Marchionne torna alla Casa Bianca. Trump: "il mio preferito"

Il Ceo di Fca: revisione standard "cosa giusta da fare". Dieci top manager hanno discusso di standard su emissioni ed efficienza dei consumi. La California, contraria allo smantellamento regolatorio voluto dal presidente, al centro dell'incontro

Il presidente americano ha riunito nella Roosevelt Room della Casa Bianca i Ceo di 10 produttori di auto. Per la prima volta dal gennaio 2017, i numeri uno dei tre gruppi di Detroit si sono ritrovati nella stessa stanza con Donald Trump. Sergio Marchionne, Ceo di Fiat Chrysler Automobiles, era presente infatti insieme a James Hackett, Ceo di Ford, e Mary Barra (Ceo di General Motors).

Trump: Marchionne? Il mio preferito
Il manager italo-canadese ha subito portato a casa una sorta di complimento: è "il mio uomo preferito nella stanza", ha detto il presidente americano che in uno scambio rapido di battute con Marchionne ha fatto un riferimento impreciso al trasferimento dal Messico a Warren (Michigan) della produzione del pickup truck Ram Heavy Duty. Fca comunicò quella decisione l'11 gennaio scorso, quando annunciò anche un bonus speciale da 2.000 dollari per circa 60.000 dipendenti Usa, leadership di alto livello esclusa. Come suo solito, Trump ha parlato solo del trasferimento di quella produzione come se Fca lasciasse il Messico ma così non è. Una volta completato il trasferimento nella fabbrica di Warren, stimato nel 2020, per la località messicana di Saltillo il focus di Fca sarà su veicoli commerciali destinati a essere distribuiti in tutto il mondo.

L'incontro si è concentrato sulle regolamentazioni riguardanti emissioni ed efficienza dei consumi ma è stato usato anche per discutere del North American Free Trade Agreement, l'accordo di libero scambio tra Usa, Canada e Messico che il leader Usa vuole riscrivere perché rappresenta un "disastro orribile".

Al tavolo si sono osservati sostanzialmente due schieramenti: quello dell'amministrazione Trump, che si prepara a smantellare la normativa voluta dal governo precedente di Barack Obama e difesa da Stati come quello della California; e quello dei produttori di auto, che secondo il 45esimo Commander in chief non hanno reagito con entusiasmo ai suoi piani pensati per aiutarli a ridurre i costi e a rispondere alle esigenze dei consumatori (che in Usa chiedono sempre di più Suv e pickup truck).

E' vero che le case automobilistiche si sono lamentate di standard troppo rigidi ma l'allentamento regolatorio che Washinton si appresta a realizzare è così ampio che - è la tesi - creerà più problemi che benefici. Alla vigilia dell'incontro, nel corso dell'assemblea annuale dei soci di Ford, il Ceo Jim Hackett e il presidente Clay Ford Jr avevani espresso il desiderio di un compromesso: "Non stiamo chiedendo all'amministrazione uno smantellamento" delle regolamentazioni. "Vogliamo la California al tavolo [dei negoziati] e vogliano standard nazionali unici che includano la California". Lo Stato sulla costa occidentale degli Usa può infatti determinare i suoi standard sulle emissioni e idealmente vorrebbe veicoli a zero emissioni. Il cosiddeto Golden State ha lanciato una causa contro il governo Trump proprio per fermare il passo indietro regolatario; molti Stati di orientamento democratico hanno seguito il suo esempio. In totale sono 17 gli Stati più il District of Columbia ad avere aderito all'azione legale; insieme rappresentano 140 milioni di persone e oltre il 40% del mercato auto.

Marchionne: revisione standard "cosa giusta da fare"
In una intervista a Reuters precedente all'incontro alla Casa Bianca, Marchionne ha espresso la speranza che si possa trovare un accordo su come andare avanti. Il Ceo di Fca si è detto "a sostegno totale" degli sforzi di Trump "per cercare di rianalizzare la questione alla luce delle circostanze in cambiamento". Dicendo di sperare in un accordo tra Washington e la California per il mantenimento di standard nazionali sulle emissioni, Marchionne ha aggiunto: Trump "probabilmente è il migliore deal maker che non vedevo da tanto tempo. Dovremmo dargli la possibilità di lavorare".

