La Corea del Nord: un test per Trump all'incontro in Usa con il presidente cinese

I due si vedranno al resort del presidente in Florida, luogo non casuale per spegnere con il relax le potenziali tensioni

Fervono i preparativi di quello che si preannuncia come l'incontro internazionale più significativo, e al contempo complesso e delicato, di questi primi mesi di presidenza Trump. Il mese prossimo il 45esimo Commander in Chief incontrerà negli Stati Uniti il presidente cinese Xi Jinping in un momento in cui le tensioni tra le due superpotenze mondiali sono a un livello a cui non si assisteva forse dai tempi dell’amministrazione Reagan.

Leader in cerca di relax a Mar-a-Lago
La scelta, non casuale, delle sede per il primo confronto tra i due leader è ricaduta sul resort privato di Donald Trump a Palm Beach, in Florida, dove il presidente ama spesso passare i suoi weekend. Una scelta che sarebbe stata presa su suggerimento cinese, secondo indiscrezioni trapelate dalla Casa Bianca e riferite dal New York Times; il tentativo è quello di evitare le rigidità protocollari di una visita ufficiale alla Casa Bianca nella speranza di trovare un clima di maggior relax per il confronto tra Trump e Xi. Ma, soprattutto, si vuole così scampare alla necessità di concludere la visita con la sottoscrizione di un qualche accordo formale tra i due Paesi, visto che non sarebbe facilmente raggiungibile.

Il segretario americano di Stato, Rex Tillerson - oggi a Tokyo (Giappone), tra due giorni a Seoul (Corea del Sud) e il 18 marzo a Pechino (Cina) - è in procinto di incontrare in via preliminare Xi e di concordare con lui i punti su cui dovrà concentrarsi il dialogo con Trump.

Casa Bianca divisa in due sulla Cina
Un ruolo non facile, quello di Tillerson, stretto tra le due anime che dividono l’amministrazione sull’approccio da tenere con la potenza asiatica: da un lato una visione fortemente anti-cinese, che considera la Cina una minaccia economica e geopolitica per gli Stati Uniti, incarnata dai più radicali tra i consiglieri del presidente, tra cui Stephen Bannon e l’economista Peter Navarro (in tema commerciale); dall’altro lato l’approccio più cauto e pragmatico suggerito dal genero di Trump, Jared Kushner, marito di sua figlia Ivanka, che ha preso parte al Consiglio sulla sicurezza nazionale di lunedì 13 marzo e durante il quale si è discusso proprio di Corea del Nord e Cina. Il problema è che il giovane è al centro di un potenziale conflitto di interesse di non poco conto: per 400 milioni di dollari, la società immobiliare di famiglia sta per cedere una quota in un grattacielo a Manhattan, New York, al gruppo assicurativo cinese Anbang (lo stesso che ha preso il controllo del famoso Waldorf Astoria, l'albergo esclusivo amato dai diplomatici).

I probabili punti all'ordine del giorno
Tra i punti all'ordine del giorno nell'incontro tra il presidente Usa e quello cinese ci sarà sicuramente la Corea del Nord, che la settimana scorsa ha lanciato quattro missili balistici in direzione del Giappone sollevando le critiche internazionali. L'America ha risposto con il dispiegamento di uno scudo antimissili a terra in Corea del Sud. Entro l'anno prossimo, inoltre, gli Usa avranno pronti in loco una serie di droni capaci di attaccare - se necessario - con missili Stinger e Hellfire. A fare infuriare la Cina, già in allerta con queste mosse, potrebbe essere poi la vendita di armi da parte dell'amministrazione Trump a Taiwan, l'isola già al centro di acute tensioni poi rientrate con la promessa del presidente Usa di rispettare la politica di una sola Cina (quella che prevede come parte del suo terrotorio Taiwan, appunto). A questo si aggiungono le accuse (errate) di manipolazioni monetarie nei confronti di Pechino fatte da Trump e la minaccia di imporre dazi al 45% sulle importazioni negli Usa di merci provenienti dalla Cina.

Dal canto suo Xi si prepara ad affrontare il 19esimo congresso del Partito comunista cinese in autunno. Per questo di fronte al presidente americano non potrà mostrarsi troppo accondiscendente. E per questo è atteso che riproponga quanto Washington ha di fatto ignorato: la promessa di fare sospendere i test missilistici nordcoreani a patto che Usa e Corea del Sud sospendano le esercitazioni militari congiunte. Pyongyang sarà insomma la prova del nove per Washington. E un test notevole per Trump.


