La legalizzazione delle scommesse sportive divide gli Stati Uniti

Entro giugno, è attesa una sentenza della Corte Suprema che potrebbe dare il via libera in tutto il Paese, mentre per ora sono consentite solo in quattro Stati. A guidare i contrari è la Ncaa: l'integrità dello sport universitario sarebbe a rischio

In Italia e in molti Paesi d'Europa, le scommesse sportive non sono più un tabù e siamo ormai abituati a vedere le persone scommettere su ogni evento, dalla finale di Champions League alle partite di badminton in Indonesia. Negli Stati Uniti, invece, non è così. Ma le cose potrebbero presto cambiare.

Entro giugno, è attesa una sentenza della Corte Suprema che potrebbe rendere legali le scommesse in tutto il Paese, al momento vietate da una legge federale tranne che in Nevada, Oregon, Delaware e Montana, dove erano già consentite; la legge dava inoltre la possibilità al New Jersey di permetterle nei casinò, a patto di regolarle entro un anno (ma lo Stato non ha agito). A sfidare il divieto è stato proprio il New Jersey con l'ormai ex governatore Chris Christie, secondo cui il Professional and Amateur Sports Protection Act del 1992 viola il decimo emendamento della Costituzione, che regola la divisione delle competenze tra la federazione e gli Stati. A sostenere la sua iniziativa, nella causa contro la Ncaa, ci sono almeno 20 Stati pronti a fare cassa, da New York alla California.

Ad augurarsi che tutto rimanga com'è è la Ncaa, che riunisce tutte le attività sportive a livello universitario, che ha sfidato insieme alle quattro maggiori leghe sportive professionistiche (Nba, Mlh, Nhl e Nfl) due leggi del New Jersey, del 2012 e 2014, che autorizzavano le scommesse sportive nei casinò e nelle piste da corsa; il caso è infine arrivato alla Corte Suprema, che nel giugno 2017 ha deciso di pronunciarsi sulla questione.

A sostenere la posizione della Ncaa è anche Roun McNeal, deputato repubblicano del Mississippi, che ha presentato una proposta di legge per vietare le scommesse sportive a livello statale, nel caso in cui la Corte Suprema decidesse di legalizzarle a livello nazionale. La preoccupazione sua, delle leghe, di sportivi e molti parlamentari statali è che la legalizzazione possa minare l'integrità dello sport e creare problemi a livello sociale ed economico. "La Ncaa si oppone a tutte le forme di scommesse sportive legali e illegali" ha scritto l'associazione sul suo sito, sottolineando che gli atleti universitari, non pagati, potrebbero essere vulnerabili di fronte alle grosse somme di denaro che girerebbero intorno alle loro competizioni.

Secondo Scotusblog, il blog sui casi analizzati dalla Corte Suprema, la Corte sarebbe indirizzata a dare ragione al New Jersey, stando all'andamento del dibattimento. Per questo, molti Stati meridionali, dove gli sport universitari sono molto seguiti, stanno cercando di proteggere le loro partite dai potenziali effetti negativi. McNeal, in particolare, ha esternato le sue preoccupazioni sugli effetti sui residenti del Mississippi, lo Stato più povero del Paese, secondo i dati federali del 2016. "Ci sono moli studi che mostrano che sono le persone a più basso reddito a spendere di più in lotterie e scommesse sportive" ha detto. In South Carolina, altro Stato dove lo sport a livello universitario è molto presente, il governatore repubblicano Henry McMaster si oppone alla legalizzazione, mentre il Parlamento statale lavora a proposte di legge per dare il via libera al gioco.

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