L’America aspetta la visita di Mario Monti

Mario Platero intervista l'analista Charles Kupchan del Council on Foreign Relations

E’ un’agenda fitta di appuntamenti quella che attende il presidente del Consiglio italiano alla sua prima visita ufficiale negli Stati Uniti. Mario Monti in America ha reputazione di uomo serio in grado di portare avanti il compito difficile di cui è incaricato. Questo incontro alla Casa Bianca potrebbe anche segnare l'inizio di una nuova alleanza tra Italia e Stati Uniti, che cercano un interlocutore nell'Europa divisa della crisi economica, qualcuno che possa fare da ponte tra Washington e Berlino. Mario Platero ne parla con l'analista politico Charles Kupchan, del Council on Foreign Relations.

Tutto questo ad America24 in onda su Radio24 alle 13:45. Ascolta la puntata.

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Platero: Come vede questa visita di Mario Monti a Washington?

Kupchan: Penso che la buona notizia per l’Italia come per gli Stati Uniti e’ che il governo italiano è tornato in partita e questo è particolarmente importante per Obama in un momento in cui sta cercando di aumentare la sua influenza in Europa. Tuttavia Washington deve fare attenzione a come agisce riguardo alla crisi europea perché c’è la possibilità di una forte reazione negativa se gli Stati Uniti appaiono troppo autoritari e pretendono di dire ai paesi europei quello che devono fare. Ma Obama può trovare in Monti un alleato, qualcuno che comprende il bisogno di responsabilità fiscale ma anche l’importanza di misure a favore della crescita. In tal senso questa visita ha un’importanza simbolica e può elevare la posizione di Monti in Italia e nell’Unione Europea e questo è determinante se Monti intende far sentire la sua voce con Angela Merkel affinché il governo tedesco prenda una posizione più equa e sia disposto a mettere più asset a disposizione per impedire che l’Europa scivoli in una crisi peggiore di quella in cui si trova.

Platero: Quali sono i temi in gioco? Cosa si diranno domani Mario Monti e Barack Obama?

Kupchan: Parte dell’incontro lo passeranno a discutere i dettagli, le specifiche della crisi, e i diversi approcci, americano e europeo, riguardo alla crisi finanziaria ma c’è la possibilita’ che Monti possa diventare la persona di riferimento per gli USA. Di solito questo ruolo è spettato al primo ministro britannico ma nell’Europa di oggi l’Inghilterra è fuori partita, è isolata e rappresenta più un vicolo cieco che un ponte verso l’Europa per gli Stati Uniti. In questo contesto Mario Monti ha l’opportunità di coprire il buco e diventare una delle persone chiave nelle relazioni diplomatiche tra Europa e America rispetto alla crisi. Ma gli Stati Uniti devono stare attenti a non apparire pedanti con l’Europa ed ecco perché gli incontri informali sono di straordinaria utilità.

Platero: Qual è la sua opinione sul lavoro di Monti?

Kupchan: Monti sta andando nella direzione giusta, e c’è consenso intorno ai suoi sforzi sia per incoraggiare lo stimolo fiscale all’interno dell’UE che per riformare l’economia italiana. Tuttavia dobbiamo essere onesti: gli ostacoli sono considerevoli, lui ha un governo tecnico ma le sue misure devono essere approvate dal parlamento italiano che è polarizzato e non sarà facile convincere i sindacati e gli altri a mandare giù la medicina. Penso anche che la Merkel si sia finalmente svegliata e abbia compreso la gravità della crisi europea e sembra aver finalmente preso in mano la situazione. Ha capito che l’elettorato tedesco è pronto all’unione fiscale e uno sforzo maggiore della Germania in tal senso ma è ancora cauta nell’esporre il paese ad una responsabilità maggiore. E non so francamente qual è il suo margine di manovra. La strada di Monti quindi è tutta in salita. Lui è senz’altro un nuovo raggio di luce nello scenario europeo e le sue inclinazioni politiche e intellettuali sono in sintonia con quelle di Washington ma non sottovaluterei gli ostacoli che si trova di fronte.

Platero: C’e’ curiosità su Mario Monti a Washington?

Kupchan: C’e’ sempre attenzione sulla visita di un primo ministro italiano, se non altro perché è politicamente importante e certamente lo è per Obama trattandosi di un anno elettorale. Ma questa visita è particolarmente importante perché appunto la rielezione di Obama dipende dallo stato dell’economia americana che è a sua volta condizionato dalllo stato dell’economia europea e quindi in questo quadro è importante. Penso che l’Europa abbia passato un punto cruciale, la crisi si è aggravata tra il 2010 e il 2011 e ha toccato il suo apice l’anno scorso ma ora il trend e’ in ripresa. Questa inversione di tendenza dipende in parte della Germania e dalla presa di coscienza della Merkel che ha capito di dover guidare l’opinione pubblica e non seguirla, in parte dalla BCE che è pronta a prestare denaro alle banche europee a bassi tassi d’interesse ma in parte dipende anche da Monti, che ha apportato un livello di leaderiship che prima mancava. Lui può aiutare l’Europa a trovare la via. Non è un caso che Monti abbia giocato un ruolo centrale nelle discussioni tra Sarkozy e Merkel da quando ha assunto la carica di primo ministro, questo è un segno del ritrovato rispetto e della ritrovara influenza italiana a livello europeo.