Levi Strauss torna in borsa e fa il botto

Per un giorno il Nyse fa uno strappo alla regola e consente l'uso dei jeans ai trader che popolano il floor del Nyse

Ritorno in borsa con il botto per Levi Strauss. Il titolo del produttore di jeans -  già quotato nel 1971 e poi delistato nel 1984 - ha iniziato gli scambi a 22,22 dollari, in rialzo del 30,7% sul prezzo di collocamento fissato il giorno precedente a 17 dollari. Già quello era stato un segnale della forte domanda degli investitori, visto che la forchetta precedentemente indicata era pari a 14-16 dollari. La sua prima giornata di scambi è finita in aumento di quasi il 32% a 22,41 dollari.

In occasione dell'Ipo, il New York Stock Exchange ha deciso per un giorno di fare uno strappo a una sua regola permettendo l'uso di jeans ai trader che popolano il floor. In genere, questo non è possibile come infatti indicato dai cartelli che ne vietano chiaramente l'uso.

In una intervista a Cnbc proprio dal Nyse, il Ceo del gruppo, Chio Bergh, ha espresso ottimismo per le prospettive di Levi's: "Credo davvero che possiamo continuare a crescere a passo sostenuto. "Il nostro bilancio è molto forte e stiamo investendo pesantemente nella tecnologia". Nell'anno fiscale 2018 i ricavi netti dell'azienda sono stati pari a 5,6 miliardi di dollari, in rialzo del 13% sull'anno precedente. E' Bergh ad avere spiegato di volere migliorare la quota di mercato del gruppo tra le donne, in Cina e su Internet. Nel 2018, 4 miliardi di dollari di fatturato sono stati generati proprio dai capi destinati agli uomini. Solo il 3% del totale è stato generato in Cina. 

In documenti precedentemente depositati presso la Securities and Exchange Commission, l'azienda aveva detto che avrebbe venduto 36,7 milioni di titoli di cui circa 27,2 milioni dai soci e 9,5 milioni dal gruppo. Entro 30 giorni gli underwriters capitanati da Goldman Sachs e JP Morgan potranno comprare al prezzo di collocamento, meno commissioni e sconti, 5,5 milioni di titoli addizionali venduti dal gruppo.

Gran parte del ricavato dell'Ipo andrà ai discendenti del fondatore Levi Strauss, che manterranno il controllo del gruppo. Il resto sarà usato a fini aziendali tradizionali come la copertura di spese operative e spese per capitale ma anche per acquisizioni e investimenti strategici.

La storia della società risale al 1853 quando Levi Strauss si trasferì in California dalla Baviera (Germania) per aprire un negozio di tessuti legato alla famiglia. Due decenni dopo, si un" con uno dei suoi clienti lanciando l'idea di usare dei rivetti (una sorta di bottoncini) per creare un paio di pantaloni pensati per durare a lungo. Fu così che nacque l'azienda che sostiene di avere prodotto il primo paio di blue jeans. La controllata giapponese Levi Strauss K.K. è quotata a Tokyo (Giappone). Di consenguenza l'azienda già pubblica le sue trimestrali presso l'americana Securities and Exchange Commission.

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