Lvmh acquista Tiffany per 16,2 miliardi di dollari

L'annuncio ufficiale dato dai due gruppi. Per la chiusura dell'operazione bisognerà aspettare la metà del 2020

Lvmh, colosso francese del lusso, ha raggiunto un accordo per rilevare il gruppo statunitense dei gioielli di lusso Tiffany & Co per 135 dollari per azione in contanti, nell'ambito di una transazione del valore di 14,7 miliardi di euro o 16,2 miliardi di dollari. È quanto si legge in una nota di Lvmh, in cui si sottolinea che l'acquisizione rafforza la presenza di Lvmh negli Stati Uniti e nel comparto dei gioielli. L'operazione, che secondo le previsioni sarà chiusa alla metà del 2020, è già stata approvata dal Cda di entrambe le società.

"Siamo lieti di avere l'opportunità di dare il benvenuto a Tiffany, un'azienda con un patrimonio senza pari e una posizione unica nel mondo dei gioielli globale" ha dichiarato Bernard Arnault. "Abbiamo un immenso rispetto e ammirazione per Tiffany e intendiamo sviluppare questo gioiello con la stessa dedizione e impegno che abbiamo applicato a ciascuno dei marchi della nostra Maison. Siamo orgogliosi di avere Tiffany al fianco dei nostri marchi iconici, garantendo che Tiffany continuerà a prosperare per i secoli a venire".

"A seguito di una revisione strategica che includeva un processo interno ponderato e una consulenza esterna di esperti - ha aggiunto Roger N. Farah, presidente del Cda di Tiffany - il Consiglio ha concluso che la transazione con Lvmh offre un entusiasmante percorso, con un gruppo che apprezza e in cui investirà le risorse uniche di Tiffany e il forte capitale umano, pur offrendo un prezzo convincente che crea valore per i nostri azionisti".

"Tiffany - ha concluso Alessandro Bogliolo, amministratore delegato di Tiffany - si è concentrata sull'esecuzione delle priorità strategiche chiave per favorire una crescita sostenibile a lungo termine. Questa transazione, che si verifica in un momento di trasformazione interna per il nostro marchio leggendario, fornirà ulteriore supporto, risorse e slancio per queste priorità mentre ci evolviamo per diventare The Next Generation Luxury Jeweler. Come parte del gruppo Lvmh, Tiffany raggiungerà nuove vette, sfruttando la sua notevole competenza interna, senza pari".

Tiffany aveva respinto l'offerta iniziale tutta in contanti di 120 dollari ad azione, definendola troppo bassa; nei giorni scorsi, si era parlato di un'offerta alzata a 130 dollari ad azione, che aveva convinto Tiffany a dare accesso ai suoi libri, consentendo a Lvmh di svolgere una due diligence riservata. I 135 dollari ad azione rappresentano un cospicuo premio per gli azionisti di Tiffany rispetto allo scorso mese, quando ancora non era emerso l'interesse del gruppo francese, e pari all'8% rispetto alla chiusura di venerdì. L’acquisto di Bulgari da parte di Lvmh nel 2011 ha dato impulso alla divisione più piccola e più recente del gruppo, quella di gioielli e orologi, che comprende anche Hublot e Tag Heuer. Tuttavia, l’attività rappresentava il 9% dei ricavi e il 7% degli utili di Lvmh nel 2018, circa un quinto del core business costituito da moda e borse, che include marchi come Christian Dior, Givenchy e Louis Vuitton. Lvmh - che ha una capitalizzazione di quasi 200 miliardi di dollari - prevede di mantenere separati i marchi Bulgari e Tiffany.

Tiffany sta subendo la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina. Al calo del turismo cinese negli Stati Uniti - che contribuiva alle vendite sul mercato statunitense - la catena di gioielleria aveva provato a rispondere aprendo nuovi negozi in Cina, ma lì è stata colpita dai nuovi dazi cinesi sui gioielli Made in Usa. Tiffany ha oltre 300 negozi nel mondo e circa 4 miliardi di dollari in fatturato annuale.

L'amministratore delegato di Tiffany, Alessandro Bogliolo, ha lavorato per 16 anni in Bulgari, vivendo anche il passaggio della casa orafa romana nelle mani del gruppo parigino; poi, il manager italiano è stato a capo della divisione nordamericana di Sephora, altro marchio di Lvmh, per poco più di un anno. L'acquisizione di Tiffany è la più grande da parte di Lvmh, guidata da tre decenni dal miliardario Bernard Arnault.

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