Maryland: primo passo verso l'abrogazione della pena di morte

Dopo l'ok del Senato, la legge ora al vaglio della Camera. Se dovesse passare sarebbe il 18esimo Stato ad abolirla

Il Senato dello Stato del Maryland ha dato il via libera all'abrogazione della pena di morte con 27 voti a favore e 20 contrari, dopo quattro giorni di acceso dibattito. Adesso la questione passerà alla Camera, dove i sostenitori della legge hanno dichiarato di avere i voti. Se la pena capitale dovesse essere abrogata, il Maryland diventerebbe il 18esimo Stato americano ad abolirla, facendo scendere gli Stati che la praticano a 32. In Maryland le esecuzioni sono ferme dal 2005.

Intanto nello Stato dell'Ohio, Frederick Treesh, 48 anni, è stato ucciso con un'iniezione letale alle 10.30 (le 16.30 in Italia). L'uomo, nel braccio della morte da 18 anni, era accusato di aver ucciso un agente durante una sparatoria. È stata la prima esecuzione del 2013 in Ohio, la quarta negli Stati Uniti dall'inizio dell'anno.

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Nella Casa Bianca ci sono due 'talpe' (volute?)

Secondo il Nyt, hanno consegnato materiale top secret al leader di una commisione che sta indagando sul Russiagate e che aveva annunciato intercettazioni "accidentali" di Trump e del suo staff dopo le elezioni presidenziali

Un paio di funzionari della Casa Bianca ha giocato un ruolo chiave nel fornire a Devin Nunes rapporti di intelligence che mostravano come Donald Trump e il suo staff fossero stati intercettati "accidentalmente" dalle spie americane durante la transizione tra l'inizio della sua amministrazione e la fine di quella di Barack Obama. Lo scrive il New York Times facendo riferimento al deputato repubblicano della California che presiede la commissione Intelligence alla Camera, quella che teoricamente dovrebbe condurre una inchiesta indipendente sulla presunta interferenza della Russia nelle elezioni presidenziali dello scorso 8 novembre (c'è una stessa commissione al Senato che a sua volta sta indagando). Nunes è stato travolto dalle polemiche per avere discusso di quelle intercettazioni con Trump prima ancora che con i membri della commissione stessa.

Nel mirino dei russi finiscono anche i repubblicani Rubio e Ryan

Il senatore della Florida preso di mira da hacker. Lo speaker della Camera oggetto di una campagna negativa sui social
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Mentre negli Stati Uniti procede, non senza sorprese, l'indagine del Congresso sulla presunta interferenza della Russia nelle elezioni presidenziali Usa, è giunta notizia che uno degli sfidanti di Donald Trump nella corsa verso la Casa Bianca è stato colpito da hacker russi. Si tratta del senatore Marco Rubio, che ne ha dato notizia ieri in una testimonianza alla commissione Intelligence del Senato. Poco prima, un esperto sul Cremlino aveva spiegato davanti alla stessa commissione che Rubio e Paul Ryan, lo speaker repubblicano alla Camera, sono stati presi di mira da una campagna russa sui social media volta a screditarli.

Economia Usa cresce a passo più rapido, Pil rivisto a +2,1%

Insieme al dato sul Pil sono stati diffusi i numeri sui profitti aziendali, che hanno guadagnato slancio negli ultimi mesi del 2016, mentre più in generale la crescita economica è rimasta costante, ma modesta.
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L'economia americana è cresciuta nel quarto trimestre a passo più rapido di quanto inizialmente anticipato. E' quanto emerge dalla lettura finale del dato diffuso dal dipartimento al Commercio americano, secondo cui il Pil è cresciuto del 2,1%, contro l'1,9% della stima preliminare e di quella intermedia. Il dato è superiore alle previsioni degli analisti, che attendevano una revisione al rialzo e un'espansione del 2%. Il Pil era salito del 3,5% nel terzo trimestre, dell'1,4% nel secondo e dello 0,8% nel primo.

La Casa Bianca dice no a un incontro Trump-Putin a maggio

Il Cremlino aveva proposto di approfittare della presenza in Europa del presidente Usa, che parteciperà al vertice della Nato in Belgio. Difficile un faccia a faccia prima del G20 di luglio in Germania
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Chi credeva in un miglioramento immediato delle relazioni tra la Russia e gli Stati Uniti con l'arrivo di Donald Trump alla presidenza americana, forse si deve ricredere. Stando al Wall Street Journal, la Casa Bianca ha detto no alla proposta avanzata da funzionari russi di un faccia a faccia tra il 45esimo Commander in chief e il presidente Vladimir Putin a fine maggio, approfittando della partecipazione del presidente Usa al vertice Nato previsto il 25 maggio a Bruxelles (Belgio).

Dopo il naufragio della Ryancare, Trump studia le possibili mosse sulla sanità

La Casa Bianca sfrutterà una delle poche vie rimaste, ovvero sfruttare waiver e modifiche delle regole per cambiare almeno in parte la legge in vigore.