Altri Servizi

Wall Street, il Dow Jones prova a ripartire dopo otto cali consecutivi

Serie peggiore dal 2011. Oggi atteso il dato sulla fiducia dei consumatori
AP

Elon Musk studia come impiantare microchip nel cervello

Il fondatore di Tesla e SpaceX presto potrebbe presentare Neuralink, un progetto per aumentare le capacità cognitive dell'umanità
AP

Prima ha cambiato il modo di fare pagamenti con PayPal. Poi ha puntato sulle auto elettriche e sul settore aerospaziale con Tesla e SpaceX. Adesso Elon Musk sa che nei prossimi anni l'intelligenza artificiale e l'interazione uomo-macchina diventeranno sempre più centrali. Per questo sta per presentare Neuralink, una società che studia il modo per impiantare microchip nel cervello, grazie ai quali, in futuro, saremo in grado di inserire dati o di scaricare pensieri dal nostro cervello. Lo scrive il Wall Street Journal che cita fonti anonime.

Studiare in una università americana dopo la scuola superiore

Quello che bisogna sapere per scegliere e per essere ammessi in un college negli USA. Gli ostacoli da superare e gli strumenti migliori per battere la concorrenza nelle università più prestigiose
Unsplash

Cervelli in fuga non si nasce, si diventa. E il modo più semplice per diventarlo è 'studiarlo' a scuola. Abbiamo provato a confezionare una sorta di guida per iscriversi in una università americana dopo avere ottenuto un diploma di scuola superiore in Italia. Entrare in questo mondo di football, confraternite e campus da film, e ottenere una laurea in una università americana, è in assoluto la linea più diretta per andare a un punto A (non avere chiare prospettive di lavoro in Italia dopo la laurea) a un punto B (trovare un lavoro in America).

Facebook si dà alla musica per sfidare Spotify e YouTube

Il social network sta reclutando persone esperte nel settore per trattare con etichette musicali e mettere a punto le migliori licenze

Facebook sta sempre più puntando sulla musica per sfidare Spotify e YouTube. Il più grande social network al mondo è alla ricerca di tre top executive esperti del settore musicale per lavorare al suo quartier generale americano.

La Bce conferma: è stata nel mirino degli hacker nordcoreani

L'Eurotower figura tra un centinaio di istituzioni prese di mira insieme alla filiale Usa di Deutsche Bank. Secondo il NYT, i pirati informatici sono gli stessi che hanno rubato 81 milioni di dollari dalla Fed di NY e che hanno attaccato Sony

C'era anche la Banca centrale europea tra oltre 100 istituzioni finanziarie prese di mira da hacker nordcoreani. E' quanto sostiene il New York Times, che ha ottenuto e analizzato un elenco di indirizzi IP forniti da esperti di cybersicurezza e che a loro volta hanno passato al setaccio le tracce lasciate dai pirati informatici di Pyongyang quando lo scorso ottobre hanno cercato di intrufolarsi nelle reti di banche polacche. Queste sono state il principale target seguite da quelle americane, a detta del quotidiano newyorchese secondo cui nel mirino c'erano anche la Banca Mondiale di Washington, Bank of America, State Street, Bank of New York Mellon e la filiale statunitense della tedesca Deustche Bank. Anche le banche centrali di Russia, Venezuela, Cile, Messico e Repubblica Ceca erano nella lista degli hacker, mai emersa prima d'ora e che in Cina avevano solo un obiettivo: le filiali a Hong Kong e in Usa della Bank of China. Un portavoce della Bce ha risposto a una richiesta di commento di America24 spiegando che l'istituzione guidata da Mario Draghi "è venuta a conoscenza del tentativo di hackeraggio all'inizio di febbraio. Il nostro team dedicato alla sicurezza ha velocemente concluso che non siamo stati infettati e ha preso misure aggiuntive per prevenire ulteriori rischi legati a quel tentativo di compromissione. In quanto organizzazione finanziaria pubblica internazionale, la Bce è sempre un target di hacker e ha le misure e le procedure necessarie per gestire" tali minacce.

