Libia, Trump convinto da Egitto e Arabia Saudita a sostenere Haftar

Il presidente ha ribaltato la strategia Usa dopo aver parlato con il principe ereditario saudita, Mohammed bin Salman, e il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi
Ap

I leader di Arabia Saudita ed Egitto hanno convinto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, a cambiare la sua politica in Libia e a sostenere il generale Khalifa Haftar, che guida l'offensiva contro il governo riconosciuto dalle Nazioni Unite, quello del primo ministro Fayez al-Sarraj. Lo hanno riferito un alto funzionario dell'amministrazione statunitense e due funzionari sauditi al Wall Street Journal.

Il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman e il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi sostengono le milizie di Haftar, che hanno fatto ripiombare il Paese in una guerra civile. I due leader considerano il governo sostenuto dall'Occidente alleato con pericolosi estremisti islamici e, soprattutto, con i rivali regionali di Turchia e Qatar (gli estremisti islamici sono presenti in entrambi gli schieramenti). La Libia, dal 2015, è divisa tra il governo di Tripoli, sostenuto dalle Nazioni Unite, e il parlamento in Cirenaica, a cui fa capo Haftar, ex generale del rais Muammar Gheddafi, con cui aveva poi rotto i rapporti, tanto da doversi rifugiare negli Stati Uniti, dove è rimasto per quasi 20 anni.

L'offensiva di Haftar, iniziata il 4 aprile, è diventata una guerra per procura tra potenze mediorientali ed europee, soprattutto per il controllo del petrolio. Al-Sisi e bn Salman hanno chiesto a Trump, il 9 aprile, di parlare con Haftar e sostenerlo, secondo quanto riferito dalla fonte del Wall Street Journal. Il principe, secondo le stesse fonti, avrebbe detto a Trump, per convincerlo, che le milizie di al-Sarraj sono affiliate all'Isis e ad al-Qaida.

Il 15 aprile, Trump ha chiamato Haftar e gli ha dichiarato il proprio sostegno. La sua decisione ha dato un'accelerazione alla campagna militare in Libia, che ha provocato la morte di oltre 450 persone e la fuga di oltre 50.000 residenti, contribuendo inoltre all'aumento dei prezzi del petrolio. La decisione di Trump ha messo fine alla politica che gli Stati Uniti portavano avanti da anni in Libia a sostegno del governo di accordo nazionale basato a Tripoli; fino alla telefonata di Trump, il dipartimento di Stato aveva condannato l'offensiva di Haftar, unendosi alla richiesta degli alleati europei di mettere fine allo scontro armato. La Casa Bianca, dopo la telefonata, ha reso noto che Trump "ha discusso di una visione condivisa per la transizione della Libia verso un sistema politico democratico e stabile".

Il ruolo di bin Salman in questo cambio di rotta statunitense, sottolinea il Wall Street Journal, dimostra la sua enorme influenza su Trump, nonostante sia accusato dal Congresso statunitense, e non solo, di aver avuto un ruolo determinante nell'uccisione del dissidente saudita Jamal Khashoggi, giornalista del Washington Post, avvenuta a Istanbul, in Turchia, nell'ottobre 2018.

Ora, gli Stati Uniti stanno cercando di capire come far andare d'accordo il nuovo corso di Trump con gli obblighi contenuti nelle risoluzioni delle Nazioni Unite. Dalla telefonata del presidente con Haftar, il dipartimento di Stato non ha più chiesto il cessate il fuoco.

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