McDonald's e Olimpiadi chiudono partnership storica 3 anni in anticipo

La catena di fast food e il Comitato Olimpico Internazionale erano legati dal 1976
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McDonald's non sponsorizzerà più le Olimpiadi. Tre anni prima della scadenza naturale del contratto, il colosso americano del fast-food e il Comitato Olimpico Internazionale (Cio) hanno "di comune accordo" messo fine con effetto immediato alla loro storica partnership commerciale, che andava avanti dal 1976. Lo hanno annunciato con un comunicato congiunto sul sito del Cio. “Come parte del nostro piano di crescita globale, stiamo riconsiderando tutti gli aspetti del nostro business e abbiamo preso questa decisione per concentrarci su priorità differenti d'accordo con il Cio", ha detto il direttore marketing globale di McDonald's, Silvia Lagnado. "Nello scenario di business globale, che evolve velocemente, prendiamo atto della volontà McDonald's di concentrarsi su priorità differenti. Per queste ragioni, abbiamo deciso di comune accordo di andare ognuno per la sua strada", ha dichiarato Timo Lumme, il managing director dei servizi televisivi e di marketing del Cio. La catena di fast food farà un'eccezione: sponsorizzerà i giochi olimpici di Pyeongchang 2018, in Corea del Sud. Il Cio ha aggiunto che non ha "piani immediati" per trovare un sostituto a uno dei suoi sponsor principali. McDonald's è l'ultimo marchio Usa ad avere abbandonato la sponsorizzazione delle Olimpiadi negli ultimi due anni. Lo hanno già fatto Budweiser, Citi, Hilton e AT&T.

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Putin ringrazia Trump: con aiuto Cia, sventati attacchi a San Pietroburgo

Seconda telefonata in quattro giorni tra i due leader
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Vladimir Putin ha telefonato a Donald Trump. Per ringraziarlo. Grazie a una soffiata della Cia, Mosca ha saputo sventare una serie di attentati a San Pietroburgo. E' stato il Cremlino ad annunciare la chiamata fatta oggi, domenica 17 dicembre. La portavoce della Casa Bianca, Sarah Sanders, ha confermato su Twitter.

Repubblicani accusati di architettare uno scandalo email a danno di Mueller

Sostengono che il procuratore speciale abbia ottenuto illecitamente documenti scambiati dal transition team di Trump; vogliono gettare cattiva luce sull'inchiesta Russiagate
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L'inchiesta pensata per indagare sull'interferenza della Russia nelle elezioni presidenziali americane e sulla potenziale collusione tra la campagna di Trump e funzionari russi sta subendo un nuovo attacco. A lanciarlo, con l'intento di screditare il Russiagate, è un gruppo di repubblicani convinti che il procuratore speciale Robert Mueller - colui che è a capo delle indagini - abbia ottenuto illegalmente email scambiate dalle persone di cui Trump si era circondato durante il periodo di transizione tra la sua elezione e il suo arrivo alla Casa Bianca.

Trump è il presidente Usa meno apprezzato dopo un anno di mandato

Sempre più elettori vogliono che il Congresso torni a essere controllato dai democratici. Lui si prepara a una campagna elettorale in giro per la nazione
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Poco importa che Trump sia convinto che la sua amministrazione è la migliore della storia statunitense.  E poco importa che lui stia per consegnare alla nazione "un fantastico regalo di Natale" sotto forma di una riforma fiscale (che agevola aziende e miliardari come lui). Gli americani la pensano diversamente, tanto che Trump, un repubblicano, è il presidente meno apprezzato dopo il primo anno di mandato. Non solo. Mentre lui si prepara a una campagna intensa in giro per il Paese in vista delle elezioni di metà mandato, in calendario nel novembre 2018, sempre più elettori vorrebbero che il Congresso tornasse a essere controllato dai democratici (attualmente il Gop ha la maggioranza sia alla Camera sia al Senato).

Trump presenta lunedì strategia sicurezza nazionale. Cina sarà accusata di aggressione economica

Secondo varie fonti informate sul dossier, Trump proporrà una posizione molto più dura nei confronti della Cina rispetto a quanto fatto dalle precedenti amministrazioni.
White House

Il rapporto tra Washington e Pechino è destinato a diventare più teso. Il presidente americano Donald Trump intente accusare la Cina di "aggressione economica", quando lunedì presenterà la sua strategia per la sicurezza nazionale. Così dovesse essere, sarebbe il segno del crescente malcontento dell'amministrazione americana, finora incapace di usare il legame tra Trump e il suo omologo Xi Jinping per convincere la Cina a rispondere alle preoccupazioni americane sul fronte commerciale.

