La battaglia per difendere Colombo è appena iniziata a New York

Il comitato "Giù le mani da Colombo" vuole proteggere statue e festa
David Guralnick/Detroit News via AP

Nessuno tocchi Cristoforo Colombo: è il grido di battaglia lanciato dall'Italy America Chamber of Commerce (Iacc) di New York, la più antica camera di commercio al mondo, insieme a Guido George Lombardi, presidente del Premio Eccellenza Italiana e amico di Donald Trump. Nel giorno dell'anniversario dello sbarco dell'esploratore genovese a San Salvador (avvenuto il 12 ottobre 1492), è stata organizzata la prima conferenza stampa di "Giù le mani da Colombo", il comitato nato in difesa di una figura controversa ma che storicamente è stata simbolo degli italiani.

Dalle violenze dello scorso agosto di Charlottesville, la città della Virginia dove suprematisti bianchi si erano riuniti per protestare contro la rimozione di una statua sudista, anche le statue di Colombo - da molti visto come un conquistatore che ha iniziato a schiavizzare e uccidere i nativi del Nordamerica - sono finite nel mirino. E il Columbus Day, la commemorazione che su decisione del Congresso Usa del 1934 avviene ogni secondo lunedì di ottobre, è a rischio: a Los Angeles, per esempio, è stato cancellato e sostituito da una parata di "popoli indigeni, aborigeni e nativi".

A New York non è ancora successo, ma il timore è che si possa arrivare a tanto in futuro.Nel frattempo una commissione voluta dal sindaco italoamericano Bill de Blasio per decidere se e quali monumenti sono offensivi si pronuncerà a dicembre, ossia dopo le elezioni che a novembre dovrebbero confermare il primo cittadino; pare che la statua dell'esploratore che si trova a Columbus Circle, l'angolo sudoccidentale di Central Park, non sarà toccata.

"Dobbiamo combattere questa battaglia", ha detto il presidente dell'Iacc, Alberto Milani. "Non si tratta solo di proteggere una figura importante per noi in quanto italiani, ma una figura che ha valore, di per sé, per questo Paese: l'America".

Lombardi, che nei mesi scorsi scrisse a Trump per chiedere di bloccare la campagna contro Colombo, ha ricordato che la capitale degli Stati Uniti porta non solo il nome del presidente George Washington ma anche quello di Colombo, trovandosi nel District of Columbia. "Quando celebriamo Colombo celebriamo non solo l'eredità italiana ma anche lo spirito della scoperta, della cultura e dell'intraprendenza", ha continuato spiegando di aver invitato anche altre minoranze ad unirsi negli sforzi: perché "l'America non è grande per una sola cultura ma lo è perché è un crogiolo di culture".

Come per molte scoperte, anche quella di Colombo avvenne per caso: il navigatore, finanziato dalla corona di Spagna, scoprì il Nuovo Mondo mentre cercava una via d'accesso occidentale all'India. Fidandosi del fatto che la Terra fosse tonda e non piatta - e per questo, circumnavigabile - partì convinto di poter "buscar el levante por el poniente". Aveva ragione, perché in teoria si poteva; si ritrovò, però, un continente allora sconosciuto nel mezzo dell'Oceano.

"Condannare Colombo significa allora che dovremmo condannare tutto il Paese che è nato poi, come se fosse sua la colpa della schiavitù dei neri, il confinamento degli indigeni nelle riserve indiane, tutto quello che è successo durante il formarsi, controverso, di questa nazione", ha aggiunto Milani. Il rischio per lui "è perdere di vista la rivoluzione culturale, geografica, persino culinaria che nacque dal viaggio di questo italiano".

Insomma, Milani difende il diritto degli italiani e degli italoamericani a celebrare le loro origini nel modo che desiderano. Nel frattempo, altre polemiche si sono sollevate negli scorsi giorni, quando il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha invitato a celebrare il Columbus Day come ogni altro presidente aveva fatto prima di lui. Diversamente da Obama e, prima di lui, da Bill Clinton, il 45esimo Commander in chief non ha ricordato il lato controverso dell'esploratore genovese limitandosi a lodarne la "coraggiosa impresa che ha unito due continenti e ha ispirato molti altri spingendoli a perseguire i loro sogni e il loro credo, anche di fronte al dubbio estremo e alle avversità enormi". 

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