La Compilation: cosa aspettarsi e non dal commercialista

Informazioni utili per redigere il documento, un vero e proprio biglietto da visita per un’azienda straniera interessata a investire negli Usa

Nel precedente articolo abbiamo messo in luce i motivi che rendono la Compilation un Attest Service fondamentale per un’azienda straniera interessata ad investire negli Usa.

Chiarite le ragioni per cui la compilation rappresenta un vero e proprio biglietto da visita nei confronti dei moltissimi interlocutori (istituzionali e non) che compongono lo scenario del mercato americano, è importante capire esattamente di che si tratta, del suo significato e di come si rappresenta.

Innanzitutto, come suggerisce il nome stesso, una compilation è una raccolta di resoconti finanziari stilata rispettando un format predefinito richiesto dai principi contabili. Rientrano nei resoconti finanziari lo Stato Patrimoniale, il Conto Economico, lo Statement of changes of stockholders’s equity (dichiarazione delle variazioni del patrimonio netto), il Cash Flow e le Note di bilancio.

La redazione di una compilation implica che il professionista incaricato abbia compreso la natura del vostro business e i principi contabili da voi adottati, incluso il vostro sistema di rendicontazione finanziaria.

Capita spesso che la natura della compilation venga confusa con quella della relazione finanziaria oppure di un audit. Vi sono invece delle differenze sostanziali che ritengo importante chiarire:

  • In primo luogo, nel redigere una compilation, il commercialista/revisore non analizza, né tiene in considerazione, i sistemi di controllo utilizzati da una società per evitare frodi, che invece è ciò che avviene nel caso di un audit indipendente;
  • Nel redigere una compilation il commercialista/revisore non raccoglie, né analizza, le fonti dei documenti (e.g. assegni cancellati o estratti conto bancari) per valutare l’accuratezza dei registri contabili (il che invece avviene durante la fase di “testing” di un audit);
  • Nel redigere una compilation il commercialista/revisore cambia la formattazione dei rendiconti finanziari, ma non esprime alcun giudizio in merito alla loro ragionevolezza (giudizio che invece viene espresso in una review);
  • Nel predisporre il report successivo alla redazione della compilation, il commercialista/revisore non esprime alcun giudizio, né garantisce, che i rendiconti finanziari riflettano effettivamente la posizione finanziaria dell’organizzazione (che invece è il risultato di un audit indipendente).

Per ulteriori informazioni, approfondimenti o curiosità, sarò lieto di ricevere una vostra mail al seguente indirizzo di posta elettronica: afantozzi@pragermetis.com

Nel prossimo articolo, mi propongo di approfondire il tema della Sale and Use Tax, argomento di fondamentale importanza per le aziende italiane operanti negli Stati Uniti.

pragermetis
pragermetis
pragermetis
pragermetis
pragermetis
Altri Servizi

Nuovo fronte di Trump contro la Cina: Usa fuori da trattato postale internazionale

Fu creato nel 1874 ed era pensato per agevolare lo sviluppo di nazioni povere concedendo commissioni basse per le spedizioni di pacchi. Per Washington, Pechino se ne è approfittata

Il presidente americano, Donald Trump, vuole aprire un nuovo fronte nella sua battaglia commerciale con la Cina. Come? Ritirando gli Stati Uniti da un trattato postale vecchio di 144 anni che ha permesso alle aziende cinesi di inviare pacchi di piccole dimensioni in Usa a un tasso decisamente scontato.

Per il terzo mese di fila la Cina riduce i Treasury in suo possesso

Ad agosto la quantità in mano a Pechino è scesa ai minimi del giugno 2017 ma il calo non è significativo. Anche il Giappone ha venduto mentre l'Arabia Saudita ha comprato

Per il terzo mese di fila, ad agosto, la Cina ha ridotto la quantità di Treasury in suo possesso portandola ai minimi del giugno 2017, quando erano a 1.147 miliardi di dollari.

Netflix: la crescita degli abbonati straccia le stime

Utili triplicati nel terzo trimestre. Ricavi cresciuti più del previsto (+34% a 4 miliardi di dollari). Aumenta la cassa bruciata. Pesano investimenti in contenuti originali
iStock

Nel terzo trimestre del 2018, Netflix è tornato a sorprendere in positivo, motivo per cui il titolo a Wall Street ieri nell'after-hours era arrivato a guadagnare fino al 13%: il gruppo di video in streaming ha registrato un aumento degli abbonati superiore alle stime, cosa che ha fatto venire meno i timori di un rallentamento che erano sorti con la trimestrale precedente. Il gruppo ha inoltre visto triplicare gli utili rispetto a un anno prima e ha registrato ricavi in aumento del 34%, più del previsto, anche se ha continuato a bruciare cassa a un passo più rapido che in passato. Il tutto mentre investe sempre di più sui contenuti, per i quali secondo gli analisti spenderà quest'anno 12 miliardi di dollari, 4 miliardi in più di quelli annunciati dall'azienda.