La fine della neutralità della rete: implicazioni per aziende e consumatori

La decisione dell'Agcom americana ha creato vincitori (AT&T, Verizon, Comcast, Sprint e T-Mobile) e vinti (Facebook, Amazon, Netflix e Google)
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Una autostrada in cui il traffico viene smistato in corsie veloci e altre lente, a seconda del pedaggio pagato da chi è al volante. Negli Stati Uniti, e in futuro magari anche in Europa, Internet potrebbe diventare quel tipo di autostrada, dove al posto di una vettura ci sono pc, tablet, smartphone e smart-tv. La velocità con cui si arriverà a destinazione - e dunque si fruirà di un contenuto su web come una serie tv di Netflix o le canzoni su Spotify - potrebbe finire per dipendere da quanto verrà pagato agli Internet service provider (Isp) da quelle aziende, che nel peggiore dei casi potrebbero recuperare parte dei costi sostenuti rifacendosi sul consumatore finale. In America si può immaginare così il futuro di internet: non più libero, aperto e neutrale. Di fatto, ricchi e poveri, start-up e multinazionali potrebbero non operare più su un campo da gioco equo.

Wall Street, Dow e S&P 500 archiviano la quarta settimana di guadagni

Ritorna l'ottimismo sull'approvazione della riforma fiscale
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Ok dei repubblicani al testo unificato della riforma fiscale. Il plauso di Trump: rispettiamo promesse

L'approvazione finale potrebbe arrivare già mercoledì. L'aliquota per le imprese dal 35 al 21%
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I repubblicani della Camera e del Senato hanno raggiunto un accordo su un testo congiunto per la controversa riforma fiscale voluta dal presidente americano Donald Trump, che, tra le altre cose, riduce l'aliquota per le imprese dal 35 al 21%. A rendere possibile l'accordo, un testo da 500 pagine e 1.500 miliardi di dollari, è stato il via libera di due senatori che finora avevano espresso riserve, Marco Rubio e Bob Corker. Il testo prevede anche l'abolizione del cosiddetto "individual mandate", ovvero l'obbligo di assicurazione sanitaria per tutti previsto dall'Obamacare.

Giovedì l'amministrazione Trump eliminerà la net neutrality

Per il presidente dell'Fcc ferma l'innovazione. La Silicon Valley si schiera contro, mentre i grandi gruppi di telecomunicazione festeggiano. Ecco che così la neutralità della rete

Questa settimana l'amministrazione Trump si prepara a eliminare le regole sulla net neutrality volute da Barack Obama. Gioved" la Federal Communications Commission (FCC), guidata dal repubblicano Ajit Pai, voterà per togliere i provvedimenti approvati nel 2015 che garantiscono un accesso paritario alla rete, vietando alle aziende di telecomunicazioni che forniscono i servizi internet di creare una rete a due velocità, dando un accesso privilegiato ai colossi disposti a pagare di più e rallentando i piccoli gruppi e le startup.

Usa Today attacca Trump: "Inadatto a pulire i bagni" di Obama

Ma anche a lucidare le scarpe di George W Bush. Per il quotidiano, il presidente ha un carattere "straordinariamente terribile" che ha fatto insinuazioni sessiste fuori luogo

Donald Trump si è sentito più volte dire che era inadatto alla presidenza degli Stati Uniti. Durante la campagna elettorale dello scorso anno, sia il presidente americano Barack Obama sia la candidata democratica alle elezioni Hillary Clinton lo avevano ripetuto in tutte le salse. Oltre un anno dopo la vittoria shock del miliardario di New York, è un quotidiano ampiamente diffuso in Usa a rispolverare quel concetto ma in termini decisamente pesanti.

Haley (Onu): ascoltiamo le donne che dicono di essere state molestate da Trump

L'ambasciatrice Usa alle Nazioni Unite in una intervista su CBS. Il suo parere è opposto a quello della Casa Bianca che invece ha definito i casi risolti
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Nikki Haley, l'ambasciatore degli Stati Uniti alle Nazioni Unite, domenica ha detto che le donne che hanno accusato il presidente Usa Donald Trump di averle molestate e toccate senza il loro consenso "dovrebbero essere ascoltate".