La Fifa avverte Trump: con il 'Muslim ban', addio Mondiali 2026

Gli Stati Uniti dovrebbero presentare la propria candidatura per l'evento sportivo più seguito al mondo, forse insieme a Canada e Messico. Il divieto "non aiuterà" nemmeno Los Angeles per le Olimpiadi estive del 2024

Il divieto di ingresso temporaneo per i cittadini di sei Paesi musulmani ordinato dal presidente Donald Trump potrebbe far deragliare la candidatura degli Stati Uniti a ospitare i Mondiali di calcio del 2026. A lanciare l'avvertimento è stato Gianni Infantino, il presidente della Fifa, la federazione internazionale che governa il calcio, dopo un meeting a Londra con i dirigenti delle federazioni calcistiche di tutto il mondo.

Vista la rotazione tra continenti per ottenere l'organizzazione della competizione più seguita al mondo, gli Stati Uniti sono considerati il Paese favorito per l'edizione del 2026, per cui potrebbe presentare la candidatura da solo o con Messico e Canada. Il nuovo ordine esecutivo firmato da Trump sarebbe però incompatibile con le regole per il Paese ospitante di una competizione, ha commentato Infantino. "Qualsiasi squadra, compresi sostenitori e dirigenti, che si qualifichi per la Coppa del Mondo ha bisogno di avere accesso al Paese, altrimenti non ci può essere una Coppa del Mondo".

All'incontro con Infantino c'erano anche i rappresentanti della federazione della Somalia, uno dei sei Paesi colpiti dal divieto di Trump (gli altri sono Iran, Siria, Sudan, Libia e Yemen), che si applicherebbe dal 16 marzo per 90 giorni. Infantino ha fatto notare che anche la candidatura di Los Angeles per le Olimpiadi estive del 2024 potrebbe essere danneggiata dal divieto.

Già Aleksander Ceferin, capo dell'Uefa, che governa il calcio europeo, aveva avvertito gli Stati Uniti, parlando con il New York Times: il divieto "non aiuterà" il Paese a riavere i Mondiali, ospitati per la prima volta nel 1994. Le candidature devono essere presentate entro il dicembre 2018 e il Paese ospitante (o i Paesi) sarà deciso nel maggio 2020.

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