La battaglia tra conservatori e liberal alla Casa Bianca arriva anche al Tesoro

Dalla parte del segretario Mnuchin ci sarebbero Ivanka Trump e il marito oltre a Gary Cohn, l'ex presidente di Goldman ora a capo dei consiglieri economici di Trump. Contro di lui lo stratega del presidente, Bannon

La frattura interna al partito repubblicano ha affossato, per il momento, il progetto di riforma sanitaria con cui Donald Trump intendeva superare Obamacare. E adesso rischia anche di travolgere un altro dei capisaldi del programma del nuovo presidente Usa: la modifica del codice tributario con un drastico taglio delle tasse. La culla dei nuovi malumori ha sede nel dipartimento del Tesoro: dentro l'amministrazione Usa si sta giocando un pugno di ferro tra due fazioni opposte sul ruolo del segretario Steven Mnuchin. Con la fronda dei nazionalisti guidata dallo stratega Steve Bannon e dal consigliere Stephen Miller, sul piede di guerra contro quelli che considera intrusi "liberal" nel governo di Donald Trump. Lo scrive Politico.

Vettura autonoma Uber provoca incidente, società sospende test

Per il momento la società ha deciso di sospendere i test e di togliere le vetture autonome dalle strade di Pittsburgh, in Pennsylvania, e appunto Tempe, in Arizona.

Una delle vetture autonome di Uber si è schiantata in Arizona, cosa che è destinata a metere sotto ulteriore pressione la società che già deve fare i conti con una serie di problemi interni e internazionali (si pensi per esempio alle tensioni con i tassisti in vari Paesi, tra cui l'Italia).

Salini Impregilo stringe dialogo Usa sulle note di Toscanini

Divisione americana Lane promuove tre concerti esclusivi a Washington e New York

Un tributo musicale al genio cosmopolita del maestro Arturo Toscanini per stringere un dialogo oltreoceano in un anno cruciale per i rapporti economici tra Stati Uniti e Italia: è questo il senso dei tre concerti esclusivi promossi a Washington e New York dal gruppo di costruzioni Salini Impregilo e dalla sua divisione americana Lane Construction Corporation. Nel 150esimo aniversario della nascita e a 60 anni dalla morte di Toscanini, lo spirito del leggendario direttore d’orchestra che nel secolo scorso sfidò i totalitarismi europei e trovò libertà negli Stati Uniti ha echeggiato lunedì sera tra i marmi cesellati e i mosaici policromi della Library of Congress sulle note di Verdi e Rossini interpretate magistralmente dall’Orchestra da Camera del Teatro La Scala. Stasera, sempre nella capitale americana, si replica per il grande pubblico alla Union Station alle 18 e domani, mercoledì 29 Marzo, il tour musicale, accompagnato dalla presentazione del libro “Toscanini – The Maestro: A Life in Pictures” e dalla proiezione della video biografia firmata da Harvey Sachs si conclude alla libreria Rizzoli di New York, sempre alle 18.

Ford fa contento Trump: investirà 1,2 miliardi di dollari in Usa

Denaro destinato a tre impianti in Michigan. Il gruppo si vanta indirettamente con il presidente Usa, che a inizio 2017 lo aveva criticato per i suoi piani in Messico (poi rivisti)
Ford

Ford Motor torna a fare contento Donald Trump: il produttore di auto ha annunciato un investimento di 1,2 miliardi di dollari in tre stabilimenti americani portando a 1,9 miliardi di dollari il valore degli investimenti annunciati da inizio anno negli Stati Uniti. Il presidente americano aveva anticipato di quattro ore l'annuncio del gruppo con un tweet in cui aveva scritto: "Un grande annuncio. Grandi investimenti saranno fatti in tre fabbriche del Michigan. Le compagnie automobilistiche tornano negli Stati Uniti. LAVORO! LAVORO! LAVORO!".

Trump fa marcia indietro, l'Obamacare resta (per ora)

"Ryancare" ritirata, mancavano i voti per la sua approvazione. Il presidente dà la colpa ai democratici. La prossima sfida è la riforma fiscale

Donald Trump fa marcia indietro. Piuttosto che mettere al voto un disegno di legge che non sarebbe mai stato approvato, il presidente americano ha chiamato lo speaker alla Camera per dire di ritirare la riforma sanitaria pensata per abrogare e sostituire l'Obamacare. Si tratta di un'amara ammissione del fatto che né le minacce e gli ultimatum dell'inquilino della Casa Bianca né il pressing di Paul Ryan sono bastati per convincere l'ala più conservatrice del partito repubblicano ad allinearsi e promettere di votare "sì".