Marchionne torna al Nyse: Ferrari ha prospettive "fenomenali"

Il Ceo celebra il 70esimo anniversario della nascita del gruppo. Dopo il flop in F1 in Giappone resta ottimista: la stagione non è persa ma "sciocchezze tecniche danno veramente fastidio". Apre a un Suv del Cavallino Rampante. No scorporo Jeep da Fca

Due anni dopo la quotazione di Ferrari, Sergio Marchionne è tornato al New York Stock Exchange. Lo ha fatto per celebrare il settantesimo anniversario dalla nascita del gruppo di Maranello, il cui titolo ha guadagnato oltre il 110% dall'ottobre 2015, quando sbarcò in Borsa con un prezzo di collocamento di 52 dollari. Ora ne vale 116. Di questo il Ceo e presidente si è detto "felice" anche perché ha dimostrato al mercato che aveva ragione a esigere una valutazione tipica di gruppi appartenenti alla categoria del lusso. Non a caso lui è "long" sul titolo dal simbolo RACE (corsa), ha fiducia in un marchio in cui ha creduto ancora prima di entrate in Fiat quando era "un aspirante cliente della Scuderia" ed è convinto che l'azienda - che apre all'elettrificazione e ai Suv mentre esclude uno scorporo di Jeep da Fca e nozze con Great Wall - abbia prospettive "fenomenali". E questo nonostante l'ennesimo flop tecnico nella Formula Uno.

Flop al Gran Premio in Giappone, colpa di una "sciocchezza tecnica"
All'indomani del Gran Premio di Suzuka in Giappone, dove il pilota Sebastian Vettel è stato costretto a ritirarsi durante il quinto giro per una rottura di una candela di accensione, Marchionne è rimasto fiducioso: "Ci sono ancora quattro gare. Non è persa. L'impegno continua". Certo è che avere un problema a una componente "che costa 59 euro" in una vettura che ne vale milioni "dà veramente fastidio"; è una "una sciocchezza tecnica". Il top manager italo-canadese ha promesso: "Aggiusteremo" il problema, che "probabilmente abbiamo ignorato nel tempo" ma che ha avuto un "impatto devastante" sulla performance della Scuderia. Lo hanno dimostrato gli intoppi a Singapore, in Malesia e appunto in Giappone.

F1: la stagione non è persa
Spiegando che "la stagione non è persa", Marchionne ha aggiunto: "Con tutta la modestia che abbiamo in Ferrari, credo la macchina abbia fatto passi avanti enormi. Senza fare l'arrogante, credo che sia allo stesso livello se non superiore alla Mercedes". Lui è "sicuro" che senza i problemi nelle ultime tre gare, dal Nyse avrebbe fatto un "discorso diverso". Il Ceo di Ferrari non ha voluto parlare di sfortuna, "perché non ci credo. Sono cose che succedono a tutti noi, specialmente in gara". Per lui la cosa importante è "non perdere la fiducia che ci ha portato fin qui". Anche perché "bisogna ricordarsi che l'anno scorso non ci aveva scommesso nessuno che la Ferrari si sarebbe trovata in queste condizioni". Anche per questo lui è "contentissimo di quello che ha fatto la squadra" e ha una fiducia "immensa" nella possibilità che nelle prossime quattro gare "per lo meno gran parte del divario con la Mercedes riusciremo a colmarlo".

