Magic Leap One, gli occhiali per la realtà aumentata dal 2018

Permettono di vedere oggetti virtuali nella realtà

Dopo un anno di annunci i visori per la realtà aumentata sono pronti per arrivare sul mercato. Si chiamano Leap One e sono prodotti dalla startup con sede in Florida Magic Leap. Saranno venduti dal 2018 e promettono di portare le atmosfere sci-fi e cyber-punk nella vita di tutti i giorni: gli occhiali permettono infatti di vedere oggetti virtuali perfettamente integrati nella propria realtà.

Gli occhiali vengono venduti con un controller che permette di muoversi all'interno della nuova realtà e un dispositivo per collegarli a un computer. Non è ancora chiaro il presso e nonostante si parli del 2018, non sappiamo con certezza quale sia la data di uscita. Dal 2015 la startup americana promette di iniziate a vendere il suo prodotto.

Ma come scrive the Verge, l'uscita sul mercato dei primo occhiali per la realtà aumentata pone molti problemi collegati alla privacy: la piattaforma di Magic Leap infatti raccoglie dati costantemente per poter offrire una esperienza completa, registra e filma qualsiasi cosa. La fotocamera registra tutti i volumi reali e il microfono interni riesce a raccogliere i comandi audio.

Ma i brevetti di Magic Leap propongono possibilità che danno molto spazio alle grandi aziende per fare pubblicità. Un esempio per tutti: Starbucks può mostrare con oggetti virtuali le sue caffetterie più vicine e proporre di acquistare caffè.

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Continua l'esodo in Twitter. Il direttore operativo del sito di microblogging ha dato le sue dimissioni per accettare l'incarico - effettivo dal primo marzo - di amministratore delegato di Social Finance, azienda specializzata nei prestiti online il cui Ceo lo scorso anno fu costretto ad andarse per via di accuse di molestie. Si tratta di Anthony Noto, entrato in Twitter nel luglio 2014 come direttore finanziario e dal novembre 2016 a capo di attività che comprendono la generazione delle vendite dell'azienda.

In Usa è scattato lo shutdown: cosa è e cosa comporta

Per la prima volta dall'ottobre 2013, il governo federale subisce una paralisi parziale. La Casa Bianca accusa i democratici

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L'uomo a capo del Russiagate vuole interrogare tra qualche settimana il presidente americano. E vuole concentrarsi sulle decisioni che lo portarono a silurare prima il suo consigliere per la sicurezza nazionale, Michael Flynn, e poi il direttore dell'Fbi, James Comey. C'è anche interesse sul pressing esercitato da Donald Trump sul suo segretario alla Giustizia, minacciato più o meno apertamente in varie occasioni di essere cacciato. Lo scrive il Washington Post citando due fonti anonime. Se confermata, l'indiscrezione dimostrerebbe come l'inchiesta sulla presunta interferenza della Russia nelle elezioni Usa del 2016 e sulla potenziale collusione tra la campagna di Trump e Mosca si stia intensificando.

Fine dello shutdown, democratici contro Schumer: "Battaglia persa in partenza"

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