La Casa Bianca contro Trudeau

Kudlow: il premier canadese ha "tradito" Trump. Navarro: "ha pugnalato alle spalle il nostro presidente". Usa e Canada sull'orlo di una guerra commerciale

E' scontro diretto tra l'America di Donald Trump e il Canada. Oltre ad avere messo fine all'idillio tra il presidente americano e quello francese, Emmanuel Macron, il G7 canadese ha portato a uno scontro diretto tra Stati Uniti e la nazione guidata da Justin Trudeau. E il rischio è una guerra commerciale tra due Paesi che sono teoricamente alleati e partner.

Dopo l'attacco personale del presidente Usa lanciato nell'ultimo giorno del summit tra le sette principali economie al mondo, è arrivato quello di due uomini con lui in sintonia sulle questioni commerciali: il consigliere economico Larry Kudlow e quello commerciale Peter Navarro.

Mentre Trump era appena arrivato a Singapore per il summit storico con il leader nordcoreano Kim Jong Un, Kudlow ha spiegato che il presidente Usa non ha sottoscritto il comunicato finale del G7 a causa del "tradimento" di Trudeau, accusato di volere fare sembrare Trump debole prima dell'incontro con Kim. L'idea è che Trump non abbia avuto scelta dopo quanto detto in una conferenza stampa dal premier canadese ("I canadesi sono gentili, siamo ragionevoli ma non ci faremo maltrattare"). 

Trudeau "ci ha pugnalato alle spalle" facendo quella dichiarazione dopo che Trump aveva deciso di firmare il comunicato finale del G7 e dopo essere già partito dal Canada verso Singapore.

"Ci eravamo uniti nel comunicato in buona fede", ha spiegato Kudlow parlando durante la trasmissione tv "State of the Union" su Cnn. "Non ci si comporta così, ok? E' un tradimento". Per lui, "Trump non permetterà a un premier canadese di farsi prendere in giro" e "non permetterà alcuna debolezza in un viaggio per negoziare con la Corea del Nord".

All'amministrazione Trump non sono chiaramente piacute le affermazioni di Trudeau fatte di sabato e che il leader Usa ha apparentemente ascoltato dal suo Air Force One. Il premier canadese aveva detto che le contromisure pensate per rispondere ai dazi Usa sull'acciaio e sull'alluminio canadese scatteranno il prossimo primo luglio, come previsto, e che quei dazi non sono altro che un insulto.

Mentre era in volo, Trump aveva scritto in una serie di tweet che Trudeau è "molto disonesto e debole". In un cinguettio diceva: "Sulla base delle false dichiarazioni di Justin alla sua conferenza, e per via del fatto che il Canada sta imponendo tariffe doganali sui nostri agricoltori, lavoratori e gruppi, ho dato istruzioni ai nostri rappresentanti Usa di non sottoscrivere il comunicato mentre studiamo dazi contro le auto che allagano il mercato Usa".

Lo staff di Trudeau ha risposto dicendo che quanto da lui affermato non è stato nulla di nuovo rispetto a quanto già detto in passato. Ma a Ottawa si teme che le speranze per rinegoziare il North American Trade Agreement siano evaporate. Kudlow ha detto che gli Usa "erano vicini" a siglare un nuovo accordo commerciale e che Trudeau dovrebbe rimangiarsi quanto dichiarato.

Dalla parte del leader canadese si è schierato il senatore John McCain, che su Twitter ha scritto: "Ai nostri alleati: la maggioranza bipartisan degli americani resta favorevole al libero commercio, alla globalizzazione e a supporto delle alleanze sulla base di 70 anni di valori condivisi. Gli americani stanno con voi anche se il nostro presidente no".

Intanto anche il 'falco' Navarro ha attaccato Trudeau. Secondo lui, la conferenza del premier canadese è stato il "peggiore errore di calcolo politico" da parte di un leader canadese nella storia moderna. Per Navarro, Trump ha fatto un favore a Trudeau partecipando al G7, tanto più che era persino pronto a firmare un comunicato "socialista". E invece, "Trudeau ha pugnalato il nostro presidente alle spalle". La linea della Casa Bianca non cambia: gli alleati degli Usa "ci stanno derubando" e per aggiustare gli squilibri commerciali Washington deve fare saltare "l'ordine mondiale esistente".

Altri Servizi

Wall Street, attenzione alle trimestrali e al vertice Trump-Putin

Attesi i dati di Bank of America e BlackRock prima dell'apertura dei mercati. Trimestrale di Netflix dopo la chiusura
iStock

Microsoft chiede la Congresso di regolare il riconoscimento facciale

In un post sul blog del colosso, il presidente Brad Smith chiede un intervento della politica
AP

Microsoft vuole che il governo degli Stati Uniti inizi a pensare a quali limiti dovrebbero essere impostati sull'uso della tecnologia di riconoscimento facciale. In un post sul suo blog,  Microsoft ha anche affermato di essere in contatto con gruppi esterni per definire le proprie politiche su come utilizzerà e venderà questa tecnologia.

L'ultimo Blockbuster d'America

Si trova a 120 chilometri da Portland, in Oregon. Tra poco - quando chiuderanno i due negozi dell'Alaska - rimarrà solo.

