare un piano per una soluzione negoziata tra israeliani e palestinesi, ma lo farà sicuramente dopo le elezioni in Israele, in programma il 9 aprile. La parte economica del piano include un pacchetto di investimenti nel pubblico e nel privato in tutti i settori dell'economia palestinese.

Il viaggio di Kushner, che durerà una settimana, prevede la visita di Oman, Bahrein, Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti; è possibile che si aggiungano altre due tappe del tour, che sicuramente non saranno né in Israele, né nei territori palestinesi. Con lui, ci saranno Jason Greenblatt, l'inviato speciale del presidente per il Medio Oriente, e altri due alti funzionari dell'amministrazione. Il viaggio era stato previsto a gennaio, ma è stato rimandato a causa del parziale shutdown federale che ha bloccato gli Stati Uniti per 35 giorni.

Il viaggio ha l'obiettivo di testare le reazioni agli incentivi economici per i palestinesi. Incentivi che l'amministrazione Trump spera servano poi a superare l'ostilità dei palestinesi, che hanno interrotto il dialogo con Washington dopo lo spostamento dell'ambasciata statunitense in Israele da Tel Aviv a Gerusalemme, città contesa. Inoltre, la sede dell'Olp (Organizzazione per la liberazione della Palestina) a Washington è stata chiusa dopo il rifiuto dei palestinesi di aprire un negoziato diretto con gli israeliani. Per il presidente dell'Autorità palestinese, Abu Mazen, Trump è troppo "di parte" per essere un mediatore credibile. Ciononostante, la Casa Bianca spera che Abu Mazen accetterà di discutere il piano. "Se i leader regionali penseranno che le nostre idee offrano una visione trasformatrice per i palestinesi, per integrare palestinesi e israeliani nella regione, e se accetteranno di sostenere finanziariamente il nostro piano, sarà un successo" ha concluso il funzionario.

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