La sfida di Zuckerberg per il 2018: "riparare" Facebook

Il Ceo del social network tiene viva una tradizione iniziata nel 2009, quando indossò una cravatta al giorno. Ora è alle prese con interferenze politiche e abusi sulla piattaforma. Reputazione e redditività del gruppo a rischio

Dopo essersi ripromesso di imparare il mandarino, di correre almeno un miglio al giorno e di viaggiare in ogni Stato americano, il Ceo di Facebook ha annunciato il suo nuovo proposito per l'anno nuovo: nel 2018 la sfida personale che si è dato è "riparare" il social network più grande al mondo. Lo ha annunciato lo stesso Mark Zuckerberg in un post sulla piattaforma usata ogni mese da oltre due miliardi di utenti tenendo viva una tradizione iniziata nel 2009.

Ancora una volta, l'amministratore delegato del gruppo di Menlo Park (California) ha fatto un mea culpa: "Troppi errori sono stati fatti nel prevenire l'abuso dei nostri strumenti e nel mettere in pratica le nostre politiche", chiaro riferimento al fatto che su Facebook siano arrivate migliaia di inserzioni con cui la Russia avrebbe interferito nelle elezioni presidenziali americane del novembre 2016. Ciò ha costretto l'azienda a lanciare una serie di iniziative volte a tutelare la trasparenza.

"Il mondo si sente diviso e ansioso e Facebook ha ancora tanto lavoro da fare, dal proteggere le nostre comunità dall'abuso e dall'odio al difenderle contro l'interferenza di Stati fino al garantire che il tempo trascorso su Facebook sia speso bene".

Mentre vuole "riparare" la sua creatura, Zuckerberg dimostra come le cose siano cambiate nell'arco di 12 mesi. Se nel gennaio 2017 aveva presentato la sua missione di "visitare e incontrare persone in ogni Stato americano entro la fine dell'anno" alimentando la tesi di una sua discesa in campo politico, ora il Ceo di Facebook deve affrontare una marea di rischi che minacciano la reputazione dell'azienda da lui cofondata nel 2014 quando era studente ad Harvard così come la sua redditività. Il gruppo lo scorso novembre mise in guardia su un esplosione dei costi necessari per contrastare gli abusi sul suo sito.

I problemi non derivano solo dal Russiagate e dalla proliferazione di fake news ma anche, per esempio, dai video violenti trasmessi in diretta sulla piattaforma o dalla commercializzazione - attraverso un mercato nero - di oppiacei vietati in Usa. E mentre rappresentanti del gruppo e di altri colossi tech come Google e Twitter sono stati messi sotto torchio al Congresso - che sta indagando sull'interferenza di Mosca nelle elezioni Usa, come il procuratore speciale - ex dipendenti hanno espresso rimorso per avere contribuito a dare forma a un social network che  secondo loro crea dipendenza e distrugge la società.

Secondo Zuckerberg, l'umore che aleggia negli Stati Uniti ricorda quello del 2009 quando l'economia era nel pieno di una recessione e Facebook era ancora un'azienda in perdita. All'inizio di quell'anno lui decise di indossare una cravatta ogni giorno, uno sforzo notevole per qualcuno che veste solo T-shirt. "Era un anno delicato e indossai una cravatta al giorno come promemoria", ha scritto Zuckerberg aggiungendo: Quest'anno "pare come quel primo anno" perché la gente ha perso fiducia nel social network. La sfida personale del Ceo di Facebook - una società che sfrutta i Big Data per monetizzare i contenuti pubblicati gratuitamente dai suoi utenti, di cui conosce le abitudini - è più vaga e meno personale di quelle degli anni scorsi. Forse perché Zuckerberg deve ancora capire come rilanciare una macchina da soldi dalla reputazione controversa. Lui, un fervente ottimista, non ha dubbi: "Se avremo successo quest'anno, alla fine del 2018 saremo su una traiettoria decisamente migliore". (Spa)

Altri Servizi

Facebook respinge le accuse del Nyt sul tentativo di nascondere gli scandali: "Semplicemente false"

Zuckerberg e Sandberg rispondono al quotidiano, secondo cui i due manager avrebbero cercato di non far emergere le prove contro la società, spargendo poi informazioni false su rivali e critici
Facebook

Mark Zuckerberg e Sheryl Sandberg, amministratore delegato e direttrice operativa di Facebook, hanno respinto le accuse lanciate dal New York Times, che in un articolo ha sostenuto che i due manager avrebbero nascosto le prove sul Russiagate e sullo scandalo Cambridge Analytica per non danneggiare la società. Zuckerberg ha detto che l'articolo è "semplicemente falso" e ha difeso Sandberg, affermando che nessuno dei due era a conoscenza della collaborazione con Definers Public Affairs, una società di comunicazione politica di stampo conservatore, che sarebbe stata usata per screditare rivali come Google e Apple e critici di Facebook come il miliardario George Soros. Dopo la pubblicazione dell'articolo del New York Times, Facebook ha rescisso il contratto con Definers.

