La Banca Mondiale lima le stime di crescita globale

Usa, Cina ed Eurozona rallentano sul 2018

La Banca Mondiale ha limato le stime della crescita economica mondiale nel 2019 e nel 2020 citando "cieli che si stanno offuscando" a causa di un mix di fattori che spaziano dalle tensioni commerciali all'instabilità dei mercati finanziari.

Le previsioni di quest'anno contenute nel rapporto "Global Economic Prospects" sono per una espansione del 2,9% e per il prossimo del 2,8% dopo quella del 3% calcolata nel 2018. In tutti e tre i casi si tratta dello 0,1% in meno rispetto alle attese risalenti allo scorso giugno. La revisione contenuta nel rapporto semestrale dell'istituto di Washington è dovuta a un rallentamento delle economie sia sviluppate sia emergenti.

La Banca Mondiale si aspetta ancora che gli Stati Uniti crescano nel 2019 del 2,5% ma la stima del 2020 pari a un +1,7% è stata ridotta dello 0,3%; il dato del 2018 pari a un rialzo del 2,9% è invece stato migliorato dal +2,7% atteso a giugno.

Anche la Cina dovrebbe perdere slancio con un Pil in aumento del 6,2% in questo anno e non più del 6,3%; nel prossimo è attesa la stessa performance (come calcolato nel rapporto di giugno) dopo il +6,5% del 2018 (dato confermato) per poi arrivare a un +6% nel 2021.

Nell'Eurozona l'espansione dovrebbe rallentare a un +1,6% nel 2019 dal +1,9% dello scorso anno, stime peggiorate rispettivamente dello 0,1% e dello 0,2%. Per il 2021 è atteso un +1,3%.

I calcoli dell'istituto di Washington sono stati diffusi ieri, all'indomani delle dimissioni a sorpresa del suo presidente Jim Yong Kim. Sempre ieri è stato comunicato per la prima volta dove lui andrà a lavorare: nel gruppo di private equity newyorchese Global Infrastructure Partners.

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