La riforma sanitaria approda in aula

Otto miliardi di dollari in più per risolvere il nodo delle polizze a chi ha già malattie preesistenti: i deputati Fred Upton e Billy Long sbloccano la situazione alla Camera. I repubblicani sono fiduciosi: "Abbiamo i voti".
AP

“Abbiamo i voti, si va in aula”. I repubblicani tentano un nuovo assalto alla riforma sanitaria, e questa volta sono fiduciosi. Sono passate solo 24 ore da quando sembrava che anche la terza bozza del disegno di legge dovesse naufragare come le precedenti, schiacciata dal peso del disaccordo di alcuni membri del Gop in merito alle regole sulle ‘precondizioni’. I cittadini affetti da malattie o malformazioni preesistenti, si evinceva dal testo, si sarebbero trovati a pagare premi assicurativi più salati, che sarebbero stati decisi dalle stesse compagnie; un’ipotesi questa su cui molti repubblicani sembravano convinti a non concedere il proprio voto. Ieri infine la svolta. I deputati Fred Upton e Billy Long hanno offerto un’alternativa: aggiungiamo 8 miliardi di dollari ai 115 già stanziati dall’amministrazione Obama per compensare le situazioni più svantaggiate. E finalmente per Donald Trump e il Gop i conti - quelli dei voti favorevoli e contrari - sembrano tornare.

ASCOLTA IL PODCAST DELLA PUNTATA

Definirla già da subito una ‘vittoria’ repubblicana sarebbe però un po’ azzardato, e non solo perché i numeri per ora ci sono solo sulla carta e bisogna attendere il voto di oggi. Se è vero infatti che a questo punto sembra essere molto difficile che il disegno di legge non passi alla Camera, tuttavia rimane ancora lo scoglio del Senato, dove già in molti si sono detti contrari. Il rischio di una vittoria di Pirro nasce anche dal fatto che a non tornare sono invece altre cifre, quelle sul numero degli americani che potrebbero perdere la loro copertura sotto questa nuova riforma. Si stima infatti che dai 20 ai 24 milioni di americani potrebbero restare senza assicurazione, mentre Obama ne aveva aumentato il numero di 40 milioni. Questi numeri potrebbero cos" rivelarsi controproducenti in occasione di un altro voto, quello politico del 2018.

“L'ipotesi che le mie azioni possano aver influito sull'esito delle elezioni dello scorso novembre mi lascia nauseato”. Queste le parole di James Comey durante l'audizione di ieri di fronte alla commissione Giustizia del Senato, dove il direttore dell’Fbi è stato chiamato a testimoniare sulla sua decisione di riaprire le indagini sui server di posta elettronica di Hillary Clinton a pochi giorni dall’Election Day dell’8 novembre. "Potevo parlare o nascondere”, ha detto Comey spiegando le ragioni del suo operato: “E’ stata una decisione dura, ma ho fatto la scelta giusta e la farei di nuovo”. A prescindere dalla valutazione nel merito, che spetterà al Senato, una cosa è certa: quell’annuncio ha lasciato il segno sia nella memoria degli americani che nella storia di queste elezioni


Canzone del giorno: Curtis Mayfield - We Got To Have Peace

Altri Servizi

Elezioni Congresso Usa: Trump festeggia, democratici demoralizzati

Risultati al di sopra delle aspettative per la minoranza, che non è però riuscita a conquistare nemmeno uno dei quattro seggi alla Camera in mano al Gop e in gioco in queste elezioni speciali
Ap

I democratici hanno ottenuto un risultato molto migliore nelle elezioni speciali per il Congresso in questa primavera di quello ipotizzabile dai più ottimisti solo pochi mesi fa. Alla fine, però, hanno perso in tutti e quattro i distretti che erano in mano ai repubblicani e in cui si è votato, compreso l'atteso sesto distretto della Georgia, in un'elezione fortemente in bilico e che sarà ricordata per essere stata la più cara nella storia della Camera statunitense (oltre 50 milioni di dollari), con molti fondi arrivati da altri Stati del Paese.

Come aprire una Corporation: un'introduzione

Focus sul metodo di tassazione e sulle forme societarie statunitensi
Unsplash

Come abbiamo visto nella nostra guida ad aprire una filiale italiana, l’impresa straniera che vuole investire produttivamente negli Stati Uniti e beneficiare al massimo delle opportunità che offre il mercato americano deve muovere una serie di passi ben definiti e avere ben chiare determinate nozioni.

