Le Ivy League e il denaro nei paradisi fiscali

I Paradise Papers hanno rivelato un giro di miliardi off-shore per non pagare le tasse. E adesso il Congresso vuole iniziare a tassare anche le donazioni, dopo anni di opposizione da parte dei repubblicani
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La proposta fatta la scorsa settimana dai repubblicani in Congresso ha sorpreso molti: imporre tasse sulle università dell'Ivy League. "Ma non ricordano, i repubblicani, che spesso le loro fortune sono iniziate proprio l"?", si sono detti alcuni.

Ed è vero che i college che fanno parte della più prestigiosa unione d'America - la Ivy League, appunto, che comprende Harvard, Yale - hanno visto studiare nei loro campus membri illustri del partito (come i Bush, da sempre parte della leggendaria confraternita Skull and Bones di Yale), ma è anche vero che non serve un democratico per pensare che forse quelle stesse università sono da sempre anche la mecca delle élite.

Questa nuova battaglia bipartisan, scrive il New York Times, ha una sua importanza. Questi college infatti sono diventati delle isole per ricchi. I Paradise Papers, pubblicati la settimana scorsa, hanno mostrato come molte di queste università usino i paradisi fiscali per nascondere i loro soldi e fare investimenti.

I college dell'Ivy League infatti usano le sovvenzioni e le donazioni, che sono già non tassabili, ma lo sono se vengono reinvestiti e permettono di fare profitti. Per questo hanno pensato di spostare il denaro in paradisi off-shore. La macchina funziona da anni: i college fanno campagne super aggressive di raccolta fondi.

E poi, fanno fruttare il denaro attraverso fondi di speculazione con sede in paradisi fiscali. Un esempio? Stanford University, eccellenza della California, ha aumentato i suoi fondi a 18 miliardi di dollari nel 2012, da 2 miliardi nel 1977. Nello stesso periodo Harvard è passata a 32 miliardi di dollari da sei miliardi di dollari.

Inoltre questo denaro non è stato usato per il bene dei cittadini, attraverso una diminuzione delle rette o l'apertura a un numero maggiore di persone. Stanford ha lo stesso numero di matricole, 1.600, che aveva negli anni '70.

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