Mark Halperin: i segreti della corsa alla Casa Bianca

Esce 'Game Change', il libro bomba del giornalista investigativo di Time

Brutto week end per Harry Reid, il leader di maggioranza al Senato. Colpa di “Game Change”, nuovo libro del giornalista investigativo Mark Halperin. Uscirà lunedì, ma alcuni passaggi sono già stati diffusi. Reid, nel 2008, durante la campagna elettorale per la Casa Bianca, disse di Obama: sì, può diventare presidente, in fondo è un afroamericano “dalla pelle chiara”, e “non parla per nulla con un accento da negro, a meno che non lo voglia”. Il Senatore del Nevada ha passato sabato e domenica a scusarsi. Ha chiamato Barack Obama, poi in un comunicato stampa ha detto. “Sono profondamente rammaricato per aver usato parole cosi inopportune. Chiedo sinceramente scusa per aver offeso i mie cittadini, soprattutto gli afroamericani”. Scusa accettate da Obama. “Considero chiuso l’episodio”, ha detto il presidente. “Conosco l’impegno e la passione di Reid nelle lotte per la giustizia sociale. So cosa c’è veramente nel suo cuore”. Dopo Barack Obama, Reid si è scusato con i principali leader afroamericani. La sua posizione però è difficile. I repubblicani chiedono le sue dimissioni. “Sono parole imbarazzanti, c’è tutta l’ipocrisia dei democratici, deve dimettersi”, ha detto Michael Steele, segretario del partito repubblicano.

Ma in “Game Change” non c’e solo la gaffe di Reid, il libro è un’ampia panoramica su tutti i retroscena e le tensioni della campagna presidenziale del 2008. Si scopre che Biden e Obama praticamente si odiavano. Che lo stesso Reid è stato uno dei primi sostenitori del giovane senatore dell’Illinois. Già nel 2006 cercò di convincerlo a correre perché riteneva Hillary Clinton un candidato troppo debole. In pubblico Reid invece ha sempre sostenuto la sua neutralità durante le primarie democratiche. Nel libro si legge che i rapporti tra Obama e Joe Biden erano disastrosi e che i due si parlavano a malapena. Ci sono altre frasi imbarazzanti, sempre su Obama, questa volta dette da Bill Clinton. L’ex presidente cercava di ottenere da Ted Kennedy, morto l’anno scorso di tumore, l’appoggio alla candidatura della moglie Hillary. Di Obama – ha raccontato Kennedy ad alcuni amici - disse: “quel ragazzo, qualche anno fa, ci avrebbe servito il caffè”. I portavoce di Clinton non hanno commentato queste indiscrezioni. Sarah Palin, ex governatore dell’Alaska, ancora rimpiange di aver corso come vice di John McCain. “Se sapevo prima tutto quello che ho imparato dopo, non lo avrei mai fatto”. McCain, preoccupato dalla sua inappetenza, si domandava se la donna soffrisse di depressione post parto e fosse mentalmente instabile. Il libro rivela che lo staff di McCain sbrigò in soli 5 giorni il dossier su Palin prima di sceglierla come candidata alla vice presidenza. “Una decisione scriteriata”, commentò Dick Cheney. Altri particolari sul clan dei Clinton. Nel 2006 circolavano sospetti che Bill avesse un’amante, una relazione definita “molto seria”. Hillary fu avvertita di prepararsi ad affrontarne l’urto mediatico. Altro shock: quando Obama le propose il dipartimento di Stato. All’inizio rifiutò l’incarico. Obama la convinse dopo una lunga telefonata nella notte. Clinton era preoccupata del marito, troppo potente. “Sai che non posso controllarlo, e che ci saranno momenti in cui questo sarà un grosso problema”, disse ad Obama, parafrasa l’autore del libro. Obama le rispose: correremo questo rischio.