La Fed segnala un taglio dei tassi, ma non nel 2019

Come previsto, la Federal Reserve ha lasciato invariati i tassi al 2,25-2,5%, il livello a cui furono portati lo scorso dicembre quando la banca centrale Usa realizzò la quarta stretta del 2018, la nona da quando nel dicembre 2015 l'allora governatrice Janet Yellen annunciò il primo rialzo del costo del denaro dal giugno del 2006. La decisione è stata annunciata dal Federal Open Market Committee (FOMC), il braccio di politica monetaria della Fed, nel comunicato pubblicato al termine della quarta riunione del 2019, iniziata ieri.

Dal documento la Fed ha rimosso l'aggettivo "paziente" per indicare il suo approccio sui tassi. Cos" facendo la banca centrale americana guidata da Jerome Powell segnala un possibile taglio dei tassi futuro. Tuttavia, stando alla stima mediana delle previsioni fatti dai 17 membri dell'Fomc, una riduzione del costo del denaro ci sarà ma nel 2020, più tardi rispetto al consenso che aveva messo in conto una riduzione già a luglio o a settembre.

La parola "paziente" fu usata per la prima volta nel comunicato pubblicato alla fine del meeting dello scorso gennaio ed è stata poi usata anche a marzo e maggio per ribadire che la banca centrale "sarà paziente nel determinare quali aggiustamenti futuri del range dei tassi potrebbero essere appropriati" per garantire l'espansione "sostenuta" dell'economia, condizioni del mercato del lavoro "solide" e l'avvicinamento dell'inflazione al target di crescita annua del 2%.

Come aveva detto in un discorso da Chicago il 4 giugno scorso il suo governatore, la Fed ha promesso che "agirà in modo appropriato per sostenere l'espansione, con un mercato del lavoro forte e un'inflazione vicina all'obiettivo simmetrico del 2%". Alla luce di incertezze e pressioni inflative assenti, la Fed ha anche detto che "monitorerà attentamente le implicazioni dei dati in arrivo per l'outlook economico".

Sui 10 membri con potere di voto nel Federal Open Market Committee, solo uno ha votato contro la decisione di lasciare i tassi al 2,25-2,5%. Si tratta di James Bullard, il presidente "colomba" della Fed di St. Louis che "avrebbe preferito tagliare i tassi in questa riunione di 25 punti base". E' quanto si legge nel comunicato diffuso dalla Fed.

La Federal Reserve continua ad aspettarsi che negli Stati Uniti l'espansione "sostenuta" dell'attività economica continui con condizioni del mercato del lavoro "forti" e un'inflazione vicina al target pari a una crescita annuale del 2%. Tuttavia, "le incertezze per questo outlook sono aumentate". E la Fed ha parlato di una attività economica che "sta crescendo a un tasso moderato", ossia meno del "tasso solido" fotografato al termine della riunione dell'1 maggio. Identica invece la frase in merito a un "mercato del lavoro che resta solido" nonostante a maggio in Usa siano stati creati solo 75mila posti di lavoro contro i 180mila attesi; il tasso di disoccupazione però era rimasto al 3,6%, vicino ai minimi di mezzo secolo. L'inflazione, ha aggiunto la Fed, continua a restare sotto il target del 2%.

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