McMaster contro Iran, Siria e Russia alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco

Il consigliere per la sicurezza nazionale statunitense chiede di "agire contro Teheran". Assad "usa ancora armi chimiche" contro la popolazione, mentre le prove sulle interferenze di Mosca nelle elezioni presidenziali sono "incontrovertibili"
Ap

L'Iran sta costruendo e armando una rete sempre più potente di alleati che combattono 'per procura' in Medio Oriente contro i governo locali. Lo ha detto il consigliere per la sicurezza nazionale statunitense, l'ammiraglio H.R. McMaster, intervenendo all'annuale Conferenza internazionale sulla sicurezza di Monaco di Baviera, in Germania. "Ciò che è particolarmente preoccupante è che questa rete sta diventando sempre più capace e l'Iran continua a seminare...armi distruttive tra questi network" ha detto McMaster. "Per questo è il momento, credo, di agire contro l'Iran".

McMaster ha poi parlato di Siria. Ci sono "resoconti pubblici e foto" che dimostrano che il presidente siriano Bashar al-Assad continua a usare armi chimiche contro la popolazione e, per questo, la comunità internazionale deve fare in modo che il regime e i suoi alleati rispondano delle loro azioni.

Il consigliere per la sicurezza nazionale ha poi attaccato la Russia, rispondendo a una domanda sull'incriminazione di 13 russi annunciata dal procuratore Robert Mueller, che indaga sulle interferenze di Mosca nelle ultime elezioni presidenziali: "Ora le prove sono incontrovertibili". Per il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, le accuse sono solo "un chiacchiericcio". Sulla possibile cooperazione futura con la Russia sulla sicurezza informatica, McMaster ha detto: "Ci piacerebbe avere un dialogo, quando la Russia sarà sincera nel ridimensionare la sua sofisticata struttura di spionaggio". 

Prima di McMaster, durante la seconda giornata della Conferenza, aveva parlato il ministro degli Esteri tedesco, Sigmar Gabriel, affermando che la Germania non vuole abbandonare l’accordo sul nucleare iraniano firmato nel luglio 2015. Il capo della diplomazia tedesca ha poi sottolineato che gli Stati Uniti non dovrebbero abbandonare l’accordo, ribadendo la posizione di Germania e Unione Europea a favore dell’intesa con Teheran e contro le minacce del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di uscire o rinegoziare il Piano globale d’azione congiunto (Jcpoa) con l’Iran.

Il ministro ha poi aggiunto che il mondo nel 2018 si trova davanti al baratro, perché "beni come l'affidabilità sono molto scarsi nella politica internazionale", citando il conflitto siriano, il pericolo atomico rappresentato dalla Corea del Nord, lo sviluppo dei nazionalismi e del protezionismo. L'Europa deve proiettarsi come potenza mondiale nel futuro, "senza concentrarsi solo sulla forza militare, ma anche senza rinunciarvi del tutto".

La Conferenza quest'anno è incentrata sul ruolo futuro dell’Unione europea come attore globale e, in particolare, delle sue relazioni con Russia e Stati Uniti, sulla situazione in Medio Oriente e sulla questione del nucleare nordcoreano. Domani, è previsto l'intervento del ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif.

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