La Nasa contro SpaceX di Elon Musk: mette le vite a rischio

La soluzione per rende i razzi più potenti preoccupa l'agenzia spaziale mentre ci si prepara al lancio in orbita di astronauti
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Dopo una settimana in cui ha dovuto difendere la sua performance discutibile durante una call a commento dei conti di Tesla, Elon Musk si è trovato a fare i conti anche con le critiche arrivate dalla Nasa per la sua SpaceX.

Stando agli esperti dell'agenzia spaziale americana, la tecnologia con cui il gruppo spaziale di Musk vuole rendere più potente il suo razzo Falcon 9 mette le vite a rischio. Il riferimento è alla soluzione allo studio di SpaceX: tenere il propellente del razzo a temperature bassissime diminuendone lo spazio occupato in modo tale da caricarne una quantità maggiore nel serbatoio. Secondo esperti di sicurezza, a quelle temperature estreme il propellente dovrebbe essere caricato giusto prima del decollo, con gli astronauti già a bordo. Un incidente, o una scintilla, nel corso del rifornimento chiamato "load-and-go", potrebbe provocare una esplosione.

Monta dunque la preoccupazione, non solo alla Nasa ma anche al Congresso, mentre l'agenzia e SpaceX si preparano al lancio in orbita di esseri umani forse già quest'anno. Come scrive il Washington Post, la Nasa ha scritto una lettera sostenendo che il metodo individuato da SpaceX è "contrario ai criteri di sicurezza che sono usati da oltre 50 anni".

Le preoccupazioni della Nasa sono tutt'altro che nuove. Esistono sin dal settembre del 2016, quando un Falcon 9 esplose durante un rifornimento precedente a un test ingegneristico. Nessuno fu ferito ma un satellite multimilionario caricato sul razzo fu distrutto.

Lo scontro tra SpaceX e la Nasa è simbolo di uno scontro tra una personalità irriverente, quella di Musk, e un sistema conservatore, quello dell'agenzia le cui preoccupazioni sono condivise anche da gruppi dell'aerospazio come Boeing. I sostenitori di SpaceX sostengono che un modo tradizionale di pensare è nemico dell'innovazione e dell'apertura delle frontiere dello spazio. Il Washington Post cita un ex numero uno ad interim della Nasa, Robert Lightfoot, che si domanda se un'agenzia caratterizzata da una forte avversione al rischio avrebbe mai lanciato l'Apollo nel contesto attuale.

Certo è che la Nasa ancora tiene vivo il ricordo della morte di 14 astronauti in due shuttle, uno nel 1986 e uno nel 2003, rendendo l'agenzia incapace di fare volare astronauti alla Stazione spaziale internazionale. La Nasa ha finito per pagare la Russia per trasportarli - a caro prezzo. Per mettere fine alla dipendenza da Mosca, l'agenzia si è rivolta al settore privato dando a SpaceX e a Boeing contratti per 6,8 miliardi di dollari complessivi. Altre aziende private possono competere per altri contratti governativi - come la Blue Origin di Jeff Bezos - ma non è previsto che esse trasportino persone sulla stazione nel breve termine. SpaceX ha effettuato nel 2017 18 lanci di successo ma ha perso due Falcon 9 e non ha mai cercato di trasportare persone. Ora il gruppo di Musk si prepara a fare volare astronauti su una versione migliore del suo razzo. Ma prima va risolta la questione del propellente. 

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