Successivamente al summit, il Ceo di Fiat Chrysler Automobiles ha detto di avere "apprezzato l’opportunità avuta oggi di discutere con il presidente del nostro comune impegno nei confronti dell’industria dell’auto". Nel nostro settore, ha continuato, "le preferenze dei consumatori e gli sviluppi tecnologici sono in continua evoluzione e, pertanto, rivisitare e valutare gli standard dell’EPA (l'Agenzia per la protezione ambientale americana, ndr), come originariamente previsto, è la cosa giusta da fare".

"Il processo è nelle sue fasi iniziali e trarre conclusioni affrettate e ipotizzare un esito sarebbe quindi un errore", ha aggiunto il top manager italo-canadese. Marchionne si è detto "ottimista" che il presidente Usa "riuscirà a trovare il modo di preservare un programma nazionale che stimoli miglioramenti continui nell’efficienza dei veicoli e al contempo ci permetta di realizzare veicoli che i nostri clienti vogliano acquistare, a prezzi a loro accessibili". Per il numero uno di Fca, "Raggiungere questo risultato richiede la volontà di tutte le parti di arrivare a compromessi attraverso un dialogo ponderato e basato su dati".

L'Alliance of Automobile Manufacturers - associazione che rappresenta i principali produttori di auto tra cui le americane Fca Us (controllata di Fiat Chrysler Automobiles), Ford, General Motors ma anche la giapponese Toyota e la tedesca Volkswagen - ha recentemente spiegato ai legislatori Usa che sostiene standard "in linea con le realtà di mercato". L'obiettivo è avere standard unici, tanto in California quando negli altri Stati.

Non è chiaro quanto i singoli gruppi di auto siano disposti a vedere una inversione a U sulle regolamentazioni così come non è chiaro quale tempistica vorrebbero. Resta poi da capire se Trump cercherà un compromesso con la California. Secondo il Wsj, allo studio dell'Agenzia per la protezione ambiantale e della National Highway Traffic Safety Administration, agenzia parte del dipartimento americano dei Trasporti che è preposta a garantire la sicurezza sulle strade americane, ci sono varie opzioni. Tra di esse anche quella di togliere alla California il potere di determinare le sue regole. Non resta che negoziare fino a fine maggio o inizio giugno, quando l'Epa dovrebbe presentare a Trump la sua proposta.

Altri Servizi

Facebook respinge le accuse del Nyt sul tentativo di nascondere gli scandali: "Semplicemente false"

Zuckerberg e Sandberg rispondono al quotidiano, secondo cui i due manager avrebbero cercato di non far emergere le prove contro la società, spargendo poi informazioni false su rivali e critici
Facebook

Mark Zuckerberg e Sheryl Sandberg, amministratore delegato e direttrice operativa di Facebook, hanno respinto le accuse lanciate dal New York Times, che in un articolo ha sostenuto che i due manager avrebbero nascosto le prove sul Russiagate e sullo scandalo Cambridge Analytica per non danneggiare la società. Zuckerberg ha detto che l'articolo è "semplicemente falso" e ha difeso Sandberg, affermando che nessuno dei due era a conoscenza della collaborazione con Definers Public Affairs, una società di comunicazione politica di stampo conservatore, che sarebbe stata usata per screditare rivali come Google e Apple e critici di Facebook come il miliardario George Soros. Dopo la pubblicazione dell'articolo del New York Times, Facebook ha rescisso il contratto con Definers.

Wall Street soffre a causa dei titoli tech

Ieri, lo S&P in ripresa dopo 5 cali consecutivi
iStock

Wall Street, attenzione rivolta al petrolio

L'Arabia Saudita ha annunciato un taglio della produzione per alzare i prezzi
AP

Commercio, Trump: "La Cina vuole un accordo, penso che lo troveremo"

Il presidente Usa: "Ma serve commercio reciproco: la Cina è così oggi grazie a noi"

"La Cina vuole un accordo commerciale" con gli Stati Uniti e "penso che lo troveremo". Con queste parole, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha espresso il proprio ottimismo sui rapporti tra le due principali potenze mondiali, parlando con i giornalisti alla Casa Bianca.