McDonald's e Olimpiadi chiudono partnership storica 3 anni in anticipo

La catena di fast food e il Comitato Olimpico Internazionale erano legati dal 1976
AP

McDonald's non sponsorizzerà più le Olimpiadi. Tre anni prima della scadenza naturale del contratto, il colosso americano del fast-food e il Comitato Olimpico Internazionale (Cio) hanno "di comune accordo" messo fine con effetto immediato alla loro storica partnership commerciale, che andava avanti dal 1976. Lo hanno annunciato con un comunicato congiunto sul sito del Cio. “Come parte del nostro piano di crescita globale, stiamo riconsiderando tutti gli aspetti del nostro business e abbiamo preso questa decisione per concentrarci su priorità differenti d'accordo con il Cio", ha detto il direttore marketing globale di McDonald's, Silvia Lagnado. "Nello scenario di business globale, che evolve velocemente, prendiamo atto della volontà McDonald's di concentrarsi su priorità differenti. Per queste ragioni, abbiamo deciso di comune accordo di andare ognuno per la sua strada", ha dichiarato Timo Lumme, il managing director dei servizi televisivi e di marketing del Cio. La catena di fast food farà un'eccezione: sponsorizzerà i giochi olimpici di Pyeongchang 2018, in Corea del Sud. Il Cio ha aggiunto che non ha "piani immediati" per trovare un sostituto a uno dei suoi sponsor principali. McDonald's è l'ultimo marchio Usa ad avere abbandonato la sponsorizzazione delle Olimpiadi negli ultimi due anni. Lo hanno già fatto Budweiser, Citi, Hilton e AT&T.

FedEx chiude un trimestre migliore delle stime

Il gruppo di spedizioni si aspetta "spese significative nei prossimi anni in connessione all'integrazione con TNT Express"
iStock

Nei tre mesi chiusi il 31 maggio scorso, FedEx ha registrato utili netti per 1,02 miliardi di dollari, o 3,75 dollari per azione, contro una perdita di 70 milioni di dollari, o di 26 centesimi, dello stesso periodo dello scorso anno; al netto di voci straordinarie i profitti del gruppo di spedizioni considerato un barometro dell'economia Usa sono stati di 4,25 dollari per azione, in rialzo dai 3,3 dollari dello scorso anno e oltre le attese degli analisti per 3,88 dollari.

Wall Street in cerca di direzione

Rally dei titoli della sanità. Il petrolio rimbalza
AP

Trump vuole proprietario NY Jets come ambasciatore in Regno Unito

Il 70enne Woody Johnson è finanziatore e amico del presidente. La nomina deve essere approvata dal Senato. . L'ex proprietaria della squadra di basket Dodgers scelta come ambasciatrice in Belgio

Il proprietario della squadra di football New York Jets sta per essere scelto da Donald Trump per essere ambasciatore nel Regno Unito e Irlanda del Nord. Si tratta di Woody Johnson, considerato l'amico forse più stretto di Donald Trump nonché un importante finanziatore della sua campagna elettorale. 

Usa: fallisce il test del missile che dovrebbe 'fermare' la Corea del Nord

Sviluppato con il Giappone; il primo test era stato positivo. Secondo Foreign Policy, Pyongyang potrebbe presto testare un missile capace di colpire New York
Missile Defense Agency

È fallito l'ultimo test del missile intercettore SM-3 Block IIA da parte della Marina degli Stati Uniti. Lo ha reso noto la U.S. Missile Defense Agency, agenzia del dipartimento della Difesa. Il cacciatorpediniere John Paul Jones, dotato del sistema da combattimento Agis Baseline 9.C2, non è riuscito a intercettare un missile balistico a medio raggio lanciato dalla Pacific Missile Range Facility che si trova a Kauai, alle Hawaii.

Oggi prima tranche di risultati stress test Fed sulle banche Usa, la prossima il 28 giugno

L'annuncio di oggi riguarda le valutazioni della Banca centrale americana sul sistema bancario nel suo complesso, quindi non ci saranno indicazioni sulle singole banche.
Shutterstock

La Federal Reserve renderà nota oggi dopo la chiusura delle contrattazioni a Wall Street, attorno alle 22.30 italiane, la prima tranche di risultati degli stress test condotti annualmente sulle grandi banche. La seconda parte delle valutazioni sulla tenuta dei maggiori istituti a un'eventuale grave crisi economica e finanziaria sarà pubblicata il 28 giugno.

Fed: le grandi banche Usa superano il primo round di stress test

In 34 saprebbero affrontare una crisi avversa. Buona premessa per i test sulla distribuzione di dividendi. E buona scusa per Trump, che vuole una deregulation

Per le grandi banche americane, gli stress test della Federal Reserve stanno diventando sempre meno stressanti. Nel primo round dell'edizione 2017 di questi test, la banca centrale Usa ha stabilito che 34 istituti di credito hanno migliorato i loro livelli patrimoniali rispetto alla crisi del 2008 (la peggiore dalla Grande Depressione degli anni '30 del secolo scorso).

Russiagate, Trump: "Non ho le registrazioni delle conversazioni con Comey"

Il presidente Usa lo ha ammesso su Twitter. L'ex direttore dell'Fbi ha detto che Trump gli chiese "lealtà" e di "lasciar correre", quindi di chiudere, l'inchiesta su Michael Flynn

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ammesso su Twitter di non avere le registrazioni delle conversazioni con l'ex direttore dell'Fbi, James Comey. In giornata, Bloomberg aveva già anticipato la notizia, citando una fonte. "Con tutte le recenti notizie su sorveglianza elettronica, intercettazioni e fughe di notizie illegali, non ho idea se ci siano 'nastri' o registrazioni delle mie conversazioni con James Comey, ma non ho fatto, e non ho, tali registrazioni".