Donald Trump ha dovuto incassare la sua prima sconfitta, dopo essersi visto costretto a ritirare il piano per la riforma della sanità americana che avrebbe dovuto mandare in soffitta l'Obamacare varato dal suo predecessore, Barack Obama, che aveva siglato l'Affordable Care Act nel 2010. Ora la Casa Bianca, oltre a spostare il focus su altre iniziative, come la riforma del sistema fiscale, pensa anche a una nuova strategia sulla sanità, percorrendo una delle poche vie rimaste, ovvero sfruttare waiver e modifiche delle regole per cambiare almeno in parte la legge in vigore.

L'amministrazione Trump dà il via libera a Keystone XL

L'oleodotto è una estensione di quello che collega il Canada alle raffinerie del Golfo del Messico. Era stato fermato da Barack Obama dopo le proteste degli ambientalisti. Potrebbe essere pronto per il 2019 e il costo previsto è di 8 miliardi di dollari
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Alla fine l'amministrazione Trump ha mantenuto una delle sue promesse, togliendo di mezzo il blocco voluto da Barack Obama e ridando cos" a TransCanada la possibilità di continuare la costruzione di Keystone XL. L'oleodotto collegherà i pozzi petroliferi del Canada alle raffinerie americane del Golfo del Messico. Per farlo attraversa gli Stati Uniti, passando per aree incontaminate e mettendo a rischio non solo la vita e la sopravvivenza di alcune comunità di nativi, ma anche l'ecosistema di regioni fragili. "Stiamo lavorando agli ultimi dettagli, si tratta di un incredibile oleodotto e sono molto orgoglioso", ha detto Trump ricordando che saranno creati nuovi posti di lavoro.

Trump verso la prima sconfitta legislativa nonostante le minacce?

Ultimatum del presidente ai repubblicani ribelli: o votano sì alla Camera sulla riforma sanitaria o l'Obamacare non verrà abrogata. Ryan alla Casa Bianca per dire che non ci sono i voti per l'ok. Alle 20.30 il voto finale
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Donald Trump riuscirà a unire il partito repubblicano nella sua prima sfida legislativa? E riuscirà a mantenere la promessa fatta in campagna elettorale, quella di abolire una "disastrosa" Obamacare? E' quello che si domandavano osservatori politici e investitori all'inizio di un giorno in cui alla Camera è atteso il voto finale sulla "Ryancare" o "Trumpcare", la proposta di riforma sanitaria pensata per abrograre e sostituire quella approvata sette anni fa dall'allora presidente Barack Obama. Paul Ryan, lo speaker alla Camera, si è recato alla Casa Bianca dopo una mattinata di negoziati inutili: i numeri non ci sono per approvare il disegno di legge.

Trump fa marcia indietro, l'Obamacare resta (per ora)

"Ryancare" ritirata, mancavano i voti per la sua approvazione. Il presidente dà la colpa ai democratici. La prossima sfida è la riforma fiscale

Donald Trump fa marcia indietro. Piuttosto che mettere al voto un disegno di legge che non sarebbe mai stato approvato, il presidente americano ha chiamato lo speaker alla Camera per dire di ritirare la riforma sanitaria pensata per abrogare e sostituire l'Obamacare. Si tratta di un'amara ammissione del fatto che né le minacce e gli ultimatum dell'inquilino della Casa Bianca né il pressing di Paul Ryan sono bastati per convincere l'ala più conservatrice del partito repubblicano ad allinearsi e promettere di votare "sì".

Muslim ban, il divieto di Trump colpirebbe soprattutto l'Iran

Il 55% dei visti relativi ai 6 Paesi colpiti dal presidente è stato concesso nel 2016 ai cittadini della Repubblica islamica. Tra i nove Paesi con più visti negati, lo scorso anno, assenti quelli scelti dal miliardario
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L'emissione di visti per i cittadini di Iran, Libia, Somalia, Sudan, Siria e Yemen sarebbe sospesa per 90 giorni, se il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, riuscisse a vincere la battaglia legale che riguarda il suo ordine esecutivo sul 'travel ban', giustificato con motivi di sicurezza nazionale. Il Paese più colpito sarebbe l'Iran, secondo i dati raccolti da MarketWatch.

Studiare in una università americana dopo la scuola superiore

Quello che bisogna sapere per scegliere e per essere ammessi in un college negli USA. Gli ostacoli da superare e gli strumenti migliori per battere la concorrenza nelle università più prestigiose
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Cervelli in fuga non si nasce, si diventa. E il modo più semplice per diventarlo è 'studiarlo' a scuola. Abbiamo provato a confezionare una sorta di guida per iscriversi in una università americana dopo avere ottenuto un diploma di scuola superiore in Italia. Entrare in questo mondo di football, confraternite e campus da film, e ottenere una laurea in una università americana, è in assoluto la linea più diretta per andare a un punto A (non avere chiare prospettive di lavoro in Italia dopo la laurea) a un punto B (trovare un lavoro in America).