Marchionne continua a esercitare una "disciplina enorme nel rispettare i principi di esclusività" che si applicano a un prodotto di eccellenza dovuto a un "grandissimo sforzo di un gruppo di ragazzi a Maranello che hanno disegnato macchine bellissime e fanno veramentre contenti i clienti". Questi ultimi, ha detto, si comportano come bambini in un negozio di giocattoli quando hanno di fronte una Ferrari. E' successo durante le celebrazioni dedicate a Ferrari organizzate nel fine settimana a New York City, dove le vetture del gruppo erano in mostra in quattro punti a Manhattan incluso il Rockfeller Center. Ed è successo come due anni prima fuori dal Nyse, dove alcuni esemplari Ferrari sono stati esibiti nel giorno in cui Marchionne ha suonato la campanella di avvio delle contrattazioni di borsa. "Riuscimamo a fermare il traffico a New York quando vogliamo", ha dichiarato con un pizzico di vanto precisando che "negli scorsi tre anni, da quando abbiamo riorganizzato la Ferrari, e anche grazie al "grande lavoro" fatto dal suo predecessore Luca Cordero di Montezemolo, "abbiamo ormai creato un'azienda che non ha pari nel mondo".

Un futuro semi-elettrico. Apertura al Suv Ferrari
La strategia futura? Continuare così, cercando di "fare soldi, che è importante". "Poi la borsa apprezzerà". Un "contentissimo" Marchionne ha ribadito che anche le vetture Ferrari avranno "eventualmente una componente" elettrica "ma non possiamo mai togliere il motore alla Ferrari altrimenti perdiamo il senso di quello che facciamo".

Quanto ai Suv, Ferrari ci sta veramente pensando. La casa di Maranello è "oltre" la sola presa in considerazione per la realizzazione di un simile veicolo. Ci vorranno "30 mesi" per decidere sulla produzione, che sarebbe comunque limitata per preservare l'esclusività. Con queste parole il Ceo del Cavallino rampante si è spinto oltre rispetto alla conference call di agosto, quando disse che un Suv "probabilmente ci sarà". Ma in una call precedente aveva escluso una simile ipotesi dicendo che Ferrari "non ha mai prodotto un Suv nella sua vita e continuiamo a sentire una pressione fenomenale dall'esterno per farne uno perché tutti sanno che se la Ferrari lo facesse, lo potrebbe vendere". In quell'occasione Marchionne ammise: "E' probabilmente vero" che l'aziende saprebbe venderlo, "ma faccio fatica a immaginare un'auto che può essere venduta da Ferrari e che non ha le dinamiche di guida di una delle nostre vetture per passeggeri". Il manager italo-canadese concluse dicendo che "dobbiamo essere sufficientemente disciplinati a non bastardizzare il marchio portandolo in luoghi dove non siamo mai stati e in cui il dna viene distrutto dai requisiti tecnici dell'auto" stessa.

Fca: nessuno scorporo di Jeep, esclude nozze con Great Wall
Se ne saprà di più quando Ferrari presenterà il nuovo piano industriale nel primo semestre del 2018. Nel frattempo Marchionne è tornato a sottolineare l'esigenza di consolidamento nel settore auto escludendo però una vendita di Jeep, il suo marchio redditizio di Suv. "Non abbiamo ricevuto inviti di consolidamento, almeno non da persone che ci darebbero benefici" motivo per cui "portiamo avanti la nostra strategia, siamo sulla strada giusta". Mentre gli analisti continuano a credere che un potenziale acquirente possa arrivare dalla Cina, magari con l'aiuto di Pechino, Marchionne esclude nozze con Great Wall: il gruppo cinese non sarebbe la risposta giusta per Fiat Chrysler Automobiles anche perché un'operazione del genere sarebbe difficile dal momento che le due aziende non vantano sovrapposizioni in termini di mercati o prodotti. Ci sono poi "questioni sensibili associate a merger transnazionali" e secondo il Ceo di Fca quelle questioni non sono state affrontate in modo approfondito tra le due aziende. Lo scorso agosto Great Wall ha mostrato interesse in Fca (nella sua interezza o a sue parti), cosa che insieme a indiscrezioni di uno scorporo di Magneti Marelli o Alfa Romeo ha alimentato il rally del titolo. A Wall Street Fca da inizio anno ha guadagnato il 95% e negli ultimi 12 mesi il 175% seminando i concorrenti americani GM e Ford.

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