La notte di Newt, standing ovation in South Carolina. Ma c'è ancora partita?

L'ex governatore del Massachusetts sotto tiro, alla sua peggiore prestazione finora. Bene Santorum e persino Perry. Malissimo Paul, fuor d'acqua di fronte a questa platea

E’ stata la notte di Newt Gingrich, nel primo dibattito tra i candidati alla nomination repubblicana in South Carolina. L’ex speaker si è giocato il tutto per tutto, del resto il tempo è quasi scaduto: deve recuperare una decina di punti di svantaggio nei sondaggi e deve assolutamente vincere sabato prossimo superando Mitt Romney, che ha già vinto in Iowa e New Hampshire e che il consenso degli osservatori considera già lo sfidante in pectore di Obama. “Tra i candidati della destra sono il più vicino”, ha detto a Fox dopo il dibattito “Mi basterà spiegare alla gente che la scelta è tra un conservatore alla Reagan e un moderato del Massachusetts”.

A Myrtle Beach giocava in casa di fronte a una platea conservatrice al punto da fischiare Romney perché il padre, americanissimo, è nato in Messico. Gingrigh ha messo a segno alcuni colpi perfetti: ha definito Obama “il presidente dei buoni pasto” per il suo assistenzialismo. E ha incassato la prima standing ovation dall’inizio delle primarie. Ha soprattutto rafforzato il più incisivo dei suoi talking point, e cioè che nei dibattiti con Obama ci vuole un maestro .

Romney, attaccato da più fronti, non è finito al tappeto, e anzi ha resistito all'assedio ma ha avuto una serata opaca, e a tratti chiari momenti d’imbarazzo. Ha ceduto nel promettere che renderà pubblica la sua dichiarazione dei redditi, ma rinviando ad aprile, a primarie finite. Ha ripetuto di non aver nulla a che fare con gli spot al veleno che il suo Super Pac usa contro i suoi avversari, ma non è stato convincente e anzi suonava ipocrita e disonesto. E ha avuto il suo peggior momento nel rispondere alla più semplice delle domande: vai a caccia oppure no.

La sua unica fortuna è che gli sfidanti sono ancora molti, e continuano ad annullarsi a vicenda. Santorum ha avuto una buona serata, e anche Perry. E i loro voti sono voti che non andranno a Gingrich.

Pessima, terribile, assolutamente terribile serata per Ron Paul, finito sempre nell’angolo per il suo antimilitarismo, per il garantismo sulla missione che ha portato all’uccisione di Bin Laden. Non era il suo ambiente, e non era circondato da amici neppure tra i moderatori. Se Paul perde quota e Gingrich continua a crescere il risultato di sabato potrebbe non essere scontato.

La grande notizia tuttavia, in grado di sparigliare le fila prima del voto in South Carolina, il risultato del voto in Iowa. Romney, che nella notte dei caucus è stato decretato vincitore per otto voti, potrebbe in realtà avere perso di ottanta. E la vittoria potrebbe invece andare a Rick Santorum.

Santorum, però, non Gingrich. La destra resta comunque divisa e finora tra i litiganti Romney ha avuto la meglio.