Le case delle serie TV, nella realtà

Indagine di Vanity Fair sulle vere location delle più celebri fiction televisive

Se vi siete sempre chiesti dove si trova realmente la casa di Carrie Bradshaw o quella dei Robinson, non avete che da navigare nel divertente slideshow che sul sito americano di Vanity Fair è stato realizzato con il corredo degli expertise di un esperto immobiliarista. 

Scoprirete che l'appartamentino della protagonista di Sex and the City esiste realmente, ed è realmente al secondo piano di una casetta a schiera con la facciata in brownstone , al numero 66 di Perry Street nel West Village. Volendo potete anche trovarlo con Google maps, e magari darci una sbirciatina con la modalità streetview:


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E lì nei pressi, in un edificio non troppo diverso al numero 10 di Leroy Street, esiste davvero anche la casa de I Robinson, il telefilm con protagonista Bill Cosby (il titolo originale era proprio The Cosby Show) che negli anni Ottanta di Reagan rese popolare nel mondo l'idea che anche gli afroamericani potessero essere benestanti. Eccola qui:


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A proposito di afroamericani benestanti: come dimenticare la sitcom capostipite di questo genere, ossia I Jefferson, che a partire dalla metà degli anni Settanta inscenò in chiave comica le vicende di una coppia di neri che, fatta fortuna con il business delle lavanderie, riusciva a traslocare dal Quuens e ascendere ai lussi di un grattacielo di Manhattan (movin' on up / to the East Side / to a deluxe apartment in the sky recitava l'indimenticabile sigla)? Ebbene, anche quell'"appartamento di lusso in mezzo al cielo" esiste veramente, proprio dove dovrebbe essere: si trova al 185 Est della 85esima strada. Qui:


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Potete proseguire da soli: lo slideshow di Vanity fair è a questo link

Altri Servizi

Dopo l'uscita di diversi a.d., Trump scioglie due consigli

Decine di amministratori hanno lasciato dopo la decisione di Trump di non condannare in modo univoco i razzisti e i suprematisti bianchi per i fatti di Charlottesville, in Virginia

Anche in questo caso ha voluto dare l'impressione di essere lui a decidere il gioco. Cos", dopo la fuoriuscita di diversi amministratori delegati dai consigli del presidente americano, Donald Trump ha preferito scioglierli. "Invece di fare pressione agli uomini d'affari del Manufacturing Council e dello Strategy and Policy Forum, metto fine a entrambi. Grazie a tutti!", ha scritto il presidente su Twitter, poco dopo l'ennesima mossa degli amministratori delegati: nel primo pomeriggio infatti Stephen A. Schwarzman, a.d. di Blackstone e una delle persone più fidate di Trump all'interno della comunità del business di New York, ha organizzato una riunione telefonica per decidere in che modo procedere. La decisione finale è stata quella di lasciare tutti insieme il consiglio.

Fca si unisce a Bmw e Intel per sviluppo guida autonoma

Il gruppo automobilistico italo americano ha firmato un memorandum of understanding con la rivale tedesca e Mobileye, controllata del produttore Usa di microprocessori
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Mentre il mercato continua a domandarsi se e quale gruppo cinese abbia fatto un'offerta per rilevare Fiat Chrysler Automobiles (Geely ha negato) e se ci sarano altri spin-off (Magneti Marelli?) dopo quello di Ferrari, il gruppo guidato da Sergio Marchionne continua a siglare intese per rafforzarsi nella tecnologia della guida autonoma. Se nel maggio 2016 Fca era diventata la prima azienda automobilistica a siglare un accordo non esclusivo con Google (Waymo), ora è il primo costruttore automobilistico ad unirsi alla tedesca Bmw e all'americana Intel per lo sviluppo di una piattaforma di guida autonoma all’avanguardia. I tre gruppi hanno infatti siglato un Memorandum of Understanding.

Dopo il pressing, Trump condanna i suprematisti bianchi

Per il presidente Usa, il razzismo è il male. "Criminali" gli autori delle violenze a Charlottesville. Il segretario alla Giustizia lo aveva difeso. Il sito neonazi Daily Stormer cavalcava l'assenza di un messaggio duro. Il Ceo di Merck lo ha abbandonato
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Nel giorno in cui Donald Trump ha deciso di interrompere la sua "vacanza di lavoro" nel suo golf club in New Jersey per fare una tappa di qualche ora alla Casa Bianca prima di recarsi a New York City, l'America e i membri del suo partito hanno continuato a fare pressing su di lui. E lui li ha accontentati denunciando per nome i suprematisti bianchi.

Trump all'attacco di uno dei leader del suo partito

Nel mirino del presidente, il senatore McConnell "reo" di non essere riuscito ad unire il Gop per abrogare e sostituire l'Obamacare. Il leader Usa verso la rottura con il Congresso a maggioranza repubblicana. Legislatore verso le dimissioni?
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In circa 24 ore, Donald Trump ha attaccato tre volte uno dei leader chiave del suo stesso partito: il numero uno della maggioranza repubblicana al Senato, Mitch McConnell. Come suo solito, lo ha fatto prima su Twitter e poi parlando alla stampa dal suo golf club nel New Jersey. Da là ha insinuato possibili dimissioni (forzate?) del legislatore.

Usa: Egitto collabori pienamente con Italia su morte Regeni

Secondo il dipartimento di Stato, serve un'inchiesta imparziale e completa. Pressing di Washington sul Cairo per la trasparenza. No comment su contatti tra amministrazione Trump e governo italiano e su scambio intelligence

Fed divisa su tutto, dai tassi alla riduzione del suo bilancio

E' quanto emerso dai verbali della riunione dell'Fomc di luglio. Il vista del meeting di settembre, l'attenzione si sposta sul summit della banca centrale Usa a Jackson Hole
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Trump sotto attacco dopo la retromarcia sui suprematisti bianchi

Il partito repubblicano imbarazzato, i vertici dell'esercito e la Casa Bianca senza parole per i nuovi commenti del presidente che prende di mira la sinistra e difende Steve Bannon, suo consigliere e guru della destra razzista americana

Wall Street attende le minute della Fed

Dati: oggi le richieste di nuovi mutui e l'avvio di nuovi cantieri
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Charlottesville: Trump cambia idea, accusa anche "l'Alt-Left"

Il presidente Usa paragona manifestanti contro il razzismo ai suprematisti bianchi. Si difende dalle critiche post violenze in Virginia e dimostra di non volere sentirsi dire da nessuno che dichiarazioni rilasciare

Sei leader scaricano Trump, lui: non fanno il loro lavoro seriamente

Dopo i Ceo di Merck, Intel e Under Armour, altri tre lasciano il consiglio per la manifattura voluto dal presidente Usa. L'ex segretario al Tesoro Summers chiede perché altri Ceo non facciano altrettanto
AP