Le case delle serie TV, nella realtà

Indagine di Vanity Fair sulle vere location delle più celebri fiction televisive

Se vi siete sempre chiesti dove si trova realmente la casa di Carrie Bradshaw o quella dei Robinson, non avete che da navigare nel divertente slideshow che sul sito americano di Vanity Fair è stato realizzato con il corredo degli expertise di un esperto immobiliarista. 

Scoprirete che l'appartamentino della protagonista di Sex and the City esiste realmente, ed è realmente al secondo piano di una casetta a schiera con la facciata in brownstone , al numero 66 di Perry Street nel West Village. Volendo potete anche trovarlo con Google maps, e magari darci una sbirciatina con la modalità streetview:


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E lì nei pressi, in un edificio non troppo diverso al numero 10 di Leroy Street, esiste davvero anche la casa de I Robinson, il telefilm con protagonista Bill Cosby (il titolo originale era proprio The Cosby Show) che negli anni Ottanta di Reagan rese popolare nel mondo l'idea che anche gli afroamericani potessero essere benestanti. Eccola qui:


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A proposito di afroamericani benestanti: come dimenticare la sitcom capostipite di questo genere, ossia I Jefferson, che a partire dalla metà degli anni Settanta inscenò in chiave comica le vicende di una coppia di neri che, fatta fortuna con il business delle lavanderie, riusciva a traslocare dal Quuens e ascendere ai lussi di un grattacielo di Manhattan (movin' on up / to the East Side / to a deluxe apartment in the sky recitava l'indimenticabile sigla)? Ebbene, anche quell'"appartamento di lusso in mezzo al cielo" esiste veramente, proprio dove dovrebbe essere: si trova al 185 Est della 85esima strada. Qui:


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Potete proseguire da soli: lo slideshow di Vanity fair è a questo link

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I democratici hanno ottenuto un risultato molto migliore nelle elezioni speciali per il Congresso in questa primavera di quello ipotizzabile dai più ottimisti solo pochi mesi fa. Alla fine, però, hanno perso in tutti e quattro i distretti che erano in mano ai repubblicani e in cui si è votato, compreso l'atteso sesto distretto della Georgia, in un'elezione fortemente in bilico e che sarà ricordata per essere stata la più cara nella storia della Camera statunitense (oltre 50 milioni di dollari), con molti fondi arrivati da altri Stati del Paese.

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