L'uomo sul cavallo e altri finanziatori

I voti portano soldi, ma per farsi votare bisogna prima farsi finanziare. Il caso Santorum

Il comitato elettorale per la candidatura alla casa Bianca di Rick Santorum ha reso noto che all'indomani della tripla vittoria nei caucus del Colorado e del Minnesota e nelle primarie del Missouri, hanno raccolto in 24 ore finanziamenti per un milione di Euro, di cui circa 800 via internet. L'ennesima riprova di come le primarie si giochino anche sul delicato equilibrio delle ondate emotive generate dai risultati delle votazioni e le donazioni che i singoli elettori versano anche sulla scorta di questi cosiddetti "momentum". Ma, come sempre accade, il fundraising ha sempre anche un'altra faccia, quella dei "grossi" finanziatori e dei fundraiser , i procacciatori di finanziamenti. Ieri il New York Times ha raccontato come il fatto che Santorum sia riuscito ad arrivare sin qui è stato reso possibile dai finanziamenti che gli ha procacciato un signore di nome Foster Friess, manager milionario del Wyoming gestore di fondi finanziari. Anche il britannico Guardian ha pubblicato in ritratto di Friess, che sul suo sito web gioca a definirsi "l'uomo sul cavallo" per via delle sue origini (il papà commerciava bestiame). A quanto pare ha dato a Santorum grosse somme nei momenti in cui la sua candidatura stava andando male, e di conseguenza le piccole donazioni di massa come quelle registrate ieri stentavano a vedersi. In quei momenti senza l'apporto di finanziamenti come quelli apportati da Friess la campagna di Santorum avrebbe probabilmente dovuto fermarsi per carenza di fondi. La stessa cosa è accaduta recentemente per il comitato elettorale di Newt Gingrich, che a parere di molti non sarebbe sopravvissuto senza l'apporto finanziario di Sheldon Adelson, magnate dei casinò.