Le cinque peggiori città dove andare a vivere negli Stati Uniti

Il sito 24/7 Wall St. ha preso in considerazione diversi parametri per determinare quali centri urbani sconsigliare: in testa, non ci sono sorprese

La qualità della vita in una città statunitense dipende spesso dal quartiere in cui si vive, visto che povertà e crimine possono spesso essere a pochi isolati dalla prosperità. Ci sono però città con problemi così estesi ed evidenti che riducono la qualità della vita di tutti i residenti.

Gli statunitensi prendono in considerazione diversi fattori quando decidono dove vivere, compresi il mercato del lavoro, l'economia locale, la qualità delle scuole, la sicurezza, la cultura e il clima.

Per determinare le peggiori città degli Stati Uniti dove vivere, 24/7 Wall St. ha rivisto i dati delle 551 città del Paese con almeno 65.000 abitanti. In base a una serie di variabili, tra cui il tasso di criminalità, la crescita occupazionale, l'accesso a ristoranti e attrazioni, l'istruzione, il mercato immobiliare, l'ambiente e l'assistenza sanitaria, il sito ha identificato le 50 peggiori città. Scopriamo le prime cinque:

 

 

5 – Memphis, Tennessee

Popolazione: 655.760

Valore mediano di una casa: 94.400 dollari

Tasso di povertà: 26,2%

Abitanti laureati: 24,9%

Memphis è una delle città più grandi presenti nella lista. Secondo 24/7 Wall St., ci sono molti punti che rendono Memphis una città davvero poco attraente, a partire dal quarto tasso di criminalità più alto nel Paese, con 1.740 incidenti riportati ogni 100.000 abitanti, quasi il quintuplo della media nazionale. Le case costano relativamente poco, ma questo riflette le scarse capacità dei cittadini di pagare cifre alte: oltre un quarto della popolazione vive sotto il livello di povertà; il reddito familiare è inferiore ai 37.000 dollari all'anno, mentre quello nazionale è di 55.775 dollari.

 

 

4 – St. Louis, Missouri

Popolazione: 315.685

Valore mediano di una casa: 130.800 dollari

Tasso di povertà: 24,9%

Abitanti laureati: 34,7% 

St. Louis rappresenta il declino economico che ha afflitto molte grandi città industriali sul finire del ventesimo secolo. Decenni di declino manifatturiero, esodo dei bianchi e ghettizzazione hanno provocato un decadimento urbano, una segregazione razziale e una diseguaglianza di reddito con pochi eguali nel Paese. Il 24,9% dei residenti vive in povertà, molto più del 14,7% a livello nazionale. Dagli anni '60 combatte contro un alto tasso di criminalità e oggi ha la percentuale di crimini violenti più alta degli Stati Uniti: ci sono stati 1.817 crimini violenti denunciati ogni 100.000 abitanti nel 2015, quasi il quintuplo rispetto alla media nazionale. Molti dei problemi economici dipendono dal rapido declino nel numero di abitanti: ora, la popolazione è meno della metà rispetto al picco di 860.000 abitanti raggiunto negli anni '50. Mentre la popolazione statunitense è cresciuta dell'11,5% negli ultimi dieci anni, il numero dei residenti di St. Louis è diminuito del 5,4 per cento.

 

 

3 - Flint, Michigan

Popolazione: 98.267

Valore mediano di una casa: 25.900 dollari

Tasso di povertà: 40,8%

Abitanti laureati: 11,8% 

Come per molte altre città della cosiddetta Rust Belt, i problemi di Flint sono legati al declino dell'industria manifatturiera. Una volta, General Motors dava lavoro a circa 30.000 abitanti nella sua fabbrica, che non c'è più. Recentemente, la città è stata al centro delle cronache nazionali per l'alta concentrazione di piombo nell'acqua pubblica. Il reddito familiare è di 25.342 dollari all'anno, meno della metà di quello mediano nazionale e il secondo più basso nella regione dei Grandi Laghi. Inoltre, la città ha il tasso di povertà più alto del Paese (40,8%). Negli ultimi dieci anni, la città ha 'perso' il 12,2% della popolazione, uno dei peggiori declini demografici registrati negli Stati Uniti.

 

 

2 – Birmingham, Alabama

Popolazione: 214.911

Valore mediano di una casa: 93.000 dollari

Tasso di povertà: 29,2%

Abitanti laureati: 25,3%

 Il calo della popolazione e dell'occupazione sono indicativi di un'economia in sofferenza, soprattutto quando la maggior parte delle città, al contrario, crescono. Solo in 42 delle 551 città analizzate è diminuita la popolazione negli ultimi dieci anni, mentre il settore occupazionale si è ridotto in meno di 30 città negli ultimi due anni. Birmigham è un'eccezione in entrambi i settori, con un calo del 3,3% della popolazione e la perdita dello 0,9% dei posti di lavoro. Birmingham è una delle città più povere, con un tasso di povertà più che doppio rispetto a quello nazionale; il reddito familiare è di 32.378 dollari all'anno, più basso di oltre 23.000 dollari rispetto al reddito mediano nazionale.

 

 

1 – Detroit, Michigan

Popolazione: 677.124

Valore mediano di una casa: 42.600 dollari

Tasso di povertà: 39,8%

Abitanti laureati: 14,2%

 Una volta la quarta città più popolosa del Paese e la più ricca pro capite, Detroit è oggi lo specchio del declino del settore manifatturiero statunitense, un tempo orgoglio nazionale. La popolazione è circa un terzo di quella degli anni '50, quando raggiunse il picco di 1,8 milioni di abitanti; negli ultimi dieci anni, è diminuita del 19%, il secondo peggior calo in questo periodo nell'intera nazione. Il reddito familiare è di 25.980 dollari all'anno, meno della metà del reddito mediano nazionale di 55.755 dollari. Nel 2015, sono stati denunciati 1.760 crimini violenti ogni 100.000 abitanti, il secondo tasso più alto del Paese. Il decadimento e la criminalità hanno mandato a picco il prezzo delle case: solo la vicina Flint ha un valore mediano più basso.





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