Lagarde: troppo potere nelle mani dei colossi tech? Spezzatino non è soluzione

Per il d.g. del Fond monetario, serve pensare a un "nuovo paradigma"
Facebook

Non crede che uno spezzatino di colossi tecnologici come Amazon, Facebook o Google sia "la risposta giusta" al loro crescente potere. "In passato poteva essere una soluzione" ma ora i legislatori devono "pensare in modo nuovo, e rapidamente". Christine Lagarde, il direttore generale del Fondo monetario internazionale, è convinta che anche su questo, come nel commercio, serva la cooperazione delle istituzioni.

Le sue parole sono giunte dalla sede del Fondo, che si trova non lontano dal 1600 di Pennsylvania Avenue a Washington dove Donald Trump ha spesso scritto tweet attaccando Amazon. Il colosso americano del commercio elettronico, che per la prima volta ha detto di vantare oltre 100 milioni di utenti paganti del servizio Prime, è stato accusato di uccidere i retailer tradizionali e di fare perdere denaro ai contribuenti usando le Poste Usa per spedire i pacchi ordinati sulla sua piattaforma. Intanto Facebook è messo a sua volta sotto pressione dai legislatori Usa, che hanno trascinato il Ceo Mark Zuckerberg per la prima volta al Congresso per chiedere - tra le altre cose - se il social network sia un monopolio e se sia troppo grande.

La "competizione è necessaria" perché crea produttività e innovazione, ha spiegato Lagarde aprendo formalmente gli Spring Meetings del Fondo. "Troppa concetrazione, troppo potere di mercato nelle mani di troppo pochi non aiuta nel medio-lungo termine, né l'economia né il benessere delle persone". Ma come si fa, ha chiesto retoricamente, a fare un breakup di "asset che hanno un valore intangibile e i cui benefici derivano dall'utilizzo di meccanismi particolari che a loro volta sono completamente intangibili? Come si facilita l'accesso? Come si agevolano coloro che rivoluzionano il mercato affinché siano in grado di operare?".

Tutte queste domanda, ha continuato Lagarde, richiedono un'analisi. E il Fondo monetario di certo ne farà ma quell'analisi "richiederà il coinvolgimento di varie prospettive, dalla competizione alla tassazione, dalla finanza a campi che non sono necessariamente nostri come la sociologia, la psicologia, l'economia dei comportamenti".

Una cosa è certa: la concentrazione del potere nelle mani di poche aziende tech è un tema che va affrontato, ha fatto capire Lagarde. "La situazione è molto diversa da quella dell'era telecom o della Gilded Age" della fine del XIX secolo in Usa. Parlando ai microfoni di Cnbc, Lagarde ha spiegato che bisogna "ripensare a come questa questione è affrontata e a come la competizione viene incoraggiata. Se ciò richiede un nuovo insieme di regole, devono essere adottate".

L'Fmi, ha promesso l'ex ministro francese delle Finanze, ha già iniziato "molto lavoro" per "rinnovare il modo di pensare ed essere aperti a un nuovo paradigma". Anche in merito alle criptovalute.

Altri Servizi

Wall Street, giornata di trimestrali

Restano le preoccupazioni per il più lungo shutdown nella storia degli Stati Uniti
AP
Ibm

Per International Business Machines (Ibm), il recupero dei ricavi trimestrali sembra un miraggio dopo la breve ripresa finita lo scorso giugno e durata nove mesi consecutivi (i primi successivi a cinque anni di declini). L'azienda ha tuttavia saputo superare le stime degli investitori, concentrati sul fatto che le vendite siano salite nell'intero esercizio per la prima volta in vari anni.

Shutdown e Russia, sempre più americani bocciano Trump

Sondaggio di Politico: il 57% disapprova il suo operato (record)
White House /Shealah Craighead

Il tasso di disapprovazione per l'operato del presidente statunitense, Donald Trump, ha raggiunto un nuovo record, a causa dello shutdown più lungo nella storia del Paese e delle preoccupazioni per i rapporti con l'omologo russo Vladimir Putin. Questo il risultato dell'ultimo sondaggio di Politico/Morning Consult, secondo cui il 57% degli elettori disapprova il lavoro di Trump, mentre il 40% lo approva.

