Matrimoni omosessuali vincono sulle leggi per l'immigrazione


Immigrata argentina non sarà separata da sua moglie


07.12.11

14:42

Monica Alcota, 36 anni, di origini argentine, potrà continuare a vivere negli Stati Uniti, per stare vicino a sua moglie Cristina Ojeda, 26. Su richiesta dell'avvocato della coppia, Lavi Soloway, il giudice Terry Bain ha ordinato la chiusura della pratica di espulsione che pendeva sulla donna.

Secondo il legale di Alcota, questa è la prima volta che il governo chiede alla corte per l'immigrazione di annullare una procedura di deportazione sulla base di un matrimonio tra persone dello stesso sesso, da quando, il 17 novembre scorso, il dipartimento per la Sicurezza Interna ha annunciato la revisione di tutti i casi in sospeso.

Alcota vive con Ojeda a New York, nel Queens (uno dei cinque boroughs in cui è suddivisa la metropoli americana), dove lavora come restauratrice. Le due donne si sono sposate nel 2010 in Connecticut, prima che nello stato di New York fossero riconosciuti i matrimoni tra persone dello stesso sesso.

Soloway ha preteso il congelamento del procedimento di espulsione sulla base della cittadinanza americana di Ojeda e per "il carattere fortemente morale e gli stretti legami con la comunità" mostrati da Alcota. La donna di origini argentine combatte da tempo per restare negli Stati Uniti. Arrivata dieci anni fa, è stata per mesi rinchiusa in un centro di detenzione del New Jersey perchè scoperta senza documenti. Durante quei duri momenti, Ojeda percorreva ogni giorno chilometri su chilometri per andarla a trovare.

"Guardando indietro ai quei giorni, abbiamo compiuto qualcosa di veramente grande", ha commentato Ojeda.

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