La Fed non taglierà i tassi a giugno. Ecco perché

Probabilmente, ci sarà più di una riduzione dei tassi nel 2019. Ma il summit del G20, la volontà di resistere alle pressioni e la riluttanza nel rendere un errore il rialzo di dicembre spingono il Fomc ad attendere
AP

Tutti sono ormai convinti che la Fed, prima o poi, taglierà i tassi nel corso dell'anno: il mercato crede che potrebbero esserci fino a tre tagli nel 2019 e spinge per una riduzione al più presto. La Banca centrale, però, avrebbe intenzione di lasciare invariati i tassi ala prossima riunione del Federal Open Market Committee, il braccio monetario della Banca centrale, in programma il 18 e 19 giugno.

Le ragioni della Fed sono essenzialmente tre, secondo gli esperti ascoltati dalla Cnbc: alla fine del mese, è in programma in Giappone il G20 durante il quale, almeno teoricamente, Stati Uniti e Cina potrebbero raggiungere un accordo sul commercio; poi, c'è il desiderio della Fed di mostrarsi non influenzata dai mercati finanziari e dal presidente statunitense Donald Trump, che non perde occasioni per accusare la Fed di non aver capito nulla su come agire sui tassi; infine, c'è la volontà di evitare che il rialzo deciso a dicembre appaia come un errore.

"Non vogliono mostrarsi come impauriti da un qualsiasi tipo di pressione, politica (dalla Casa Bianca) o dei mercati" ha detto Lindsey Piegza, capo economista di Stifel. "La Fed guarderà i dati, guarderà cosa dicono i suoi modelli, a cui non interessa cosa dicono i mercati". Per i mercati, la possibilità di un taglio dei tassi a luglio è all'85%; entro la fine dell'anno, la possibilità che ci siano tre tagli è data al 61%. "È difficile credere che non ci saranno tagli" ha commentato Jeffrey Gundlach, fondatore di DoubleLine Capital.

La Fed dovrà valutare con calma i passi da compiere, per non mostrarsi in contraddizione con quanto fatto e dichiarato solo pochi mesi fa. Trump e molti analisti credono che il rialzo dei tassi deciso a dicembre, il quarto nel 2018, sia stato un errore, che poi ha costretto il governatore Jerome Powell e altri massimi dirigenti della Fed a correggere pian piano il tiro con dichiarazioni rilasciate per rassicurare gli investitori.

Tra ottobre e marzo, la Fed è passata dall'affermare che la neutralità dei tassi era "molto lontana", all'adozione di una politica "paziente", fino a decidere la fine della normalizzazione del bilancio, che dovrebbe lasciare nella cassaforte della Fed un tesoro di migliaia di miliardi. La previsione sui tassi per il 2019 è passata da due a zero rialzi; ora, i membri del Fomc devono discutere di un programma di tagli. "È una transizione difficile per la Fed" ha commentato Quincy Krosby, chief market strategist di Prudential Financial. Sono passati "dai due rialzi, per quest'anno, alla pausa". "E ora la Fed si avvicina sempre di più a un taglio dei tassi".

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