I leader del G7 a Trump: stop alla guerra commerciale

Il premier britannico Boris Johnson sceglie attentamente le parole con cui mettere in guardia il presidente Usa. Tusk (Consiglio Ue) contro nazionalismo e "nuove forme di autoritarismo"
White House

Tutti contro Donald Trump, tranne forse Boris Johnson. Si profila così questa edizione del G7 un anno dopo un summit ad alta tensione in cui il presidente americano aveva tolto la sua firma dal comunicato congiunto che i leader delle sette maggiori economie al mondo avevano concordato in Canada (lo aveva fatto dall'Air Force One che lo stava portando a incontrare il leader nordcoreano dopo avere sentito Justin Trudeau in conferenza stampa lamentarsi dei dazi americani). Per evitare il ripetersi di una debacle simile, il presidente francese Emmanuel Macron - che ospita il vertice nella località di mare di Biarritz - ha deciso che il G7 finirà senza un comunicato. Ma l'assenza di un pezzo di carta condiviso non impedirà al summit di essere all'insegna dei disaccordi.

Trump si presenterà domani mattina davanti agli altri leader in una sessione dedicata all'economia voluta dagli Usa. L'inquilino della Casa Bianca si vanterà delle sue politiche economiche, sostenendo che la sua America va a gonfie vele mentre il resto del mondo potrebbe finire in recessione. Per questo avrà un messaggio per tutti.

Minaccerà il padrone di casa, la Francia, a causa di quella che un alto funzionario dell'amministrazione ha descritto in una call con la stampa come una tassa "altamente discriminatioria", la digital tax pari al 3% per le aziende digitali con un fatturato globale di oltre 750 milioni di euro e uno di 25 milioni generato in Francia. "E' altamente controproducente", ha aggiunto il funzionario. Si tenga presente che il G7 finirà il 26 agosto come il periodo di raccolta commenti aperto dal rappresentante americano del commercio, Robert Lighthizer, che potrebbe annunciare dazi contro prodotti francesi come il vino.

Alla Germania di Angela Merkel andrà a dire che deve ridurre la sua dipendenza energetica dalla Russia. Tradotto: fermi il Nord Stream 2, il gasdotto che servirà per raddoppiare le forniture di gas russo direttamente alla nazione tedesca attraverso il Mar Baltico. A questo proposito ventilerà di nuovo sanzioni contro l'infrastruttura.

E mentre bacchetterà gli alleati della Nato, lamentandosi che non fanno abbastanza per spendere il 2% del loro Pil in difesa, Trump massaggerà la sua nascente relazione con il neo premier britannico. Quello tra i due leader sarà il primo incontro faccia a faccia da quando Johnson è diventato l'inquilino di 10 Downing Street. "La priorità", ha spiegato un funzionario, "sarà sulle discussioni riguardanti la partnership molto stretta tra Usa e Gb e sui modi per fare in modo che continui a essere così". Mentre si lavora alla Brexit, Usa e Regno Unito puntano a potenziale la loro relazione bilaterale discutendo anche di un possibile accordo commerciale. "Saremmo entusiasti di raggiungerne uno. Ci piacerebbe potere fare progressi", ha spiegato un membro dell'amministrazione Trump. Alla vigilia della sessione voluta dagli Usa, Johnson ha però fatto sapere che al leader Usa dirà di fermare la guerra commerciale inasprita con la decisione di alzare i dazi contro la Cina, cosa che venerdì  23 agosto ha mandato a picco gli indici a Wall Street. "Sono molto preoccupato di quello che sta succedendo, dell'aumento del protezionismo, dei dazi", ha dichiarato. Scegliendo accuratamente le parole con cui avvertire Trump senza però insultarlo, il premier britannico ha detto: "Coloro che supportano i dazi rischiano di essere accusati di essere responsabili di una frenata dell'economia mondiale, a prescindere dal fatto che questo sia vero o no".

Su questo anche Donald Tusk, il presidente del Consiglio europeo, è stato netto: il G7 sarà per lui un "test difficile per l'unità e la solidarietà" di fronte a un "aumento del nazionalismo e di nuove forme di autoritarismo".

Anche Macron, in un messaggio televisivo, ha espresso preoccupazione per le crescenti tensioni commerciali. Secondo lui bisogna "evitare una guerra commerciale che sta per esplodere ovunque".

Il commercio sarà in cima all'agenda di Trump, ma secondo un approccio bilaterale e non multilaterale. E infatti nel suo incontro con Trudeau, il presidente Usa discuterà dello Usmca che ancora deve essere ratificato nei Congressi delle due nazioni mentre tornerà ad attaccare l'Organizzazione mondiale del commercio. E con Shinzo Abe, Trump porterà avanti le discussioni già in corso "per aprire il mercato giapponese ai lavoratori e agli agricoltori Usa".

Il tutto andrà in scena mentre la foresta amazzonica brucia mettendo a repentaglio l'accordo commerciale siglato a giugno dopo 20 anni di negoziati tra l'Unione europea e il blocco economico sudamericano chiamato Mercosur, che comprende Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay. Tusk ha avvertito. "E' difficile immaginare un iter di ratificazione armonioso da parte dei paesi europei se il governo brasiliano permette la distruzione dei polmoni verdi del pianeta Terra", ha detto Tusk. Sia la Ue sia l'America di Trump hanno offerto aiuto al Brasile per spegnere gli incendi in un'area che chiama in causa un altro tema che separa gli Usa dal resto del mondo: il clima.

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