Le Poste Usa chiudono trimestre con maxi perdita, gestire pacchi costa

Il direttore generale del servizio dà il benvenuto alla task force istituita da Trump ma chiede una riforma immediata per adeguare il modello di business a un ambiente "ipercompetitivo"

Il business dei pacchi per le Poste americane è una croce quanto una delizia. Lo dimostrano i conti trimestrali, che potrebbero rinvigore le critiche del presidente americano Donald Trump contro Amazon (accusato in più occasioni di sfruttare le Poste) e le intenzioni di riorganizzare il servizio postale, cosa chiesta dal suo direttore generale.

Il Postal Service statunitense ha chiuso il suo secondo trimestre fiscale con una perdita di 1,34 miliardi di dollari, ben più ampia di quella da 562 milioni di dollari dello stesso periodo dell'esercizio precedente. Al netto di voci straordinarie, il buco è stato di 656 milioni contro il profitto di 12 milioni di un anno prima ed è dovuto principalmente a un aumento dei costi pensionistici e dei compensi e al rialzo delle spese dei trasporti.

I ricavi sono cresciuti nel periodo a 17,50 miliardi di dollari, l'1,4% sullo stesso trimestre dell'esercizio precedente. Le vendite legate ai pacchi sono aumentate del 9,5%, cosa che ha controbilanciato quelle in calo del 2,5% della posta prioritaria. Il problema è che la consegna di quei pacchi è costata cara. La gestione dei pacchi costa di più a un servizio pensato per consegnare milioni di buste.

"Nonostante la crescita nelle nostre attività legate ai pacchi, i risultati finanziari riflettono trend sistemici nel mercato e gli effetti di un modello di business inflessibile e previsto per legge che limita la nostra capacità di generare vendite sufficienti e che ci impone costi che non possiamo permetterci", ha detto Megan Brennan, il direttore generale delle Poste Usa.

A metà aprile Trump aveva ordinato un'analisi delle finanze delle Poste americane, che deve essere condotta da una task force volta a esaminarne "la rotta finanziaria insostenibile". In quell'occasione il presidente Usa non aveva citato esplicitamente Amazon ma è chiaro che vuole che la task force sostenga la sua tesi a scapito del gruppo che per le Poste rappresenta il cliente che più di tutti invia pacchi. C'è chi crede che Amazon stia dando fiato ai conti delle Poste, in perdita da un decennio ma per via soprattutto del calo dei volumi della posta prioritaria e di altri servizi.

In una call a commento dei conti, il direttore generale delle Poste Usa ha dato il benvenuto alla task force voluta da Trump, la cui analisi è attesa per l'estate. Brennan ha però insistito sull'esigenza immediata di un'azione da parte del Congresso per aggiornare il suo modello di business: "Abbiamo ripetutamente detto che il Servio postale ha un problema serio con il suo business model che è risolvibile. Abbiamo bisogno di stabilità finanziaria con una riforma regolatoria e legislativa immediata". Senza quella riforma, ha avvertito, le Poste saranno costrette a fare scelte difficili su come usare i 9,4 miliardi di dollari di capex stimati al 2022. Parlando di un "ambinte ipercompetitivo", Brennan ha chiesto una maggiore libertà per alzare i prezzi della posta prioritaria; quelli sui pacchi sono aumentati in linea con quelli della competizione.

Altri Servizi

Wall Street, giornata di trimestrali

Restano le preoccupazioni per il più lungo shutdown nella storia degli Stati Uniti
AP
Ibm

Per International Business Machines (Ibm), il recupero dei ricavi trimestrali sembra un miraggio dopo la breve ripresa finita lo scorso giugno e durata nove mesi consecutivi (i primi successivi a cinque anni di declini). L'azienda ha tuttavia saputo superare le stime degli investitori, concentrati sul fatto che le vendite siano salite nell'intero esercizio per la prima volta in vari anni.

Shutdown e Russia, sempre più americani bocciano Trump

Sondaggio di Politico: il 57% disapprova il suo operato (record)
White House /Shealah Craighead

Il tasso di disapprovazione per l'operato del presidente statunitense, Donald Trump, ha raggiunto un nuovo record, a causa dello shutdown più lungo nella storia del Paese e delle preoccupazioni per i rapporti con l'omologo russo Vladimir Putin. Questo il risultato dell'ultimo sondaggio di Politico/Morning Consult, secondo cui il 57% degli elettori disapprova il lavoro di Trump, mentre il 40% lo approva.

