L'America è un sogno, parola di un 'genio'


La MacArthur Foundation premia un argentiere romano

A24


11.10.11

07:45

Quella di Ubaldo Vitali è forse una favola del XXI secolo. Arrivato negli Stati Uniti senza nulla, spinto soltanto dall’amore per una ragazza americana, è stato scelto quest’anno dalla MacArthur Foundation per il suo prestigioso riconoscimento del “genio”, un premio in denaro destinato a persone selezionate per la loro “originalità, intuizione e potenzialità”. Il signor Vitali, argentiere di Roma, riceverà quindi 500 mila dollari in cinque anni da impiegare come meglio crede.

Cosa farà con questi soldi? “Questo è un momento particolare della mia vita e questo premio mi darà la possibilità di finire le cose che ho cominciato e di poterne iniziare altre che avevo in mente ma non ho mai iniziato” dice Vitali rispondendo a Mario Platero ai microfoni di America 24.

Il sogno americano di Ubaldo Vitali inizia con l’amore per una ragazza americana conosciuta a Roma mentre entrambi studiavano all’Accademia di Belle Arti e che, dice lui non senza un pizzico di orgoglio, “è mia moglie da 44 anni”. Vitali descrive il suo viaggio verso l’America come una grande avventura. Gli Stati Uniti sono “un paese che avevo sempre amato intellettualmente” e cita le grandi Università di Harvard, Yale, dove oggi viene invitato a tenere conferenze sull’argenteria e non solo.

“Per me questo è come un sogno, l’America è un sogno, la gente non lo capisce che paese è” dice Vitali e aggiunge, “ma è un sogno che può diventare un nightmere, un incubo”. Il successo non è scontato, dipende dalle scelte di ognuno, dalle capacità personali, senza dimenticare la fortuna: “Se uno viene qui con l’idea che tutte le strade sono pavimenti d’oro, è meglio se non viene”. Insomma bisogna avere voglia di darsi da fare ma “la strada, anche se ardua, si può percorrere”.

Vitali ricorda quando arrivò nel ’67, in New Jersey, dove viveva la ragazza che poi diventerà sua moglie. A Newark c’erano i riots e la città era in preda alla violenza per le proteste seguite all’uccisione di un tassista di colore da parte della polizia. Eppure senza nulla, se non la sua esperienza di argentiere, Ubaldo Vitali ha cominciato a lavorare e meno di un anno dopo ha aperto il suo laboratorio. “L’America ha fatto la differenza. Il lavoro arrivava da sé, fui contattato da nomi importanti come Tiffany, Cartier, Steuben Glass, clienti che non mi sarei mai sognato di avere in Italia”.

Quindi il sogno americano esiste? “Per me c’é” risponde Vitali “però è fatto di lavoro molto duro, non è fatto da lavativi, per dirla all’italiana” e conclude “l’unica maniera per andare avanti è avere una forte passione che ti sostiene nonostante le difficoltà”.

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