La Fed apre a nuovo giro di vite su requisiti imposti alle banche

I governatori Powell e Tarullo hanno parlato di possibili modifiche per alzare gli standard sulla liquidità in vista degli stress test

Le grandi banche americane vanno incontro a un nuovo giro di vite: è probabile che dovranno puntellare ulteriormente i propri bilanci come tutela contro possibili shock finanziari. Ad aprire a questa possibilità sono stati due governatori della Federal Reserve, Daniel Tarullo e Jerome Powell, che hanno parlato della potenziale introduzione di nuovi requisiti che da un lato servirebbero a mettere al riparo gli investitori dai rischi, dall'altro potrebbero mettere sotto pressione dividendi e redditività.

I due governatori hanno parlato durante due eventi distinti, ma il loro messaggio è stato analogo: la Banca centrale americana potrà chiedere alle otto maggiori banche statunitensi di alzare il livello di liquidità in vista degli "stress test", ovvero l'esame che ogni anno la Fed effettua per valutare la tenuta degli istituti a un'eventuale grave crisi economica e finanziaria. "Non sono arrivato alla conclusione che una specifica banca debba essere smembrata o cose simili. Il punto è aumentare i requisiti patrimoniali al punto in cui saranno le stesse banche a chiedersi se dovrebbero ridurre le proprie dimensioni", ha detto Powell.

Variazioni dei requisiti potranno essere proposte ufficialmente nel corso di quest'anno, ma è improbabile che, se approvate, entrino in vigore prima del 2018. Tuttavia gli istituti dovrebbero cominciare ad adeguarsi prima di quella data, in modo da trovarsi pronte quando le nuove norme dovessero diventare effettive. La notizia non piace molto alle banche: "Non è positivo per noi. Spero saremo in grado di adattarci. Investiamo molto denaro e lavoro per fare le cose nel modo giusto, mentre cerchiamo di modificare il modello aziendale per adeguarci alle nuove regole", ha detto Jamie Dimon, amministratore delegato di JPMorgan Chase.