Dopo cinque stagioni e 367 partite disputate, Andrea Bargnani, ex prima scelta assoluta e grande promessa dell'Nba, aveva lasciato in bocca ai suoi fan una sola parola: vendetelo. Ma quest’anno ha cambiato registro. Il Mago sta finalmente rispettando tutte le aspettative che avevano indotto Toronto a sceglierlo per primo nel Draft del 2006. Dopo anni caratterizzati da incoerenza (particolarmente in difesa), il centro sembra essere finalmente maturato e, in molti stanno lodando il centro romano come uno dei migliori giocatori del campionato Nba 2011-2012.
Quest’anno dopo appena 11 incontri, le perplessità dei tifosi sono state spazzate via. Quando Bargnani si presenta in lunetta, i fan hanno smesso di rumoreggiare e all’Air Canada Center scandiscono il coro “M-V-P, M-V-P!” -quello che riservavano a Chris Bosh prima che raggiungesse LeBron James a Miami l’anno scorso, quello che in tutti gli Stati Uniti è riservato alle vere stelle.
Ma cos’è cambiato rispetto ai primi anni del Mago? Buona parte dei meriti vanno attribuiti al neo allenatore di Toronto Dwane Casey. L’ex vice di Rick Carlisle a Dallas ha finalmente deciso di spostare Bargnani nel suo ruolo naturale, quello di ala forte. Quest’anno il romano fa quello che Carlisle faceva fare all’Mvp delle Finali Dirk Nowitzky. E le sue statistiche sembrano confermarlo: 22,3 punti (ottavo nella Nba) e 6,5 rimbalzi (record personale) a partita. Il romano sta giocando talmente bene che una sua partecipazione all’All Star Game in programma per il prossimo 26 febbraio a Orlando in Florida non è un miraggio.
“Ho lavorato con alcuni grandi campioni: Shawn Kemp, Gary Payton, Kevin Garnett, Dirk Nowitzki – ha detto Casey - Andrea sta giocando a quei livelli, sia in attacco che in difesa”. In difesa? Ebbene, si. Celebre tanto per la sua avversione a difendere quanto per le sue capacità offensive, il romano sta diventando il pilastro difensivo di Toronto. “Ho scoperto di avere più talento difensivo di quanto credessi – ha detto l’allenatore- Andrea sta giocando egregiamente anche in difesa, si fa sentire nei pick and roll e sotto canestro, sta facendo quello di cui abbiamo bisogno affinché abbia un impatto sulle partite. Francamente è stato sorprendente quanto talento abbia, non solo in attacco ma anche in difesa”.
Forse scalzare due fuoriclasse assoluti come LeBron James e Carmelo Anthony dal quintetto titolare che rappresenterà la conferenza est del campionato all’All Star Game è un’illusione, ma ambire a prendere il posto di uno tra A’mare Stoudemire e Chris Bosh come riserva non lo è.
Il centro romano sta giocando talmente bene che il general manager della squadra Brian Colangelo ha deciso di rivedere i propri piani. Se l’anno scorso aveva gettato le basi per il divorzio da Bargnani assicurandosi con la quinta scelta assoluta del Draft dell’anno scorso il centro lituano Jonas Valanciunas (che però arriverà solo l’anno prossimo) e puntando sulla conferma di giovani promesse come la shooting guard DeMarcus DeRozan, l’ala piccola Ed Davis e la guardia Jerryd Bayless; adesso il Gm sembra voler costruire i nuovi Raptors attorno al gigante italiano.
Un infortunio al polpaccio, rimediato durante la sconfitta subita per mano dei Sacramento Kings mercoledì, ha messo il Mago fuori uso per alcuni giorni, ma quando rientrerà Bargnani tornerà come indiscussa stella dei Raptors.














