La March Madness subito nel segno della follia: Virginia (n°1) battuta dall'Umbc (n°16)

La fase finale del torneo di pallacanestro della Ncaa ha visto subito la sconfitta a Sud della prima testa di serie contro l'ultima: non era mai successo prima
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È cominciata con il risultato più pazzesco nella storia del torneo la March Madness, la fase finale del torneo di basket della Ncaa, che raggruppa le squadre più forti delle università statunitensi, che si affrontano in un tabellone tennistico diviso per quattro aree regionali, ognuna delle quali assegna le teste di serie da 1 a 16. Non ha infatti precedenti la sconfitta della numero 1, in questo caso dell'area South, ovvero l'Università della Virginia, contro la numero 16, la University of Maryland, Baltimore Country (Umbc).

Nei precedenti 135 scontri nella storia del torneo, da quando nel 1985 è stato ampliato a 64 squadre con 16 teste di serie regionali, mai la numero 16 del tabellone aveva battuto i favoriti del seeding. I Retrievers hanno messo fine a questa serie di sconfitte, con un'inaspettata quanto netta vittoria allo Spectrum Center di Charlotte per 74 a 54. Nella sua seconda apparizione alla fase finale, l'università semisconosciuta del Maryland (25 vittorie e 10 sconfitte nella stagione regolare) è sempre stata in vantaggio - tranne i primi minuti - contro Virginia (31-3), inserita dagli addetti ai lavori nella ristretta cerchia di favorite per la vittoria finale.

 

La March Madness si disputa ogni anno nell'arco di tre weekend tra marzo e aprile ed è tra gli eventi più spettacolari e seguiti negli Stati Uniti, grazie anche alla formula 'tennistica' che lo rende imprevedibile, e su cui anche i presidenti degli Stati Uniti hanno espresso i loro pronostici (vedi Barack Obama). Se nel resto del mondo è solo un evento di nicchia, seguito dai grandi appassionati di pallacanestro, negli Stati Uniti ha una copertura mediatica pari a un grande evento di sport professionistico e, per questo, la sorprendente vittoria di Umbc è finita sulle prime pagine dei giornali e in testa alle homepage delle versioni online.

 

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Trump condanna razzismo e invita all'unità un anno dopo Charlottesville

Al via a Washington manifestazione di suprematisti bianchi. Prevista contro-manifestazione. Nella città della Virginia dichiarato lo stato di emergenza
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Charlottesville. Un anno dopo. Mentre la capitale americana si prepara a ospitare una manifestazione di suprematisti bianchi - gli stessi che l'11 agosto del 2017 crearono caos e violenze mortali nella città della Virginia - Donald Trump invita una nazione forse mai così divisa "all'unità". Il 45esimo presidente americano ha fatto di nuovo ricorso al suo megafono - Twitter - per "condannare tutti i tipi di razzismo e atti di violenza". E per augurare "pace a TUTTI gli americani". Peccato che grand parte dei cittadini Usa creda che da quando Trump è stato eletto le relazioni razziali siano peggiorate.

Abituato ad attaccare i suoi più feroci critici, il Ceo di Tesla ne ha combinata un'altra delle sue. Il tutto mentre il mondo della finanza continua a interrogarsi se e come Elon Musk realizzerà il delisting del gruppo, ipotizzato martedì 7 agosto in una serie di tweet controversi su cui la Sec ha acceso un faro. Intanto il cda di Tesla si prepara a incontrare gli advisor finanziari per discutere dell'operazione.

Cooperare o morire. Facebook smentisce minaccia fatta agli editori

A darne notizia è The Australian, parte della galassia di Rupert Murdoch. Il social network non più interessato a inviare traffico ai gruppi media

Facebook ha smentito quando riportato da un sito australiano, secondo cui al Ceo Mark Zuckerberg "non importa" nulla degli editori e che il social network li lascerebbe morire se non cooperano con il gigante tecnologico. Stando alle indiscrezioni del The Australian, parte della galassia di Rupert Murdoch - il manager responsabile delle partnership nel campo dell'informazione (Campbell Brown) avrebbe messo in guardia i gruppi editoriali che non vogliono lavorare con l'azienda californiana. Lo avrebbe fatto la settimana scorsa durante un incontro a Sidney: "Vi terrò per mano mentre il vostro business muore, come si fa in un hospice". Facebook ha reagito dicendo che i commenti "sono stati decontestualizzati".

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Dopo essere stato pesantemente criticato per la serie di tweet controversi (e privi di dettagli) con cui il 7 agosto scorso aveva annunciato di volere delistare Tesla e renderla un gruppo in mani private, il Ceo Elon Musk ha pubblicato un blog post nel tentativo di fornire chiarimenti. Tuttavia gli investitori sono rimasti scettici sul suo piano di buyout.

L'ambasciatrice Mariangela Zappia debutta all'Onu, vede Guterres

La nuova Rappresentante Permanente dell’Italia presso il palazzo di vetro ha presentato le sue credenziali. I temi prioritari per il nostro Paese: pace e sicurezza, diritti umani, sviluppo sostenibile, migrazioni

La nuova Rappresentante Permanente dell’Italia presso le Nazioni Unite a New York, l'ambasciatrice Mariangela Zappia, ha presentato oggi le lettere credenziali al segretario generale Antonio Guterres. Durante l’incontro con Guterres, Zappia ha evidenziato la priorità assegnata dall’Italia a un multilateralismo efficace, al ruolo del Palazzo di vetro per la pace e la sicurezza internazionali e quale pilastro di un sistema internazionale fondato sul diritto e sul rispetto della persona.

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La retorica del presidente statunitense, Donald Trump, contro i mass media 'nemici del popolo' è "molto vicina all'incitamento alla violenza", che potrebbe portare i giornalisti ad autocensurarsi o a essere attaccati. Lo ha detto l'alto commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite, Zeid Ra'ad al-Hussein, in un'intervista esclusiva al Guardian prima della fine del suo mandato. Il diplomatico e principe giordano lascerà l'incarico questo mese, dopo aver deciso di non ripresentarsi per un secondo mandato quadriennale, in un momento in cui le grandi potenze mondiali sembrano meno impegnate a combattere gli abusi.

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News Corp: nell'anno perdita più che doppia a 1,4 miliardi di dollari

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Archiviato il suo quarto trimestre fiscale in perdita, ma soddisfando comunque gli analisti, News Corp ha chiuso l'esercizio 2018 con un buco di 1,4 miliardi di dollari, più che doppio di quello del 2017, e ricavi in rialzo dell'11% a 9,02 miliardi. Per il Ceo Robert Thomson quella dell'anno terminato il 30 giugno scorso è stata "una performance robusta in tutti i nostri business" e con "cambiamenti positivi e profondi nel nostro flusso dei ricavi, che sono stati più globali, digitali e basati sugli abbonamenti". Basti un esempio: The Times, The Sunday Times e The Wall Street Journal "hanno raggiunto nuovi massimi nella loro trasformazione digitale con abbonati digitali che ora superano quelli della versione cartacea" di questi giornali.