McDonald's e Olimpiadi chiudono partnership storica 3 anni in anticipo

La catena di fast food e il Comitato Olimpico Internazionale erano legati dal 1976
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McDonald's non sponsorizzerà più le Olimpiadi. Tre anni prima della scadenza naturale del contratto, il colosso americano del fast-food e il Comitato Olimpico Internazionale (Cio) hanno "di comune accordo" messo fine con effetto immediato alla loro storica partnership commerciale, che andava avanti dal 1976. Lo hanno annunciato con un comunicato congiunto sul sito del Cio. “Come parte del nostro piano di crescita globale, stiamo riconsiderando tutti gli aspetti del nostro business e abbiamo preso questa decisione per concentrarci su priorità differenti d'accordo con il Cio", ha detto il direttore marketing globale di McDonald's, Silvia Lagnado. "Nello scenario di business globale, che evolve velocemente, prendiamo atto della volontà McDonald's di concentrarsi su priorità differenti. Per queste ragioni, abbiamo deciso di comune accordo di andare ognuno per la sua strada", ha dichiarato Timo Lumme, il managing director dei servizi televisivi e di marketing del Cio. La catena di fast food farà un'eccezione: sponsorizzerà i giochi olimpici di Pyeongchang 2018, in Corea del Sud. Il Cio ha aggiunto che non ha "piani immediati" per trovare un sostituto a uno dei suoi sponsor principali. McDonald's è l'ultimo marchio Usa ad avere abbandonato la sponsorizzazione delle Olimpiadi negli ultimi due anni. Lo hanno già fatto Budweiser, Citi, Hilton e AT&T.

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Già considerata una sorta di airbnb delle passerelle, una startup americana punta a rivoluzionare il mondo della moda. Rent the Runway, questo il suo nome, ha ampliato la sua offerta: tra i capi di abbigliamento che mette a disposizione a noleggio non ci sono più solo quelli dedicati a cerimonie ma anche alla vita di tutti i giorni. E infatti, con la sua prima campagna pubblicitaria appena lanciata, domanda a varie donne cosa faranno con le loro cabine armadio una volta che inizieranno a usare il servizio del gruppo. "A Rent the Runway non pensiamo che [la cabina armadio] esisterà in futuro", ha spiegato a Cnbc Jenn Hyman, Ceo nonché una delle cofondatrici.

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Migliorano le prospettive del Fondo monetario internazionale non solo per l'economia mondiale ma anche per quella italiana, vista in crescita dell'1,5% quest'anno, tanto quanto il Giappone. Per il 2018 è atteso un +1,1%. E' quanto si legge nelle tabelle del World Economic Outlook, il rapporto sull'economia globale dell'Fmi redatto nell'ambito degli Annual Meetings che da giovedì entreranno nel vivo a Washington, Stati Uniti. Le stime per il 2017 sono state alzate dello 0,2% rispetto all'aggiornamento del Weo dello scorso luglio e dello 0,7% rispetto all'edizione del documento elaborata lo scorso aprile. Nel 2016 il nostro Paese aveva registrato un'espansione dello 0,9% e l'anno precedente dello 0,8%, ricorda l'Fmi.

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