Marco Glaviano: il fotografo delle top model con la passione per il jazz

Fino al 15 giugno 2019, le sue opere esposte alla Space Gallery St Barth/Soho a New York. Il suo lavoro più bello? Ritratti di jazzisti in un libro ancora da pubblicare
Space Gallery St Barth/Soho

"Il mio lavoro più bello è questo". Marco Glaviano non indica una ventenne Paulina Porizkova, nuda, nascosta da grandi foglie verdi e umide. Non indica lo sguardo profondo di Claudia Schiffer o un bacio mandato dalle labbra di una giovanissima Cindy Crawford con gli occhi chiusi e un ciuffo ribelle di capelli sul viso. Sta per inaugurare la sua nuova mostra a New York. Ma non è alle opere esposte fino al 15 giugno prossimo alla Space Gallery St Barth/Soho a cui il famoso fotografo fa riferimento, ma a un libro mai pubblicato, sul quale ha iniziato a lavorare nel 1965. "Ne ho pubblicati 15 ma questo non ancora". Il contenuto? Ritratti di jazzisti. "La mia grande passione".

L’amore per la musica è sbocciata quando, ventenne, frequentava i festival jazz dove suonava il vibrafono e fotografava. "Ti faccio vedere una bozza, ce l'ho qui, in galleria". I ritratti vanno da John Coltrane a Nina Simone. Da Thad Jones a Quincy Jones. Da Dexter Gordon a B.B. King fino anche ai grandi italiani come Antonio Faraò e Paolo Fresu. "Queste sono foto importanti", dice con orgoglio sfogliando le pagine di un tomo che sembrerebbe pronto per la stampa. E guardando le pareti della galleria dove da lì a poco sarebbe stata inaugurata la sua mostra e riempita da suoi ammiratori, aggiunge: "Le fotografie del jazz sono per me più importanti di quelle scattate alle top model".

Glaviano sostiene che per un libro del genere non ci sia mercato. "Se invece faccio un libro con le donne, tutti subito lo vogliono. E' ingiusto, però è così". Secondo lui, "il jazz è la musica più complessa, innovativa di sempre. E' la forma d'arte più importante inventata in America. Il problema è che non la ascoltano e le vendite di musica jazz nel mondo sono praticamente pari a zero. Dimmi tu se è giusto. È difficile da veicolare ma io lo pubblicherò per la mia felicità e soddisfazione". Il libro non è ancora finito, ci spiega: "C'è qualcosina da togliere. Qualcosa da aggiungere. Penso che lo finirò entro l’anno. Devo ancora fare una ventina di foto a importanti jazzisti che incontrerò presto".

Unendo fotografia e jazz - "le due cose che mi piacciono di più" - Glaviano guarda e pensa avanti. Come quando da amante della camera oscura ("meravigliosa, stupenda") aveva anticipato l'uso del digitale. "Feci un po' di guerre. Per esempio, ero consulente della Kodak e mi licenziarono. Avevo detto loro di smettere di investire sulla pellicola perché prima o poi sarebbe finita. Il Ceo di allora divenne rosso in faccia. Avevo paura che gli venisse un infarto. 'La pellicola è per sempre. Il digitale non succederà mai', disse. E infatti adesso sono falliti. Mi avessero ascoltato...".

Secondo Glaviano, un amante di storia, "non bisogna mai guardare indietro. Fermarsi al passato è controproducente, ma bisogna conoscerlo e studiarlo". In un'epoca di selfie e app di condivisione di immagini, lui giura che la fotografia, quella che ha sperimentato lui stesso, "sia finita. E' rinata in un altro modo. Forse più importante che mai. Si fanno fotografie con i telefonini, i social media hanno distrutto tutto, probabilmente creano altro ma quello che c'era prima lo hanno fatto a pezzi". Tra l'altro, continua, "non ci sono più delle modelle cosi belle", quelle che lui ha fotografato in tutte le pose e che sono finite su oltre 500 copertine di riviste come Vogue e Harper’s Bazaar ma anche su calendari per cui la gente faceva la fila davanti alle librerie di New York pur di averne una copia.

Ricordando quelle bellissime modelle come Paulina Poritzkova - 50enne che senza ritocchi (non ne ha bisogno) sarà nell'edizione 2019 dello Swimsuit Issue di Sport Illustrated - Glaviano sbotta: "Siamo in un periodo in cui le influencer con un milione di followers su Instagram decidono ciò che è bello. Se queste sono le donne che oggi piacciono al pubblico, è finita. Però quando vedono quelle di prima, tutti dicono...'Ah! Che belle'. Le riconoscono ancora. Solo che non si può più fare questo. Non è che le belle donne non ci siano, ma non fanno le modelle. Forse adesso sono anche più belle di prima. Non sono più accettate nella moda perché le vogliono diverse. Le belle donne fanno altre cose. E fanno bene!".

