La Casa Bianca rilancia: "Il presidente Trump ha il rimorso di non aver alzato di più i dazi contro la Cina"

Con i giornalisti, Trump era sembrano più possibilista sui rapporti con Pechino, ma la sua portavoce ha poi detto: "È stato mal interpretato". Al G7, il presidente è isolato, ma per lui "sono solo Fake News"
Ap

Nessun passo indietro, nessun ripensamento. Anzi, il presidente statunitense Donald Trump si rammarica di non aver alzato di più i dazi sui prodotti importati dalla Cina. A specificarlo è stata la Casa Bianca, secondo cui i precedenti commenti di Trump sono stati "mal interpretati".

Durante l'incontro, davanti ai giornalisti, con il premier britannico Boris Johnson al vertice del G7 a Biarritz, in Francia, Trump era apparso più possibilista sui futuri rapporti con la Cina, dopo gli ultimi aumenti dei dazi decisi da Washington e la risposta di Pechino. Alla domanda su possibili "ripensamenti sull'escalation della guerra commerciale", Trump aveva risposto: "Sì, certo, perché no?". A una nuova domanda sullo stesso tema, aveva aggiunto: "Potrebbe anche essere, potrebbe anche essere. Ho ripensamenti su tutto".

La portavoce Stephanie Grisham, ore dopo, ha detto che la risposta del presidente è stata "largamente mal interpretata". In una nota, ha aggiunto che "il presidente ha il rimorso di non aver alzato maggiormente i dazi". I nuovi dazi hanno affossato i mercati e i titoli di Stato, creando tensioni con gli alleati e mettendo gli Stati Uniti, ancora una volta, in una posizione di isolamento al vertice dei Grandi. Vertice durante il quale Trump sta discutendo con gli alleati su Iran, Corea del Nord e Russia, anche se ha cercato di far emergere un quadro rassicurante sui rapporti con gli altri Paesi, affermando che le presunte tensioni sarebbero solo il frutto delle Fake News dei media.

In precedenza, i membri europei del G7 - che comprende Regno Unito, Canada, Germania, Francia, Italia, Giappone e Stati Uniti - avevano ripetutamente espresso preoccupazione per la minaccia della guerra commerciale alla più ampia economia globale. Il primo ministro britannico Boris Johnson era stato l'ultimo a dirlo a Trump, durante una colazione: "Non ci piacciono i dazi in generale, siamo a favore della pace commerciale".

Il padrone di casa del vertice, il presidente francese Emmanuel Macron, ha riconosciuto la necessità di "proteggere le nostre economie dalla concorrenza sleale", ma ha precisato che “le misure unilaterali non servono, e anzi sono controproducenti”. Il presidente francese ha spiegato la necessità di regole nuove, a partire dalla riforma dell'Organizzazione mondiale del commercio, su cui si sta lavorando. Dopo le minacce di Trump di tassare i vini francesi in risposta alla Digital Tax approvata dal governo di Parigi contro le grandi società statunitensi, è emerso che Francia e Stati Uniti stanno trattando. Il ministro dell'Economia francese, Bruno Le Maire, e il segretario statunitense al Tesoro, Steven Mnuchin, stanno segretamente parlando, con l'obiettivo di trovare un'intesa.

Trump, intanto, ha dichiarato che Stati Uniti e Giappone hanno trovato un accordo "di massima" sul commercio, aggiungendo che "i nostri rapporti con il premier Abe e il Giappone sono i migliori, credo, mai avuti". I media giapponesi hanno riferito che gli Stati Uniti e il Giappone avrebbero concordato un accordo commerciale che manterrà in vigore i dazi statunitensi sulle auto giapponesi, rimuovendo gli ostacoli alle vendite statunitensi di carne bovina e suina in Giappone.

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