La Corte Suprema Usa respinge Trump: resta la tutela per i Dreamers (per ora)

Il massimo tribunale ha deciso di non pronunciarsi sulla fine del programma Daca, cercata dal presidente anche per avere un'arma in più nei negoziati con i democratici su immigrazione e muro
Ap

La Corte Suprema statunitense ha respinto la richiesta dell'amministrazione Trump di valutare subito e pronunciarsi sulla fine del programma Daca, che protegge dal rimpatrio 700.000 immigrati irregolari arrivati da bambini. Questo significa che il programma voluto dall'allora presidente Barack Obama, contro cui si batte Donald Trump, resta per ora in vigore, in attesa che lo scontro arrivi a conclusione nei tribunali inferiori; inoltre, nel caso in cui il massimo tribunale dovesse accettare un nuovo tentativo da parte del governo, il caso non verrebbe discusso prima di ottobre e una decisione non sarebbe presa prima del 2020. La volontà del massimo tribunale statunitense di non valutare il caso toglierà una potente arma di negoziazione al presidente, che si era detto sicuro di una vittoria davanti alla Corte Suprema, nelle trattative con i democratici sull'immigrazione.

Casa Bianca smentisce: nessuna trattativa è stata cancellata con la Cina

Secondo l'FT, saltati incontri in questa settimana in vista di quello che secondo Larry Kudlow conta più di tutti: quello con il vice premier cinese
AP

Larry Kudlow, il consigliere economico della Casa Bianca, ha negato indiscrezioni di stampa secondo cui gli Stati Uniti hanno cancellato un incontro con la Cina pensato per spianare la strada al prossimo round di negoziati di alto livello previsto a Washington tra i negoziatori delle due nazioni il 30 e il 31 gennaio prossimo.

"Il Buffett di Boston" preoccupa i leader riuniti a Davos

Seth Klarman, a capo di Baupost Group (uno degli hedge fund più grandi al mondo), non esclude una crisi che si manifesterà con disordini sociali e non solo con sell-off dei mercati

Un investitore miliardario - conosciuto negli Stati Uniti per essere l'equivalente di Boston del cosiddetto Oracolo di Omaha, ossia Warren Buffett - ha messo in guardia gli investitori "compiaciuti" che stanno ignorando i rischi esistenti prendendone di nuovi. Seth Klarman, a capo di Baupost Group (uno degli hedge fund più grandi al mondo), ha lanciato il suo avvertimento nella lettera annuale da 22 pagine scritta agli investitori e di cui il New York Times ha ottenuto una copia.

Shutdown, idea Kushner: Green Card per i Dreamers in cambio del muro

La Casa Bianca cerca una soluzione per mettere fine alla paralisi

Un permesso di soggiorno permanente per i 'Dreamers' in cambio dei fondi per il muro con il Messico. Sarebbe questa l'ultima idea in circolazione alla Casa Bianca per un compromesso con i democratici che faccia terminare lo shutdown, secondo tre fonti del sito Axios.

Procter & Gamble ha chiuso un trimestre con utili superiori alle stime e vendite organiche forti, cosa che ha spinto il colosso dei beni al consumo ad alzare il suo outlook.

Gli Usa celebrano Martin Luther King (e Pence lo paragona a Trump)

Oggi è il giorno festivo dedicato al leader della lotta per i diritti civili, premio Nobel per la Pace, ucciso nel 1968

Nel 1965, le marce da Selma a Montgomery, in Alabama, furono un momento fondamentale della rivolta per i diritti civili negli Stati Uniti; diritti per cui, secondo associazioni e comunità afroamericane, è ancora necessario combattere. Per questo, ancora oggi è fondamentale celebrare Martin Luther King, il leader della lotta per l'uguaglianza razziale, premiato nel 1964, a soli 35 anni, con il Nobel per la Pace, e ucciso il 4 aprile 1968 a Memphis con un colpo di fucile alla testa.

L'attivismo di Elliott mette il turbo a eBay

Il fondo di Paul Singer chiede scorpori di attività per potenziare il valore del sito di aste online
iStock

EBay ha preso il volo a Wall Street, dove il titolo sale dell'8% a 33,5 dollari. A mettere il turbo al titolo del gruppo di aste online è l'attivismo di due investitori che puntano a scorporarne alcune attività per sprigionarne il valore.