I leader mondiali alle Nazioni Unite per l'apertura dell'assemblea. Occhi puntati su Trump

Ci si chiede come si comporterà il presidente americano. Il discorso di Trump è atteso martedì mattina e dovrebbe essere incentrato sulla Corea del Nord e sulla riforma dell'Onu. E pare che gli Usa riapriranno sull'accordo di Parigi

Quest'anno l'apertura della assemblea generale dell'Onu, che questo martedì a New York darà il via alla sua settantaduesima sessione, non sarà solo il momento per ritornare a parlare delle crisi mondiali, della Corea del Nord, del terrorismo e dei cambiamenti climatici. Infatti, uno dei dubbi che preoccupano i vertici delle Nazioni Unite, e allo stesso tempo i leader mondiali, è quale sarà il comportamento di Donald Trump. Storicamente il presidente americano è colui che fa gli onori di casa, parlando davanti all'assemblea subito dopo il segretario generale delle Nazioni Unite.

Ma in questo momento non è ancora chiaro in che modo Trump ha intenzione di gestire l'incontro e i vari faccia a faccia che avrà nel corso dei prossimi giorni. Per ora sembra che il presidente Usa non abbia intenzione di tornare a parlare dei finanziamenti alle Nazioni Unite con attacchi plateali, come ha fatto in passato. Ma è certo che gli Usa, che sono i principali finanziatori dell'Onu con circa il 25% del budget, spingeranno per una riforma dell'istituzione, che nel corso dei prossimi giorni occuperà una serie di incontri tra i capi di stato e le delegazioni.

Riaprire sull'accordo di Parigi. Inoltre per diversi leader mondiali sarà il primo incontro con Trump e con la sua dottrina dell'America First, che il presidente Usa dovrà spiegare al mondo e che finora ha spinto gli Stati Uniti a ritirarsi dall'accordo di Parigi sul clima. Proprio su questo punto sembra che - come scrive il Wall Street Journal - l'amministrazione Trump voglia dare una chance ai leader mondiali, chiedendo di rinegoziare i termini e trovare un nuovo accordo per combattere i cambiamenti climatici.

Le Nazioni Unite e le altre potenze della Terra in questi mesi hanno letto gli atteggiamenti di Trump come un chiaro segnale di isolazionismo e di unilateralismo. Tuttavia, nonostante quanto preannunciato, per ora sembra che Trump abbia mantenuto una politica estera molto più convenzionale di quanto ci si potesse attendere. 

Un presidente 'normale'? Per ora infatti non ha mantenuto nessuna promessa: non è iniziata una guerra delle tariffe con la Cina, gli Stati Uniti non sono usciti dal Nafta, non ha ridiscusso l'accordo sul nucleare con l'Iran, ha affermato il sostegno alla Nato e infine ha dato l'ok all'invio di altri militari in Afghanistan. Ma nonostante questo, le sue parole e i tweet, continuano a preoccupare i leader mondiali, che temono che l'atteggiamento senza filtri di Trump possa creare più problemi che benefici.

Tornando alle Nazioni Unite, sembra che l'amministrazione Trump stia cercando di aumentare le attese e procrastinare un cambiamento di atteggiamento che prima o poi arriverà. "Dovete aspettare e vedrete", "Siamo passati dalle parole ai fatti", ha detto l'ambasciatore alle Nazioni Unite degli Usa, Nikki Haley. Allo stesso tempo gli Usa non hanno per nulla spinto sulle priorità fissate dalle Nazioni Unite, in particolare in riferimento agli obiettivi del secolo, che entro il 2030 prevedono l'eliminazione della fame, la riduzione dell'ineguaglianze, delle discriminazioni di genere e il migliormento della salute e dell'ambiente.

L'agenda di Trump. Lunedì Trump sarà a New York per un incotro sulla riforma delle Nazioni Unite, alla quale hanno adetito più di 120 stati mondiali, tra cui l'Italia. Il presidente Usa incontrerà i leader di Francia e Israele e organizzerà una cena con i capi di Stato dell'America Latina. Martedì parlerà davanti all'assemblea, subito dopo il segretario generale Antonio Guterres e il Brasile. Con Guterres avrà un pranzo e più tardi è previsto un incontro con il presidente dell'assemblea generale, Miroslav Lajcak. Si incontrerà anche con l'emiro del Qatar.

Mercoledì vedrà, in colloqui bilaterali, Gran Bretagna, Giordania, Egitto e l'Autorità Palestinese. Poi organizzerà una cena con i leader africani. Giovedì avrà incontri con Turchia, Afghanistan e Ucraina e un pranzo con la Corea del Sud e il Giappone. La Corea del Nord, infatti, sarà uno dei temi principali su cui Trump punterà, come ha confermato Haley. 

Infine non incontrerà Shahid Khaqan Abbasi, il nuovo primo ministro del Pakistan, Paese che Trump ha di recente attaccato, sostenendo che non stia facendo nulla contro il terrorismo.

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