La guerra di Trump contro gli immigrati poveri

L'amministrazione non vuole concedere visti provvisori e Green Card agli stranieri che ricevano, o potrebbero ricevere, aiuti statali: no al "carico pubblico". E ha già abbassato ai minimi storici il numero massimo di rifugiati da accogliere

L'amministrazione Trump vuole rendere più difficile l'arrivo di immigrati e la permanenza di quelli regolari che hanno ricevuto, o potrebbero ricevere - avendone diritto - dei sussidi statali, come i fondi per pagare l'affitto di una casa popolare, gli aiuti alimentari o il Medicaid, l'assistenza sanitaria per i poveri.

La norma proposta dal dipartimento della Sicurezza interna, che diventerà legge dopo un periodo aperto ai commenti pubblici, darebbe maggiori poteri agli uffici dell'immigrazione per negare i visti d'ingresso e la cosiddetta Green Card, considerando il sostegno dello Stato "un fattore molto negativo" nella valutazione delle domande. 

Le attuali regole, in vigore dal 1999, prevedono di limitare la concessione della residenza permanente agli immigrati dipendenti dai contributi statali in denaro, in base alla volontà di non far vivere nel Paese stranieri che diventino un "carico pubblico", ma escludono che i benefici sanitari o di altro tipo, sempre non monetario, possano essere un elemento negativo nel valutare la domanda presentata dagli immigrati.  

"Con l'attuale legge federale, quelli che vogliono emigrare negli Stati Uniti devono mostrare di potersi sostenere finanziariamente" ha detto la segretaria per la Sicurezza nazionale, Kirstjen Nielsen. "Questa norma proposta renderà effettiva una legge approvata dal Congresso intesa a promuovere l'autosufficienza degli immigrati, assicurando che non diventino un peso per i contribuenti americani". Le nuove regole si applicherebbero a chi voglia ottenere un visto d'ingresso o la residenza permanente, non a chi faccia domanda per ottenere la cittadinanza statunitense. Se la domanda sarà respinta, secondo le nuove regole, un immigrato potrà entrare negli Stati Uniti consegnando una caparra di non meno di 10.000 dollari.

Versioni provvisorie della proposta prevedevano misure più draconiane, come aveva raccontato all'inizio di agosto Nbc News, che avrebbero coinvolto anche i richiedenti della cittadinanza: per esempio, escludendo chi avesse beneficiato, direttamente o indirettamente - tramite un membro della famiglia - del welfare statunitense, a partire dall'Obamacare, o di sgravi fiscali.

Il piano, che non ha bisogno dell'approvazione del Congresso, è frutto della mente di Stephen Miller, il consigliere del presidente Donald Trump conosciuto per le sue posizioni contro i migranti, che ha già ottenuto un altro successo, portando ai minimi storici il limite massimo di rifugiati ammessi nel Paese, ovvero solo 30.000 nel 2019.

Nell'anno fiscale 2016, l'ultimo sotto Barack Obama, 1,2 milioni di immigrati sono diventati residenti permanenti, mentre altri 753.060 hanno ottenuto la cittadinanza, secondo i dati del governo. I dati del primo trimestre del 2018 mostrano che l'amministrazione procede verso un calo del 20% per le residenze permanenti e del 10% per i naturalizzati.

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