Le incognite del 2018: inflazione, Cina e Bitcoin

Dopo un anno in cui Wall Street ha registrato le migliori performance del 2013, grazie al rally dei titoli tecnologici, Bitcoin ha guadagnato il 1.400% circa e la Federal Reserve ha mantenuto la parola aumentando i tassi tre volte nonostante un'inflazione al palo, gli investitori si domandano quali siano le variabili da monitorare in quanto fonte di potenziali preoccupazioni. Ne proponiamo tre: inflazione, Cina e Bitcoin.

Inflazione
Il 2017 è stato l'anno caratterizzato da quello che Janet Yellen, numero uno della Fed, ha definito il "mistero dell'inflazione". Il dato è rimasto basso, sotto il target di crescita annua del 2%. La banca centrale - inizialmente convinta che il trend fosse dovuto a fattori transitori - si aspetta il raggiungimento del target nel medio termine. Il successore di Yellen, Jerome Powell, dovrà fare i conti con due schieramenti: chi, come Bank of America, crede che l'inflazione accelerà; ciò potrebbe costringere la Fed a stringere la cinghia più velocemente del previsto. C'è poi chi è convinto che il dato resterà troppo basso forzando la banca centrale Usa a tagliare i tassi. L'istituto centrale si aspetta per il 2018 tre strette monetarie, tante quante quelle realizzate nel 2017 di cui una a dicembre.

Art Cashin, direttore delle attività su floor del Nyse per Ubs, consiglia di non guardare tanto l'andamento dell'economia quanto quello dell'inflazione. "Questa è stata la regola per Yellen. Non come l'economia sta andando ma quanto tiepida l'inflazione è stata. [Il suo successore] J. Powell sembra essere un discepolo di Yellen quindi io personalmente monitorerò l'inflazione. Se inizia ad accelerare, sarei cauto", ha detto in una intervista di fine anno alla Cnbc.

Jan Hatzius, economista di Goldman Sachs e autore del rapporto "10 Questions for 2018", si aspetta un'accelerazione dell'inflazione core dall'1,5% attuale. Forse anche per questo prevede nel 2018 quattro rialzi dei tassi oltre a un'espansione dell'economia Usa del 2,6% (sotto il 3% promesso da Donald Trump), e un calo del tasso di disoccupazione al 3,5% dal 4,1% del novembre 2017 (l'ultimo dato disponibile al 31 dicembre e corrispondente ai minimi del dicembre 2000).

Cina
La seconda economia al mondo potrebbe mettere fine a una crescita globale sincronizzata effettuando una stretta sull'eccesso di credito. Pechino è inoltre alle prese con problemi bancari e con il cosiddeto "shadow banking". La normalizzazione dell'economia cinese, meno dipendente dalle esportazioni, forse non preoccupa più come un paio di anni fa ma i suoi problemi interni potrebbero avere ricadute su scala mondiale. Per questo la Cina va monitorata.

Bitcoin
Per la criptovaluta, il 2017 è stato senza precedenti. Bitcoin iniziò l'anno a 970 dollari per poi sfiorare i 20.000 a dicembre. A fine agosto raggiunse i 4.000 dollari, a ottobre i 6.000 e a dicembre i 10.000 per poi quasi raddoppiare nello stesso mese. Nell'anno ci sono stati cinque sell-off di almeno il 30%, incluso quello prima di Natale quando la valuta digitale arrivò a 10.834 dollari. Su CoinDesk l'anno è finito a 14.292 dollari, in rialzo del 1.375%.
Gli investitori hanno chiaramente ignorato i commenti negativi arrivati, per esempio, dal Ceo di JPMorgan James Dimon, secondo cui è una "frode", o dal governatore della Federal Reserve Janet Yellen, che nella sua ultima conferenza stampa ha definito Bitcoin "un asset altamente speculativo". Per il principe saudita bin Talal è come Enron e per il Ceo di Blackrock Laurence Fink è un indice del riciclaggio di denaro
Resta da vedere se Bitcoin saprà affermarsi come una tecnologia che cambierà il mondo. Christine Lagarde, il direttore generale del Fondo monetario internazionale, ha escluso che la valuta digitale minacci quelle tradizionali per il momento ma ha consigliato di monitorarne gli sviluppi.
Per il 2018, uno dei primi analisti ad essersi occupato quattro anni fa di Bitcoin, si aspetta una volatilità enorme con prezzi che spazieranno tra i 6.500 e i 22.000 dollari.
Art Cashin, il volto forse più conosciuto sul floor del New York Stock Exchange, crede che Bitcoin non vivrà i successi che i suoi sostenitori si aspettano. Secondo lui i governi vorranno usarne la tecnologia sottostante, blockchain, per favorire una società senza contanti, dunque digitale, di cui possono tenere traccia. Non solo. Secondo Cashin, in un tale futuro non è affatto detto che Bitcoin sia il protagonista: "La Fed stessa vorrà aiutare qualcuno a sviluppare una valuta digitale. E' la cosa che dovremmo monitorare", ha detto Cashin in una intervista alla Cnbc.
Guardando al 2018 Hatzius, di Goldman Sachs, ha posto l'accento sui "segni di un comportamento speculativo nei mercati finanziari, come per esempio il boom delle criptovalute". Basti pensare ai casi in cui è bastato infilare la parola "blockchain" nel nome di qualche azienda per farne scattare un rally in borsa. 

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