Lagarde: il protezionismo di Trump danneggerebbe l'economia mondiale

La sua presidenza potrebbe produrre ulteriore instabilità, dopo quella provocata dal referendum sulla Brexit

La linea politica di Donald Trump, che combatte gli accordi commerciali internazionali, rischia di innescare un pericoloso movimento protezionistico che potrebbe danneggiare seriamente l'economia globale. Questo il parere di Christine Lagarde, direttrice del Fondo monetario internazionale, in un'intervista al Financial Times nella quale parla anche dell'effetto Brexit.

L'incertezza che circonderebbe la presidenza Trump, candidato repubblicano alla presidenza degli Stati Uniti, produrrebbe probabilmente un'ulteriore instabilità sui mercati finanziari, dopo il referendum sull'uscita del Regno Unito dall'Unione europea.

Lagarde ha avvisato del rischio di un'altra grande pausa nella marcia della globalizzazione, simile all'interruzione causata dall'inizio della Prima guerra mondiale. "Spero non sia come nel 1914, spero che possiamo essere consapevoli, grazie alla storia, e affrontare l'impatto negativo della globalizzazione in modo da fare leva sui benefici che si possono ottenere. Perché (la globalizzazione, ndr) ha storicamente portato enormi benefici e può continuare a farlo". Il protezionismo "danneggia la crescita, danneggia l'inclusione e danneggia le persone".

Pur non volendo entrare nel dibattito politico statunitense, Lagarde ha manifestato la sua contrarietà alle proposte di Trump, che vuole imporre delle tasse 'punitive' sui prodotti importati da Cina e Messico e stracciare gli accordi commerciali come il North American Free Trade Agreement (Nafta). Il Fondo monetario internazionale appoggia inoltre la Trans-Pacific Partnership (Tpp), l'accordo tra gli Stati Uniti e altri 11 Paesi del Pacifico, etichettata come un "disastro" per l'economia statunitense da Trump.

"Dobbiamo lavorare con tutti i governi e tutte le autorità, ma certamente speriamo che, quale che sia il nuovo governo negli Stati Uniti e chiunque sia eletto presidente - ha detto Lagarde - guardi al commercio in termini positivi".

BREXIT

Il numero uno del Fondo monetario internazionale preme affinché il Regno Unito e l'Unione europea negozino al più presto un accordo che definisca la nuova relazione tra i due dopo l'esito del referendum britannico del 23 giugno scorso, in cui ha vinto chi voleva l'uscita della nazione dalla Ue. Lagarde dice di volere "vedere chiarezza più prima che dopo perché crediamo che l'assenza di chiarezza alimenti incertezza, che di per sé mette a repentaglio l'appetito per gli investimenti".

Preannunciando un taglio delle stime di crescita globale da parte dell'istituto di Washington - che il 19 luglio prossimo dovrebbe pubblicare un aggiornamento al suo World Economic Outlook - l'ex ministro francese delle Finanze spiega che la Brexit si sta già facendo sentire sull'economia mondiale e sulle previsioni dell'Fmi.

L'impatto del referendum sulla congiuntura britannica dipenderà, secondo Lagarde, dalla relazione che la nazione avrà con l'Ue. Se l'accesso a un mercato unico verrà preservato (seguendo dunque il modello norvegese) il Pil britannico al 2016 sarà più basso dell'1,5% rispetto al dato calcolato immaginando la permanenza del Paese d'Oltremanica nella Ue. Se invece l'acceso del Regno Unito alle altre 27 economie Ue dovesse essere soggetto a tariffe in linea con le regole dell'Organizzazione mondiale del commercio, allora la Brexit potrebbe costare il 4,5% del Pil al 2019.

Lagarde spiega che il Fondo non ha calcolato l'impatto di uno scenario in cui l'incertezza post Brexit continua per un anno o più anche se riconosce che la crisi politica innescata dal referendum potrebbe rendere probabile quello stesso scenario: "Abbiamo una stima e uno scenario legati a una incertezza prolungata, a una totale assenza di chiarezza, a un mancato ricorso all'articolo 50 (che se invocato, rappresenta la richiesta formale di uscita della Gb dalla Ue, ndr), a un limbo che dura molto? No. Non lo abbiamo. Dubitiamo che sarebbe politicamente e geopoliticamente sostenibile".