La ritorsione di Trump sui migranti irregolari: "Diamoli alle città santuario"

Un piano costoso, probabilmente illegale, già bocciato dal dipartimento per la Sicurezza nazionale
AP

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, vuole portare i migranti irregolari fermati al confine nelle cosiddette "città santuario". Lo ha detto lui stesso, lo ha scritto negli ultimi giorni il Washington Post - con successive conferme da parte della Cnn - secondo cui la Casa Bianca avrebbe fatto pressioni sul dipartimento per la Sicurezza nazionale, negli ultimi mesi, per applicare il suo piano.

Si tratta chiaramente di una ritorsione contro i democratici, contrari alle politiche dell'amministrazione sull'immigrazione. "Visto che i democratici non vogliono cambiare le nostre leggi sull'immigrazione, molto pericolose, stiamo pensando seriamente di mettere gli immigrati illegali nelle città santuario. Solo la sinistra radicale ha sempre avuto una politica di confini aperti e braccia aperte. Questo dovrebbe renderli molto felici" ha scritto Trump su Twitter. Poco dopo, parlando dalla Casa Bianca, ha detto: "In California, il governatore vuole far arrivare un sacco di persone, un sacco di rifugiati, vuole un sacco di città santuario, allora potremmo darli a loro".

Il presidente, però, forse accecato dalla voglia di 'punire' i democratici, non ha considerato le conseguenze pratiche della decisione di trasportare i migranti in città sparse in tutto il Paese, invece di tenerli nei centri di detenzione: sarebbe molto costoso e renderebbe poi molto più difficile il loro rimpatrio. Come ha detto alla Casa Bianca l'Immigration and Customs Enforcement (Ice), ovvero l'agenzia che si occupa del controllo delle frontiere e dell'immigrazione, si tratterebbe di un "peso operativo non necessario"; metterli in città che non collaborano con gli agenti dell'immigrazione (da qui il nome di città santuario) per la cattura degli irregolari, poi, vorrebbe dire rendere molto difficile un secondo arresto. I sindaci delle città santuario degli Stati Uniti hanno condannato il piano della Casa Bianca, definito in gran parte una trovata politica irrealistica. Alcuni hanno già vinto le battaglie legali contro il taglio di fondi federali alle città santuario deciso dall'amministrazione Trump.

Il dipartimento per la Sicurezza nazionale preferisce detenere i migranti in attesa del processo, ma decine di migliaia di persone vengono rilasciate ogni anno per mancanza di spazi dove detenerli, visti i massicci flussi migratori degli ultimi anni, e per alcuni limiti legali, come per esempio sulla detenzione dei bambini. Il piano di Trump, secondo gli esperti, potrebbe essere anche illegale, scrive il Washington Post, perché sposterebbe "per motivi politici" dei fondi stanziati per altri scopi.

Casa Bianca e dipartimento per la Sicurezza nazionale, poco prima dei commenti di Trump, avevano invece detto che l'idea di spostare i migranti era stata brevemente presa in considerazione e bocciata. Nei mesi scorsi, sostiene il Washington Post, Trump aveva personalmente insistito con l'ormai ex segretaria per la Sicurezza nazionale, Kirstjen Nielsen, per applicare questo piano, senza ottenere nulla; nel frattempo, il team legale del dipartimento aveva anche fornito un'analisi che bocciava il piano, frutto del consigliere della Casa Bianca Stephen Miller, persona molto vicina alle organizzazioni di estrema destra. Da qui, probabilmente, la decisione di costringere Nielsen alle dimissioni e di procedere ad altri cambiamenti nei ruoli di vertice sulla sicurezza e l'immigrazione. "Vogliamo intraprendere un'altra strada, vogliamo un approccio più duro" ha detto Trump.

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