La Corte Suprema Usa respinge Trump: resta la tutela per i Dreamers (per ora)

Il massimo tribunale ha deciso di non pronunciarsi sulla fine del programma Daca, cercata dal presidente anche per avere un'arma in più nei negoziati con i democratici su immigrazione e muro
Ap

La Corte Suprema statunitense ha respinto la richiesta dell'amministrazione Trump di valutare subito e pronunciarsi sulla fine del programma Daca, che protegge dal rimpatrio 700.000 immigrati irregolari arrivati da bambini. Questo significa che il programma voluto dall'allora presidente Barack Obama, contro cui si batte Donald Trump, resta per ora in vigore, in attesa che lo scontro arrivi a conclusione nei tribunali inferiori; inoltre, nel caso in cui il massimo tribunale dovesse accettare un nuovo tentativo da parte del governo, il caso non verrebbe discusso prima di ottobre e una decisione non sarebbe presa prima del 2020. La volontà del massimo tribunale statunitense di non valutare il caso toglierà una potente arma di negoziazione al presidente, che si era detto sicuro di una vittoria davanti alla Corte Suprema, nelle trattative con i democratici sull'immigrazione.

Casa Bianca smentisce: nessuna trattativa è stata cancellata con la Cina

Secondo l'FT, saltati incontri in questa settimana in vista di quello che secondo Larry Kudlow conta più di tutti: quello con il vice premier cinese
AP

Larry Kudlow, il consigliere economico della Casa Bianca, ha negato indiscrezioni di stampa secondo cui gli Stati Uniti hanno cancellato un incontro con la Cina pensato per spianare la strada al prossimo round di negoziati di alto livello previsto a Washington tra i negoziatori delle due nazioni il 30 e il 31 gennaio prossimo.

"Il Buffett di Boston" preoccupa i leader riuniti a Davos

Seth Klarman, a capo di Baupost Group (uno degli hedge fund più grandi al mondo), non esclude una crisi che si manifesterà con disordini sociali e non solo con sell-off dei mercati

Un investitore miliardario - conosciuto negli Stati Uniti per essere l'equivalente di Boston del cosiddetto Oracolo di Omaha, ossia Warren Buffett - ha messo in guardia gli investitori "compiaciuti" che stanno ignorando i rischi esistenti prendendone di nuovi. Seth Klarman, a capo di Baupost Group (uno degli hedge fund più grandi al mondo), ha lanciato il suo avvertimento nella lettera annuale da 22 pagine scritta agli investitori e di cui il New York Times ha ottenuto una copia.

Shutdown, idea Kushner: Green Card per i Dreamers in cambio del muro

La Casa Bianca cerca una soluzione per mettere fine alla paralisi

Un permesso di soggiorno permanente per i 'Dreamers' in cambio dei fondi per il muro con il Messico. Sarebbe questa l'ultima idea in circolazione alla Casa Bianca per un compromesso con i democratici che faccia terminare lo shutdown, secondo tre fonti del sito Axios.

Procter & Gamble ha chiuso un trimestre con utili superiori alle stime e vendite organiche forti, cosa che ha spinto il colosso dei beni al consumo ad alzare il suo outlook.

Gli Usa celebrano Martin Luther King (e Pence lo paragona a Trump)

Oggi è il giorno festivo dedicato al leader della lotta per i diritti civili, premio Nobel per la Pace, ucciso nel 1968

Nel 1965, le marce da Selma a Montgomery, in Alabama, furono un momento fondamentale della rivolta per i diritti civili negli Stati Uniti; diritti per cui, secondo associazioni e comunità afroamericane, è ancora necessario combattere. Per questo, ancora oggi è fondamentale celebrare Martin Luther King, il leader della lotta per l'uguaglianza razziale, premiato nel 1964, a soli 35 anni, con il Nobel per la Pace, e ucciso il 4 aprile 1968 a Memphis con un colpo di fucile alla testa.