Glaviano precisa di parlare di bellezza da un punto di vista puramente estetico: "Una donna può essere bella e interessante in modi diversi e a qualunque età. Io parlo di persone che fotografavamo perché trasmettevano un messaggio secondo me universale", che piace a chiunque come un bel tramonto, un paesaggio, gli animali. Il tipo di bellezza a cui lui pensa, continua, "non l'ho inventato io. In qualunque museo che vai, da migliaia di anni, [le opere d'arte raffigurano individui] nudi e belli per i tempi. Quindi non capisco perché, all'improvviso, sia diventato un problema. Come il David di Michelangelo è l’esempio della bellezza nella scultura italiana".

Parlando di bellezza universale, Glaviano ricorda un aneddoto. Inizio degli Anni '80. St.Barth, una piccola isola caraibica dalle spiagge bianche "dove per fortuna ho trascorso tanto tempo della mia vita. Il mio posto preferito al mondo. Stavo al ristorante con amici e modelle. Vedo entrare Paulina. Non potevo distogliere lo sguardo. Aveva 16 anni (era all'inizio della sua carriera, ndr), quando vedi una donna così rimani estasiato".

E il MeToo? "Mi sembra una buona causa, le donne vanno rispettate e ammirate".

Dopo quattro mogli ("mi lasciavano sempre...sono stato sempre preso dal mio lavoro"), tre figlie ("tutte bravissime") e innumerevoli fotografie scattate, chiedo a Glaviano cosa prova a essere circondato da immagini simbolo della sua carriera. "Mi invidio", dice esplodendo in una risata. "Però mi viene anche da piangere. Ero giovane. Facevo tante cose. Ma non smetto mai di lavorare".

Lavorare è quello che consiglia di fare agli aspiranti fotografi. "Segreti non ce ne sono nella vita. Bisogna lavorare. Il talento ti porta avanti nella carriera ma se non ti impegni tanto non riesci ad arrivare alle mete che ti prefiggi". Ricordando di avere avuto la sua prima mostra dopo i 50 anni, consiglia di "non mettere il carro davanti ai buoi" altrimenti "manca la prospettiva, il senso e il valore delle cose". Di questo, e della sua carriera di successo, parlerà dal 24 al 28 luglio con il pubblico riunito a fine luglio a Pierrevert, in Provenza, dove sarà l'ospite d'onore di un festival annuale della fotografia chiamato ‘Les Nuits de Pierrevert’. Chissà che non si suoni anche jazz.

Marco Glaviano è rappresentato dalla Space Gallery St Barth/Soho. Per ulteriori informazioni, scrivere a soho@spacestbarth.com o visitare il sito www.spacestbarth.com

Space Gallery St Barth/Soho
Space Gallery St Barth/Soho
Altri Servizi

Zuckerberg presenta Libra: "Usare denaro sarà facile come condividere foto"

 La criptovaluta disponibile dalla prima metà del 2020

"Con Libra, usare denaro sarà facile come condividere foto". Questo il messaggio con cui il Ceo Mark Zuckerberg ha presentato la criptovaluta di Facebook, che sarà disponibile dalla prima metà del 2020 e con cui spera di rivoluzionare il mondo dei pagamenti. "La missione di Libra è creare una semplice infrastruttura finanziaria globale per miliardi di persone in tutto il mondo. Aspiriamo a rendere facile per tutti inviare e ricevere denaro proprio come si usano le nostre app per condividere istantaneamente messaggi e foto" ha scritto Zuckerberg, in un post sul suo profilo Facebook.

Alla Casa Bianca (da Pence) arriva Salvini, il leader europeo più simile a Trump

Due giorni a Washington per il ministro dell'Interno, che incontrerà il vicepresidente e Mike Pompeo, il segretario di Stato. Non è da escludere un breve incontro con il presidente Trump, secondo Bloomberg
AP

Se c'è qualcuno, in Europa occidentale, che politicamente somigli al presidente statunitense Donald Trump, questi è Matteo Salvini, scrive il Washington Post. Nei suoi comizi parla contro le frontiere aperte, di mettere "prima gli italiani"; fa un uso frenetico dei social media, su cui parla della minaccia portata dagli immigrati, e presenta il suo taglio alle tasse come una cura "alla Trump" contro la stagnazione.

Attese a Washington oltre 300 aziende per dire no ai dazi di Trump contro la Cina

Parteciperanno ad audizioni sui dazi del 25% proposti da Trump su 300 miliardi di dollari. Ross: presidente pronto ad adottarli

Centinaia di aziende sono arrivate a Washington per dire no ai dazi del 25% ventilati da Donald Trump su 300 miliardi di dollari di importazioni cinesi. Insieme, la Corporate America sosterrà che le tariffe doganali proposte dal presidente Usa fanno male al business. Esse potrebbero essere adottate dopo il G20 di fine mese in Giappone; Trump ha infatti più volte minacciato la loro entrata in vigore se il presidete cinese Xi Jinping non lo incontrerà al summit di Osaka in calendario dal 28 al 29 giugno.

