L’immigrazione, il recinto e i visti


Tutti d'accordo su bisogno di riforma, si discute su amnistia per 11 milioni di clandestini


AFP

27.12.11

18:47

Entrambi gli schieramenti sono d’accordo sulla necessità di apportare delle modifiche alle politiche d’immigrazione americane e di dare una risposta al problema degli oltre 11 milioni di immigrati clandestini che attualmente risiedono nel Paese. I candidati sono però divisi sull’opportunità di offrire a quest’ultimi una scappatoia legale alla cittadinanza e ai servizi offerti dal governo federale. Mentre alcuni vorrebbero espellere i clandestini, altri vorrebbero riformare le politiche migratorie degli Stati Uniti per migliorarle e stimolare l’imprenditoria.

Obama

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama è favorevole a una riforma comprensiva anche se il suo programma di modifiche sottolinea come durante la sua presidenza il numero di effettivi coinvolti nel controllo del confine con il Messico è raddoppiato. Per di più, la sua Amministrazione ha iniziato a utilizzare i droni per pattugliare la linea di demarcazione con il Messico, ha istallato oltre 960 chilometri di recinzioni e ha aumentato le deportazioni, colpendo prima coloro “che rappresentano un pericolo per la sicurezza nazionale”. Obama ha poi insistito per l’approvazione del DREAM Act, che concederebbe la cittadinanza americana ai figli di immigrati clandestini che hanno frequentato università americane o hanno prestato servizion nelle forze armate del Paese.

In un discorso elettorale, il presidente ha detto che migliorare le politiche d’immigrazione degli Stati Uniti è fondamentale per contrastare l’enorme economia sommersa del Paese. Obama è a favore ai sistemi di verifica elettronica dell’identità (E-Verify) che permettono ai datori di lavoro di conoscere la cittadinanza dei potenziali impiegati; ed è favorevole a un aumento delle penalità per coloro che assumono lavoratori privi di documenti di riconoscimento.

Infine, il presidente è a favore della regolarizzazione dei 10,8 milioni di clandestini presenti nel Paese, vorrebbe concedere dei visti per gli investitori stranieri che vogliono avviare un’attività negli Stati Uniti ed un sostenitore dell’AgJOBS Act, che permette agli agricoltori di assumere lavoratori stranieri legalmente.

Gingrich

L’ex speaker della Camera dei Rappresentanti Newt Gingrich è favorevole a una rigida osservanza delle leggi migratorie controbilanciata però da una posizione più flessibile nei confronti dei clandestini già presenti negli Stati Uniti da diversi anni. Gingrich non è contrario a un amnistia ma vorrebbe distinguere coloro che ne hanno beneficiato da coloro che hanno ottenuto la cittadinanza regolarmente.
Sul suo website, Gingrich boccia l’idea di una riforma comprensiva delle politiche migratorie ma propone dieci modifiche, tra cui un più efficace pattugliamento del confine col Messico, una riforma del sistema dei visti e un aumento del numero di visa H1B1 per lavoratori specializzati concessi. Gingrich è favorevole al sistema E-Verify da dare in outsourcing ad American Express, Visa o MasterCard, in modo da evitare le frodi.

Romney

Mitt Romney è invece un sostenitore della realizzazione di una recinzione lungo tutto il confine con il Messico. Durante la campagna elettorale, ha più volte parlato contro un’eventuale amnistia a favore dei clandestini, definendola una “calamita per l’immigrazione”. Da governatore del Massachusetts, nel 2004 pose il veto su una legge che avrebbe equiparato i costi per l’istruzione pagati dai clandestini a quelli dei residenti dello stato. Romney è favorevole al sistema di verifica E-Verify; ed è un sostenitore di un aumento dei numeri di visti H1B1 concessi.

Paul

Il deputato del Texas Ron Paul analizza la questione dell’immigrazione sotto l’ottica delle libertà civili: ritiene che permettere ai clandestini di usufruire dei benefici riservati a chi è un cittadino legale del Paese “penalizza il popolo americano”. Paul è favorevole a rinforzare il confine meridionale degli Stati Uniti. Sul suo sito web sostiene l’opportunità di ricollocare le truppe americane attualmente in missione all’estero lungo il confine con il Messico ma non vuole un recinto. In un dibattito a settembre, il candidato ha notato come “potrebbe essere utilizzato contro gli americani, per tenerli dentro il Paese”. Per la stessa ragione è contrario al sistema E-Verify.
Paul non solo è contrario all’amnistia per i clandestini che risiedono negli Stati Uniti, ma è contrario al 14esimo emendamento alla Costituzione che protegge alcuni diritti fondamentali dei cittadini e delle persone sotto la giurisdizione del Paese e vorrebbe abolire lo ius soli, come principio per ottenere la cittadinanza.

Gli altri

Tutti gli altri candidati repubblicani sono favorevoli alla costruzione di un recinto e di un aumento nel numero di visti B1H1 concessi per favorire l’imprenditoria. Nonostante non manchino posizione dure, ad eccezione della deputata del Minnesota Michele Bachmann, nessuno vuole deportare i clandestini.

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