In vigore il blocco di Trump, che impedisce ai migranti irregolari di chiedere asilo in Usa

Proclamazione presidenziale firmata dal presidente: "Le persone possono venire, ma devono farlo legalmente". Intanto, 4.000 migranti centroamericani hanno ripreso la marcia verso il confine, lasciata Città del Messico
Immigration and Customs Enforcement

È entrato in vigore la proclamazione presidenziale, firmata venerdì dal presidente statunitense Donald Trump, che sospende la concessione dell'asilo ai migranti che attraversano il confine con il Messico illegalmente; una mossa decisa per scoraggiare le migliaia di persone attualmente in marcia verso il Paese. Questo significa che i migranti dovranno presentarsi ai posti di frontiera per poter chiedere l'asilo, salvo rare eccezioni. Gli avvocati che difendono i diritti dei migranti si sono messi subito al lavoro per cercare di bloccare l'ordine in tribunale.

Commercio: è di nuovo scontro tra Usa e Cina

Botta e risposta tra il vicepresidente americano Mike Pence e il presidente cinese Xi Jinping in Papua Nuova Guinea
Ap

Almeno a parole, né gli Stati Uniti né la Cina sembrano disposti a fare un passo indietro nella guerra commerciale che li vede protagonisti, e questo anche dopo il velato ottimismo espresso dal leader americano Donald Trump. I due Paesi hanno difeso le loro rispettive posizioni durante il summit Asia-Pacific Economic Cooperation a Papua Nuova Guinea, nell'Oceania. Lo hanno fatto attraverso, rispettivamente, il vicepresidente Mike Pence e il presidente Xi Jinping (che a fine mese vedrà Trump in Argentina a margine del G20).

Levi's vuole riportare i suoi jeans in borsa

Ipo attesa all'inizio del 2019. Il gruppo punta a una valutazione di 5 miliardi di dollari

Il produttore dei primi blue jeans sta per sbarcare in borsa. Levi Strauss & Co (Levi's) punta a raccogliere tra i 600 miliardi di dollari e gli 800 miliardi attraverso una Ipo che valuterebbe l'azienda fino a 5 miliardi di dollari. Lo riferisce Cnbc citando alcune fonti secondo cui la quotazione è prevista nel primo trimestre del 2019.

Wall Street, giornata di dati macro

Tra quelli in programma, sussidi di disoccupazione, prezzi all'importazione e vendite al dettaglio
AP

Buffett scommette su Jpm, annuncia quota da 4 miliardi di dollari

L'uomo a capo di Berkshire Hathaway è ottimista sul settore bancario Usa. Punta anche su Oracle. Esce da Walmart
AP

Warren Buffett scommette su JP Morgan e il settore bancario americano in generale. Berkshire Hathaway, la conglomerata controllata dal celebre investitore, ha annunciato una partecipazione nella banca di Jamie Dimon con cui all'inizio del 2018 aveva unito le forze insieme ad Amazon per lanciare una joint venture volta a ridurre i costi sanitari per i rispettivi dipendenti.

Nyt: Facebook ha cercato di insabbiare gli scandali

Il social network ha cercato di nascondere le prove su Russiagate e scandalo Cambridge Analytica; poi, ha lanciato una campagna per screditare i critici, a partire da Soros
AP

I massimi dirigenti di Facebook hanno a lungo negato e nascosto le prove sul Russiagate e sullo scandalo Cambridge Analytica. A Menlo Park, sapevano che degli hacker russi stavano usando il social network per cercare di influenzare le elezioni presidenziali statunitensi nel 2016 e conoscevano bene anche gli errori commessi nella gestione della privacy degli utenti. Poi, una volta finiti al centro dello scandalo, hanno lanciato una campagna di lobbying per combattere i critici e screditarli, a partire dal miliardario George Soros, e spostare l'attenzione sulle società tech rivali, su cui hanno fatto uscire articoli negativi.