La crisi non risparmia nemmeno i pianeti: la Nasa non sbarcherà su Marte. E la spiegazione è molto semplice: mancano i soldi. L'agenzia spaziale americana, come riporta Fox News, ha abbandonato la collaborazione con l’Esa, l'agenzia spaziale europea, e le due missioni ExoMars di sbarco sul Pianeta Rosso, previste nel 2016 e nel 2018.
ExoMars originariamente era un progetto solo europeo, ma nel 2009 la Nasa aveva deciso di prenderne parte, con un budget di 1,4 miliardi di dollari. Lo scopo della missione era cercare tracce di vita presente o passata attraverso due strumenti: un satellite (spedito nel 2016) orbitante intorno al pianeta, in cerca di metano, e un rover (da spedire nel 2018) direttamente sulla superficie.
Secondo le fonti della Fox News, i tagli previsti per Marte (200 milioni) rientrano nella riduzione di 300 milioni al budget da 1,5 miliardi di dollari della Nasa, che ora mette a disposizione del programma per Marte solo 581,7 milioni di dollari.
Ciò che potrebbe avere influito maggiormente su questa decisione è stato l'aumento dei costi per il telescopio spaziale James Webb - 100 volte più potente di quelli utilizzati prima – per cui sono stati spesi 8 miliardi di dollari, mentre le previsioni iniziali erano di 3,5 miliardi.
“Per me è una cosa ingiustificata e irrazionale: siamo l’unico Paese in grado di atterrare su Marte” ha detto Edward Weiler, che fino allo scorso settembre era amministratore associato per le scienze spaziali.
Nel frattempo, riporta Science Insider, l'Esa avrebbe preso accordi con l'ente russo Ruscomos. Un cambio di partner che suscita alcuni dubbi, perchè la Russia non possiede gli stessi strumenti della Nasa.