Il negozio Blockbuster a Bend, in Oregon, ha una strategia chiara: vuole resistere e fare da argine all'espansione dei servizi di streaming digitale come Netflix e HBO, che permettono ai clienti di non alzarsi dal divano per vedere un film. Ma è rimasto solo.

La settimana americana (ovvero, Trump incontra Putin)

Lunedì sarà il giorno dei giorni. Il presidente americano incontra quello russo. Poi è tutto in discesa, con tantissime trimestrali a Wall Street, la Fed e Facebook al Congresso
AP

Lunedì sarà il giorno più atteso degli ultimi mesi per la politica internazionale. Donald Trump incontra Vladimir Putin a Helsinki, in Finlandia. La Casa Bianca ha detto che i due presidenti discuteranno di Medio Oriente, Ucraina e di interferenze russe nelle elezioni americane del 2016. Uno dei punti fondamentali è l'annessione russa della Crimea, che gli Stati Uniti non hanno riconosciuto e su cui Trump ha lasciato una apertura: "Vedremo". Tra l'arto, il presidente Usa insiste nel voler affrontare parte del colloquio da solo con Putin, cosa che sta preoccupando molto l'amministrazione Usa, visto che Putin è un ex agende del Kgb, con decenni di formazione alle spalle. 

Sanzioni all'Iran, gli Usa non concederanno esenzioni alle società europee

Washington respinge la richiesta di Regno Unito, Francia e Germania. "Faremo una pressione finanziaria senza precedenti sul regime iraniano"

Gli Stati Uniti hanno respinto l'appello di Regno Unito, Francia e Germania, che chiedevano ampie esenzioni alle aziende europee per fare affari con l'Iran, e andranno avanti con la loro volontà di imporre sanzioni per esercitare pressioni economiche "senza precedenti" sul regime di Teheran. Lo hanno detto funzionari statunitensi ed europei a Nbc News.

Trump a May: su Brexit fate come volete, basta che poi facciamo affari

Solito show del presidente Usa nella conferenza stampa con la premier del Regno Unito. Smentisce le critiche e definisce la sua intervista al Sun una 'Fake News'
AP

"Qualsiasi approccio sceglierete per la Brexit mi andrà bene, sta a voi, fate solo in modo di essere sicuri di poter fare accordi commerciali con gli Stati Uniti, che è quello che conta". La conferenza stampa con la premier del Regno Unito, Theresa May, è il solito show del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che smentisce la sua intervista al tabloid Sun, definita 'Fake News' (ma l'audio conferma quanto riportato dal giornalista, ndr) e sottolinea che "gli Stati Uniti vogliono fare affari con il Regno Unito, e il Regno Unito vuole fare affari con noi".

Donald Trump contro l'Europa: è un nemico

In una intervista a Cbs il presidente americano contro l'Unione europea a pochi giorni dalla sua visita ufficiale
©AP

Il presidente americano, Donald Trump, ha definito l'Unione europea un "nemico" degli Stati Uniti in un'intervista a seguito di un incontro controverso la scorsa settimana con gli alleati della NATO.

Messico, la prossima crisi arriverà da Sud

Il presidente eletto Lopez Obrador potrebbe entrare in contrasto con Donald Trump sull'immigrazione. Il rischio è che ne esca perdente
iStock

Dopo la vittoria di Andres Manuel Lopez Obrador alle elezioni presidenziali messicane, i mercati si sono concentrati sulle prospettive economiche di un Paese che rischia la crisi finanziaria. Eppure, il primo e più grande problema della futura amministrazione, in carica dal primo dicembre, potrebbe essere l'immigrazione dall'America Centrale, come scritto da Shannon O'Neil, senior fellow per gli Studi sull'America Latina del Council on Foreign Relations.

Trump: "Credo nella Nato, gli alleati pagheranno di più". Ma Macron e Conte lo smentiscono

Il presidente Usa: "La Nato è molto più forte ora. Gli alleati aumenteranno la spesa per la difesa, e anche velocemente". Il presidente francese: "Il comunicato è chiaro: riafferma l'impegno del 2% entro il 2024"
AP

"Io credo nella Nato. La Nato è molto più forte ora di due giorni fa". Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, durante la conferenza stampa alla Nato, a Bruxelles, piena di contenuti, in parte già smentiti dagli altri leader. "Alla fine, abbiamo avuto un fantastico meeting. Gli Stati Uniti non erano trattati in modo giusto, ora sì" ha detto Trump, affermando che gli alleati hanno accettato di aumentare le spese per la difesa, come da lui chiesto, "e anche velocemente".

Vertice Nato, Trump chiede agli alleati un nuovo obiettivo: il 4% del Pil alla difesa

Gli alleati faticano ad avvicinarsi al 2%, come promesso nel 2014 (entro 10 anni)
Ap

Vertice Nato,Trump chiede nuovo obiettivo: 4% Pil alla difesa Lo ha riferito il presidente bulgaro New York, 11 lug - Il presidente statunitense, Donald Trump, ha formalmente chiesto agli alleati della Nato di alzare al 4% la percentuale del Pil da dedicare alle spese per la difesa, nonostante la maggior parte degli alleati sia ancora lontana dall'obiettivo del 2%, fissato nel 2014 per il 2024. A renderlo noto è stato il presidente bulgaro, Rumen Radev.