Lo sguardo di Annie Leibowitz in mostra a Washington


Al Smithsonian Museum scatti recenti di un viaggio attraverso l'America


26.01.12

14:49

Ha iniziato negli anni Settanta come fotografa del magazine musicale Rolling Stone, nel 1980 ha realizzato il celebre scatto che ritrae John Lennon nudo, accovacciato vicino a Yoko Ono, e nel 2009 è stata scelta per il primo ritratto ufficiale della famiglia Obama. Dopo aver realizzato, negli ultimi quarant'anni, alcuni degli scatti che segnano la storia del rock, del cinema e della cultura americana, adesso Annie Leibowitz ci rivela come si posa il suo sguardo su ciò che la circonda, quali paesaggi e particolari sono in grado di catturare il suo occhio e toccare la sua sfera emotiva.

La mostra "Annie Leibovitz: Pilgrimage", da poco inaugurata al Smithsonian Museum di Washington, presenta 64 fotografie scattate nell'arco di due anni, tra la primavera del 2009 e del 2011, nel corso di viaggi attraverso l'America, i suoi luoghi, le sue case e gli oggetti di memorie personali. Per questo suo progetto, quasi in risposta alla fama che ha conquistato come ritrattista, Leibovitz non ha incluso persone. La presenza umana si sente, anche se impalpabile, negli scatti di interni di case, immagini intime, che raccontano la vita degli abitanti, così come il patrimonio culturale di cui l'autrice  si sente debitrice. Sono infatti le stanze delle case di personaggi come Thomas Jefferson, Emily Dickinson, Georgia O'Keeffe, Pete Seeger, e Elvis Presley, dove Leibowitz sceglie accuratamente dipinti appesi alle pareti, libri e oggetti che apprezza particolarmente.

Accanto alle atmosfere raccolte delle abitazioni, "Pilgrimage" presenta anche il paesaggio americano nelle sue accezioni più eclatanti, dallo sguardo sulla grandiosità delle cascate del Niagara, all'immagine del silenzio palpabile in un bosco autunnale. L'esibizione, annunciata dal museo come una sorta di "testamento" della fotografa, è stata descritta da Leibowitz come "un progetto che ho fatto per me. Voglio essere catturata in una fotografia, non farla".

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