Mangia (sano) come parli (italiano): studenti americani a lezione di lingua e cucina

Un'iniziativa dello Iace insegna ai ragazzi come mangiare sano preparando la pasta

Altro che algebra e letteratura. Questa mattina alcuni fortunati studenti americani sono andati a lezione di cucina italiana. All’International Culinary Center di New York circa settanta ragazzi tra i 10 e i 15 anni hanno imparato a preparare spaghetti alle verdure, gnocchi al pesto e ravioli al pomodoro sotto la guida dello chef Cesare Casella e di un’insegnante di italiano che, scandendo le parole “al dente”, “salata”, “insipida”, “scotta”, insegnava ai bambini come valutare e commentare un piatto di pasta.

L’evento, dal titolo Mangia sano e parla italiano, è stato organizzato dallo Iace (Italian American Committee on education), un’istituzione affiliata al Consolato italiano e al ministero degli Esteri che da decenni promuove la cultura e la lingua italiana negli stati di New York, New Jersey e Connecticut. “Vogliamo coinvolgere i ragazzi in questa iniziativa, per insegnare loro a cucinare sano e a parlare un po’ italiano” ha spiegato il presidente dello Iace Berardo Paradiso, ringraziando Barilla (marchio leader nel settore della pasta anche negli Stati Uniti) come partner del progetto.

Ma la conoscenza dell’Italia e dell’italiano non passa solo dal gusto. “La settimana prossima li porteremo all’opera - ogni anno portiamo circa 2 mila studenti americani a teatro - per avvicinarli alla nostra cultura tramite la musica. Tra un mese invece visiteranno lo showroom della Ferrari, per scoprire l’Italia anche tramite la tecnologia”, ha raccontato Berardo tenendo a precisare che “il 70 per cento dei fondi per i programmi proviene dal governo italiano e dall’ambasciata italiana a Washington”.

"Questa iniziativa ci sta molto a cuore, perchè riguarda un modo di imparare a mangiare sano in modo divertente e interessante, apprendendo qualcosa di più della cultura italiana e della sua lingua" ha commentato il console generale a New York, Natalia Quintavalle, che ha presenziato all’evento. “Gli italiani sono associati all’idea della dieta mediterranea. E la dieta mediterranea è iscritta nella lista redatta dall’Unesco del patrimonio culturale immateriale dell’umanità”. Il cibo italiano, commenta Quintavalle, è un tema importante perchè “nutre bene il corpo, il cervello e lo spirito”.

In effetti negli Stati Uniti il tema dell’educazione alimentare è più che mai attuale. La first lady Michelle Obama ne ha fatto una missione, ma cambiare le abitudini culturali non è semplice, soprattutto quando suona come un’imposizione, e in mezzo ci sono dei bambini. Da qui il fallimento delle diete salutiste introdotte nelle scuole pubbliche, dove, come riportava lo scorso dicembre il Los Angeles Times, i ragazzi rifiutavano di mangiare l’insalatina di quinoa e ripiegavano su junk food nascosti negli zaini e scambiati sottobanco. L’incontro tra sapore, semplice ma stuzzicante, e salute, si trova invece facilmente nella cucina italiana, in un buon piatto di pasta condito con ingredienti di qualità: ecco perchè l'educazione alimentare dei giovani studenti americani può passare da un invito ad avvicinarsi alla cultura del Bel Paese. “Gli ingredienti per cucinare bene devono essere pochi ma buoni, come gli amici!” ha spiegato ai ragazzi lo chef Casella, proprietario di Salumeria Rosi, una celebre gastronomia newyorkese.

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