Wall Street soffre a causa dei titoli tech

Ieri, lo S&P in ripresa dopo 5 cali consecutivi
iStock

Wall Street, attenzione rivolta al petrolio

L'Arabia Saudita ha annunciato un taglio della produzione per alzare i prezzi
AP

Commercio, Trump: "La Cina vuole un accordo, penso che lo troveremo"

Il presidente Usa: "Ma serve commercio reciproco: la Cina è così oggi grazie a noi"

"La Cina vuole un accordo commerciale" con gli Stati Uniti e "penso che lo troveremo". Con queste parole, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha espresso il proprio ottimismo sui rapporti tra le due principali potenze mondiali, parlando con i giornalisti alla Casa Bianca.

In vigore il blocco di Trump, che impedisce ai migranti irregolari di chiedere asilo in Usa

Proclamazione presidenziale firmata dal presidente: "Le persone possono venire, ma devono farlo legalmente". Intanto, 4.000 migranti centroamericani hanno ripreso la marcia verso il confine, lasciata Città del Messico
Immigration and Customs Enforcement

È entrato in vigore la proclamazione presidenziale, firmata venerdì dal presidente statunitense Donald Trump, che sospende la concessione dell'asilo ai migranti che attraversano il confine con il Messico illegalmente; una mossa decisa per scoraggiare le migliaia di persone attualmente in marcia verso il Paese. Questo significa che i migranti dovranno presentarsi ai posti di frontiera per poter chiedere l'asilo, salvo rare eccezioni. Gli avvocati che difendono i diritti dei migranti si sono messi subito al lavoro per cercare di bloccare l'ordine in tribunale.

Commercio: è di nuovo scontro tra Usa e Cina

Botta e risposta tra il vicepresidente americano Mike Pence e il presidente cinese Xi Jinping in Papua Nuova Guinea
Ap

Almeno a parole, né gli Stati Uniti né la Cina sembrano disposti a fare un passo indietro nella guerra commerciale che li vede protagonisti, e questo anche dopo il velato ottimismo espresso dal leader americano Donald Trump. I due Paesi hanno difeso le loro rispettive posizioni durante il summit Asia-Pacific Economic Cooperation a Papua Nuova Guinea, nell'Oceania. Lo hanno fatto attraverso, rispettivamente, il vicepresidente Mike Pence e il presidente Xi Jinping (che a fine mese vedrà Trump in Argentina a margine del G20).

Levi's vuole riportare i suoi jeans in borsa

Ipo attesa all'inizio del 2019. Il gruppo punta a una valutazione di 5 miliardi di dollari

Il produttore dei primi blue jeans sta per sbarcare in borsa. Levi Strauss & Co (Levi's) punta a raccogliere tra i 600 miliardi di dollari e gli 800 miliardi attraverso una Ipo che valuterebbe l'azienda fino a 5 miliardi di dollari. Lo riferisce Cnbc citando alcune fonti secondo cui la quotazione è prevista nel primo trimestre del 2019.

Wall Street, giornata di dati macro

Tra quelli in programma, sussidi di disoccupazione, prezzi all'importazione e vendite al dettaglio
AP

Buffett scommette su Jpm, annuncia quota da 4 miliardi di dollari

L'uomo a capo di Berkshire Hathaway è ottimista sul settore bancario Usa. Punta anche su Oracle. Esce da Walmart
AP

Warren Buffett scommette su JP Morgan e il settore bancario americano in generale. Berkshire Hathaway, la conglomerata controllata dal celebre investitore, ha annunciato una partecipazione nella banca di Jamie Dimon con cui all'inizio del 2018 aveva unito le forze insieme ad Amazon per lanciare una joint venture volta a ridurre i costi sanitari per i rispettivi dipendenti.

Nyt: Facebook ha cercato di insabbiare gli scandali

Il social network ha cercato di nascondere le prove su Russiagate e scandalo Cambridge Analytica; poi, ha lanciato una campagna per screditare i critici, a partire da Soros
AP

I massimi dirigenti di Facebook hanno a lungo negato e nascosto le prove sul Russiagate e sullo scandalo Cambridge Analytica. A Menlo Park, sapevano che degli hacker russi stavano usando il social network per cercare di influenzare le elezioni presidenziali statunitensi nel 2016 e conoscevano bene anche gli errori commessi nella gestione della privacy degli utenti. Poi, una volta finiti al centro dello scandalo, hanno lanciato una campagna di lobbying per combattere i critici e screditarli, a partire dal miliardario George Soros, e spostare l'attenzione sulle società tech rivali, su cui hanno fatto uscire articoli negativi.