Il sindacato non entra nello stabilimento Volkswagen in Tennessee

I lavoratori della fabbrica di Chattanooga hanno votato contro lo Uaw
Ap

Lo United Auto Workers (Uaw) ha subito un'altra pesante sconfitta nello stabilimento Volkswagen di Chattanooga, in Tennessee, dove i lavoratori hanno respinto per la seconda volta gli sforzi del sindacato statunitense per entrare nella fabbrica e organizzare i colletti blu.

In tribunale, Facebook dà la colpa agli utenti: "Avete distrutto voi la vostra privacy"

Pubblicamente, Zuckerberg dà molta importanza alla difesa della privacy degli iscritti, ma in tribunale si difende affermando che sul social network la riservatezza non esiste
AP

Nell'aprile 2018, il Ceo di Facebook, Mark Zuckerberg, si sedette davanti ai membri delle due Camere statunitensi, a cui disse che la sua società rispettava la privacy dei circa due miliardi di utenti. Zuckerberg menzionò la privacy più di due decine di volte, come quando disse alle commissioni di Giustizia e del Commercio del Senato che "abbiamo una responsabilità più ampia sulla protezione della privacy delle persone, che va oltre" le regole stabilite dall'autorità per la difesa della riservatezza. Davanti alla commissione Energia e Commercio della Camera, dichiarò: "Crediamo che tutti, nel mondo, abbiano diritto al controllo della privacy". Un anno dopo, Zuckerberg ha affermato in alcune interviste di voler ricostruire la sua società intorno alla difesa della riservatezza.

La Fed non taglierà i tassi a giugno. Ecco perché

Probabilmente, ci sarà più di una riduzione dei tassi nel 2019. Ma il summit del G20, la volontà di resistere alle pressioni e la riluttanza nel rendere un errore il rialzo di dicembre spingono il Fomc ad attendere
AP

Tutti sono ormai convinti che la Fed, prima o poi, taglierà i tassi nel corso dell'anno: il mercato crede che potrebbero esserci fino a tre tagli nel 2019 e spinge per una riduzione al più presto. La Banca centrale, però, avrebbe intenzione di lasciare invariati i tassi ala prossima riunione del Federal Open Market Committee, il braccio monetario della Banca centrale, in programma il 18 e 19 giugno.

Mattel non vuole le nozze tra Barbie e Bratz

Il produttore di giocattoli ha responto per la terza volta dal 2015 la proposta di MGA Entertainment

Il matrimonio tra Barbie e Bratz non s'ha da fare. Almeno secondo Mattel, che ha respinto per l'ennesima volta le avance di MGA Entertainment. E il titolo corre al Nasdaq dell'8,8% a 11,76 dollari.

Sotheby's venduta al fondatore di Altice per 3,7 mld di dollari

Il magnate delle tlc Patrick Drahi compra la casa d'aste attraverso la sua BidFair Usa. La transazione risulterà nel delisting del gruppo dopo 31 anni trascorsi come azienda quotata al New York Stock Exchange

Sotheby's ha annunciato di avere trovato un accordo per essere acquisita da BidFair Usa, società di proprietà del collezionista d'arte e magnate delle tlc Patrick Drahi (che controlla e ha fondato Altice).

Trump disposto a ricevere informazioni su rivali da governi stranieri

"Non c'è nulla di sbagliato nell'ascoltare", ha detto il presidente a Abc. Democratici contro: per Pelosi, dà "semaforo verde" ai russi per interferire di nuovo nelle elezioni. Per lui non si tratterebbe di interferenza ma di "ricerche sull'opposizione"
Ap

Il presidente americano, Donald Trump, accetterebbe informazioni compromettenti su un candidato rivale alle presidenziali del 2020 anche se a fornirle fossero potenze straniere. Lo ha detto lui stesso in una intervista al canale Abc. "Credo che uno vorrebbe ascoltare. Non c'è nulla di male nell'ascoltare", ha dichiarato il leader statunitense. "Se qualcuno chiama da un Paese, la Norvegia, [dicendo] 'Abbiamo informazioni sul tuo avversario', oh, credo che vorrei ascoltare", ha aggiunto l'inquilino della Casa Bianca aprendo uno scenario simile a quello finito al centro dell'inchiesta sul cosiddetto Russiagate condotta da Robert Mueller e pensata per determinare se c'è stata collusione tra la campagna Trump e la Russia, specialmente nel diffondere email discutibili hackerate dal Democratic National Committee, l'organo che governa il partito democratico, e da persone che lavoravano per la candidata democratica Hillary Clinton. Mueller ha concluso che non ci sono state prove sufficienti per determinare che Trump o i suoi collaboratori abbiano colluso con Moscama ha anche sostenuto che Mosca ha interferito ampiamente nelle elezioni.

Trump in svantaggio contro cinque democratici: ora lo afferma anche un sondaggio di Fox News

Il presidente aveva definito una "Fake News" i precedenti sondaggi negativi per la sua rielezione
Ap

Un sondaggio di Fox News, televisione amica del presidente statunitense, conferma le recenti indicazioni di altre rilevazioni: Donald Trump è in svantaggio rispetto a cinque candidati alla nomination democratica, tra cui l'ex vicepresidente Joe Biden.