Manning si candida al Senato, sfida all'establishment democratico

L'ex analista militare, graziata da Obama dopo 7 anni di carcere per aver rivelato informazioni riservate, ha presentato domanda per correre in Maryland. Alle primarie, dovrà battere il senatore Cardin. Per ora, da parte sua, nessun annuncio ufficiale
Ap

Chelsea Manning, l'ex analista militare graziata da Barack Obama dopo sette anni di carcere, si è registrata per candidarsi come democratica al Senato federale statunitense. Manning, che trasmise a Wikileaks centinaia di migliaia di documenti riservati - compresi quelli sulle operazioni statunitensi in Iraq e Afghanistan - ha presentato la domanda per candidarsi nello Stato del Maryland, dove vive da quando è uscita dal carcere, e sfidare alle primarie il senatore Ben Cardin, che cercherà di ottenere il suo terzo mandato.

Manning non ha voluto commentare la sua registrazione alla Federal Election Commission, datata 11 gennaio, ma potrebbe farlo nei prossimi giorni, secondo il Washington Post. Per vedere il proprio nome sulla scheda elettorale, Manning dovrà registrarsi anche al Maryland State Board of Elections.

La notizia, iniziata a circolare il 13 pomeriggio, è stata accolta con sorpresa dalla classe politica del Maryland. Cardin, capogruppo democratico alla commissione Esteri, ha una base di finanziatori molto solida in Maryland e appare inattaccabile nel suo Stato. La candidatura di una persona così nota a livello nazionale potrebbe però convincere molti donatori democratici a farsi avanti in aiuto di Manning per promuovere un'agenda politica più progressista.

Manning, 30 anni, fu condannata per spionaggio e altri reati nel 2013, dopo aver trasmesso a Wikileaks centinaia di migliaia di dispacci diplomatici riservati, che hanno svelato anche gli abusi dei soldati statunitensi e l'uccisione di civili in Iraq. Condannata a 35 anni di carcere, l'ex analista militare dell'esercito, il 17 gennaio 2017, ha visto la sua condanna commutata a sette anni, a partire dal suo arresto nel 2010, dall'allora presidente Barack Obama, ed è uscita di prigione il 17 maggio 2017. In carcere ha iniziato la transizione per cambiare sesso e diventare donna (nata con il nome Bradley, è diventata legalmente Chelsea Manning nel 2014).

Divenuta una voce importante a sostegno dei diritti dei transgender e delle libertà civili, considerata da molti un'eroina e, da tanti altri, una traditrice (tra cui il presidente Donald Trump), era stata recentemente nominata "visiting fellow" della scuola di politica di Harvard, che poi aveva deciso di tornare sui propri passi dopo le polemiche create.

La voce più critica contro l'iniziale decisione di Harvard era stata quella della Cia: l'ex vicedirettore sotto Obama, Michael Morell, aveva rinunciato alla fellowship, definendo l'invito a Manning "totalmente inappropriato". Ore dopo, il direttore della Cia, Mike Pompeo, aveva annullato un suo intervento all'università di Harvard proprio a causa dell'invito a Manning, "una traditrice del suo Paese". "La signora Manning rappresenta il contrario di tutto ciò per cui i coraggiosi uomini e donne con cui lavoro si battono". Pompeo, che ha frequentato la Harvard Law School, ha detto che è "vergognoso" che Harvard abbia dato il suo "visto d'approvazione" alle azioni di Manning. Ore dopo, era arrivato il commento di Manning, affidato a Twitter: "Onorata di essere la prima donna trans disinvitata come visiting fellow di Harvard. Smorzano le voci marginalizzate sotto la pressione della Cia". "È questo l'aspetto di uno Stato militare/di polizia/d'intelligence. La Cia ha deciso cosa insegnare e cosa no a Harvard".

La Costituzione statunitense permette ai cittadini con condanne penali di candidarsi al Congresso. Il Maryland, poi, richiede semplicemente che un candidato abbia almeno 30 anni, sia cittadino statunitense da almeno nove anni e residente nello Stato. 

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