Dagli anni Sessanta, ogni aspirante presidente americano deve fare campagna, e poi da eletto politica, tenendo presente che le relazioni internazionali di Washington sono dominate dal conflitto tra israeliani e palestinesi.
Obama
Nel 2011 il presidente ha detto che l'impegno americano per la sicurezza di Israele è "incrollabile" ma ha anche aggiunto che "lo status quo è insostenibile". Di qui la posizione della Casa Bianca per un negoziato che porti a due stati sovrani con confini basati su quelli precedenti alla guerra del 1967, e scambi territoriali decisi di comune accordo dalle parti. Per l'anno fiscale 2011 la Casa Bianca ha anche chiesto al Congresso 3 miliardi di dollari per aiuti militari a Israele, la cifra più alta dal 2003. Ma l'amministrazione Obama, come le precedenti, finanzia anche l'Autorità palestinese.
Gingrich
E' radicalmente filoisraeliano. Ha detto che i palestinesi sono un popolo inventato. E tornare ai confini del 1967 sarebbe per lui il suicidio di Israele.
Romney
Ha detto in un dibattito che "il primo viaggio all'estero da presidente lo farei in Israele". Secondo lui Israele è l'alleato americano numero uno, e da presidente si impegnerebbe a mantenerne il vantaggio strategico. Contrario a moratorie sulle colonie.
Paul
Come in tutto il resto della sua politica estera è per il non intervento: Israele è capacissima di difendersi da sola, afferma, dunque niente aiuti allo stato ebraico (o a chiunque altro). E' anche contrario all'intervento israeliano a Gaza e ha votato per condannarlo, mossa rara per un politico americano di punta. Ma chi lo accusa di essere nemico di Israele farebbe bene a ricordare che nel 1981 fu tra i pochi a dire apertamente che Israele aveva fatto benissimo a bombardare il reattore nucleare iracheno.
Gli altri
Chi più chi meno, sono tutti dal lato della destra pro-Israele. In particolare Rick Santorum va oltre Gingrich e persino oltre molti conservatori israeliani: non solo il popolo palestinese secondo lui non esiste, ma "tutti coloro che vivono in Cisgiordania sono israeliani, punto e basta, è terra israeliana". Rick Perry ha proposto di azzerare il budget americano per gli aiuti internazonali, ma Israele sarebbe lo stesso assistita "sostanzialmente". Jon Huntsman è per il negoziato, ma solo dopo che l'America avrà riaffermato con forza il suo sostegno a Israele.