Google: i produttori di smartphone in Europa dovranno pagare per avere app del gruppo

La controllata di Alphabet passa a un modello di business a pagamento, conseguenza della multa Ue per abuso di posizione dominante con Android

Google cambia modello di business in Europa, dove lo scorso 18 luglio la controllata di Alphabet è stata colpita dalla Commissione europea con una multa di 4,34 miliardi di euro per abuso di posizione dominante con Android (il suo sistema operativo per dispositivi mobili).

Il rimbalzo dei ricavi di International Business Machines (Ibm) si è fermato dopo soli tre trimestri. E le vendite legate al cloud computing hanno deluso. Questo spiega perché il titolo del gruppo IT sta scivolando nel dopo mercato a Wall Street (-3,7%).

Trump contro Mattis: "È una sorta di democratico, potrebbe andarsene presto"

Il presidente americano in un’intervista alla Cbs ha parlato del rapporto con il segretario alla Difesa

Donald Trump continua a lanciare messaggi ai membri della sua amministrazione. Ultimo in ordine di tempo è il segretario alla Difesa, il generale Jim Mattis, sul quale il tycoon si è espresso durante un’intervista a "60 Minutes" sulla Cbs. "È una sorta di democratico" ha detto il tycoon che ha ammesso di non sapere se Mattis lascerà o meno il suo incarico.

Facebook riduce a 30 mln il numero di account colpiti da recente attacco hacker

I pirati informatici hanno avuto accesso a email, numeri di telefono e nomi di 15 milioni di persone. L'Fbi indaga. Bocche cucite su chi sia il responsabile dell'intrusione. Intatte le app Messenger, WhatsApp e Instagram
AP

Sono 20 milioni di meno gli account Facebook colpiti dai problemi di sicurezza scoperti il 25 settembre. Il gruppo ha tagliato a 30 milioni da 50 milioni il numero di account di cui gli hacker hanno sfruttato una vulnerabilità associata alla funzione (in inglese "view as") che consente agli utenti di vedere i loro profili come se fossero uno dei loro amici.

"Sip Trip": il viaggio a tappe in Italia con cui il sommelier di Bastianich vuole ingolosire gli Usa

Al via le registrazioni della serie YouTube di Jeff Porter, direttore beverage dell'impero della celebre chef. Dalla Lombardia alla Campania per condividere piatti e vini del nostro Paese

A lui i "superlativi" non piacciono e dunque non si spingerà mai a dire che l'Italia è il migliore produttore di vini in assoluto. Eppure l'Italia sta diventando la "seconda casa" di Jeff Porter. Ed è la "prima porta" di quella casa che il sommelier americano vuole aprire allo spettatore di "Sip Trip", una mini serie su YouTube da lui ideata e che sta per essere girata nelle regioni italiane famose per il loro vino con tappe nelle cantine migliori, dal Veneto al Piemonte passando per Lombardia, Toscana, Umbria e Campania.

Nyt: Kushner non ha pagato tasse per anni

Il genero di Donald Trump ha usufruito di pesanti sgravi fiscali nel periodo tra il 2009 e il 2016

Nel periodo tra il 2009 e il 2016 Jared Kushner, genero di Donald Trump e consigliere della Casa Bianca, non ha pagato tasse o ne ha pagate pochissime. A scriverlo è il New York Times che cita documenti finanziari riservati tra cui carte compilate, con la collaborazione dello stesso immobiliarista, da un istituto finanziario in vista della concessione di un prestito.

Il primo anno fiscale completo di Trump chiuso con deficit al top del 2012

E' salito del 17% a 779 miliardi di dollari, top del 2012. Come percentuale del Pil, il dato è cresciuto al 3,9% dal 3,5%. Timori su sostenibilità dei conti pubblici

Nel primo anno fiscale completo dell'era Trump, il deficit federale americano è salito ai massimi di sei anni fa. E' l'effetto della politica fiscale espansiva voluta dal presidente Donald Trump, fatta di tagli alle tasse e maggiori spese (anche militari).